La storia: “Per alcuni giorni abbiamo accolto il lama che è stato catturato a Panzano”

Una lettrice dalle Convertoie: "E' stato con noi per alcuni giorni. Pascolava vicino a casa, dormiva nel bosco"

PANZANO (GREVE IN CHIANTI) – Mercoledì 1 marzo il grande trambusto creato nel borgo di Panzano da un lama. L'animale, che vagava nella campagna circostante, a un certo punto si è diretto verso il paese, rimanendo "incastrato" fra i tavoli esterni dell'Officina della Bistecca di Dario Cecchini.

 

# ARTICOLO / Lama ferito fra i tavoli del ristorante di Dario Cecchini: catturato dalla Asl

 

Comprensibile lo stupore iniziale. Poi però, attivati dalla polizia municipale di Greve in Chianti, si sono mossi volontari e Asl e alla fine l'animale è stato catturato in sicurezza e affidato alle ure di una veterinaria.

 

# VIDEO / Panzano, la cattura del lama fra i tavoli dell'"Officina" di Dario Cecchini

 

Molti ci chiedono quale sarà il futuro del lama, che con ogni probabilità potrebbe anche far parte del nucleo che era originariamente custodito presso lo zoo di Cavriglia. E che da tempo vagava fra i monti fra il Valdarno e il Chianti e le colline del Chianti Classico

 

Ovviamente ad oggi non possiamo dare notizie in questo senso, ma grazie a una segnalazione inviata da una nostra lettrice siamo in grado di raccontarvi qualcosa in più su questo maschio. Anziano e castrato.

 

"Questo lama – ci racconta la donna – tanto docile, è stato da noi a Convertole da alcuni giorni fino a ieri mattina.  Per quello che avevo sentito dire veniva dal parco di Cavriglia, dove alcuni furono abbandonati tempo fa. Recentemente sui social c'erano segnalazioni che lo davano vicino a Lamole".

 

Poi, l'arrivo alle Convertole: "Quasi cinque giorni fa notai delle impronte di una grossa zampa di un animale vicino a una fossa, a casa nostra. L'animale venne su e poi girò per andare in giù.  Non riuscii a capire quale animale fosse, tranne intuire che era molto pesante".

 

IL LAMA – Vicino alla casa della nostra lettrice

 

"Quattro giorni fa – prosegue il racconto – alle 8 di mattina, mia madre si affacciò dalla finestra della torre di casa nostra e vide il lama nel parcheggio. Aveva lo sguardo di uno che sorvegliava il terreno… come se avesse voglia di comperarlo!".

 

Molto tranquillo, aveva iniziato a pascolare: "Brucava l'erba sempre vicino a casa e dormiva tranquillo nel bosco, in una zona senza macchie con buona visibilità. Faceva un letto sotto una quercia vecchia, nelle terra soffice, con le zampate".

 

Un'immagine di grande serenità: "La mattina dopo continuava a pascolare da noi e nel bosco pulito vicino a casa. Stava bene tranne per due ferite in basso, alle gambe posteriori, che sembravano essere morsi di cani. Non aveva ferite dall'altra parte".

 

AL PASCOLO – Nella zona delle Convertoie

 

E' il racconto di chi ama gli animali. E la magia di questo arrivo inaspettato. L'avevano anche battezzato Ica (il nome di un regno antico nel altopiano di Perù). Pensavano fosse femmina.

 

"La mattina dell'1 marzo – continua la nostra lettrice nel suo racconto – era ancora vicino a casa (credo abbia dormito lì). Alle nove di mattina pascolava sopra il muro nei nostri campi, vicino a Pianicaldi. Stava bene, senza nuove ferite. Tra le nove e le undici subì un attacco da cani, probabilmente i quattro maremmani che guardano le pecore del pastore lì vicino. Indispettito o impaurito, l'animale fuggì dai campi verso Panzano".

 

"E' un animale mite e dignitoso – conclude il racconto – che non faceva male a nessuno. Il problema è dato soprattutto dai cani randagi e senza controllo che si aggirano in zona. Non è giusto che un animale finisca così male".

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...