TAVARNELLE – Venerdì 23 marzo si è conclusa un’"epoca" per Pierluigi Parti, che tutti a Tavarnelle conoscono con il soprannome “Donnina” o semplicemente come Gigi.
Ma non solo per lui: anche per l’intero paese e in particolar modo per la Coop di Tavarnelle. Dove ha prestato ben quarant’anni di (fedele) servizio.
Nato e vissuto a Tavarnelle ("a Barberino mi sento già… fuori dal mondo", ci dice scherzando), Gigi è una persona buona: una faccia gioviale, il sorriso stampato e il saluto pronto per ogni cliente (o, meglio, amico).
Trovarlo alla cassa, una volta fatta la spesa, era come trovare uno di famiglia. Da un “come va?” sincero, veramente interessato, mentre passava gli articoli sul lettore, nasceva ogni volta una piacevole conversazione.
Grazie a lui, l’ambiente piuttosto grande del supermercato è riuscito a mantenere il sapore della convivialità, l’atmosfera “di casa” che caratterizzava le botteghe di una volta.
Lo incontriamo in piazza, giovedì mattina: giorno di mercato. Sta parlando con un signore, si congeda. Entriamo al bar e ci prendiamo un caffè. Al bancone, in attesa di essere serviti, qualcuno gli chiede se abbia festeggiato il traguardo raggiunto.
Ci sediamo. Non c’è persona che, passando, non lo saluti. Già questo, prima ancora di iniziare a chiacchierare, ci fa capire il segno tutto positivo che ha lasciato sui suoi concittadini, in quasi un secolo di lavoro affianco a loro.
“Dopo la scuola di agraria – inizia Gigi – ho fatto per tre anni il falegname dal Falciani. Poi per sbaglio (sorride) mi presero alla Coop: la mia mamma aveva fatto domanda e mi chiamarono”.
“Appena arrivato – racconta – pensai che ci sarei stato tre giorni: era dura. E invece ci sono rimasto quarant’anni, di cui venticinque in salumeria e quindici alla cassa”.
“Il rapporto con il pubblico è stata la cosa più bella – si emoziona – E’ sempre andato alla grande. In paese, ma anche fuori, mi conoscono tutti”.
“Mi viene in mente un aneddoto buffo – ricorda – Due signori, uno di Torino e l’altro di Milano, si incontrarono in Kenya, durante una vacanza. Nel parlare venne fuori che entrambi conoscevano “Gigi della Coop”: venivano spesso in villeggiatura a Tavarnelle”.
“La Coop è un’azienda solida – aggiunge – che mi ha dato la vita. Per Tavarnelle, quando si è spostata da piazza della Repubblica in via La Pira, passando da un negozio di duecento metri a uno di cinquecento, è stata una svolta”.
“Adesso che sono in pensione il cambiamento rispetto a prima è radicale – conclude Gigi – Ma per ora mi trovo benissimo. Le cosa da fare non mi mancano. Ho le mie passioni: la pesca, i funghi, le passeggiate nel bosco”.
Proprio una camminata nel bosco lo attende. Così lo lasciamo, convinti che, oltre agli hobby, continuerà a coltivare tutte le amicizie strette nel “suo” mondo: Tavarnelle e la Coop.
di Noemi Bartalesi
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