BARBERINO VAL D'ELSA – Non è passata inosservata la presenza del sindaco di Barberino Val d'Elsa, Giacomo Trentanovi, alla prima riunione di area Chianti del nascente Movimento Democratici Progressisti, lo scorso 17 marzo alla casa del popolo di San Casciano.
Trentanovi ha seguito dalla platea l'incontro al quale erano presenti, fra gli altri, l'ex segretario metropolitano del Pd Patrizio Mecacci, ex assessori, ex sindaci chiantigiani come Stefano Fusi (Tavarnelle) e Giancarlo Viccaro (San Casciano).
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Unico rappresentante delle istituzioni chiantigiane attualemnete in carica, Trentanovi è stato eletto sindaco nel 2014 senza essere né iscritto né simpatizzante del Partito democratico.
Fin dall'inizio delle primarie che poi lo portarono a prevalere su Silvano Bandinelli (socialista), Trentanovi ha sempre sottolineato coerentemente con la sua esperienza politica la sua non appartenenza al Pd.
Pd che però ha contribuito in maniera determinante prima alla vittoria alle primarie e poi alla sua vittoria alle amministrative.
La sua presenza in platea non è certo passata inosservata, anche perché a Barberino e a Tavarnelle stanno iniziando le grandi manovre in vista del referendum sulla fusione dei comuni.
Referendum che, se dirà sì al Comune unico, vedrà poi due sindaci uscenti dal primo mandato (Trentanovi e David Baroncelli) fra i quali, ad oggi, nessuno sta facendo un passo indietro in vista della candidatura a primo cittadino del comune unico (elezioni nel 2019).
Lo schierarsi di Trentanovi (assolutamente legittimo ovviamente) con il movimento che ha sancito la rottura con il Pd nelle scorse settimane, potrebbe anche, in un certo senso, influenzare in maniera netta la scelta del candidato sindaco del futuro comune unico.
Con Baroncelli che partirebbe (forse) in pole position in potenziali primarie, visto che gli elettori (barberinesi e tavarnellini) del Pd troverebbero un unico candidato di appartenenza.
Con Trentanovi che, anche politicamente, a quel punto rappresentarebbe, oltre a una scelta "territoriale", anche una scelta politica. Potenzialmente minoritaria.
di Matteo Pucci
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