I lavori in via Naldini fanno riaffiorare dal passato una splendida fontana

Se non si riuscirà a riportarla in funzione, verrà comunque mantenuta come testimonianza

TAVARNELLE – Mentre si stanno portando a termine i lavori di riqualificazione di via Benedetto Naldini, “spunta” in un angolo, al confine con l’asilo “Vincenzo Corti”, una ruota di ferro incastonata in un muretto di mattoni.

 

Sembra un sole con i suoi raggi, ma altro non è che una vecchia fontana: l’acqua scorreva dal nasello posto lateralmente. E dove esiste ancora oggi il gancio che serviva a sorreggere un secchio o una mezzina di rame.

 

Bisognava afferrare una leva e girare la ruota, che a sua volta pompava l’acqua dal pozzo posto nel giardino dell’asilo.

 

LA MANOVELLA – Da girare per far uscire l'acqua

 

L’impegno del sindaco di Tavarnelle, David Baroncelli, se non proprio di portarla all’antica sua funzione, è quello di conservare il meccanismo a testimonianza di un tempo passato.

 

"Ha funzionato fino agli anni ’80 – ci racconta la signora Giuseppina – era acqua buona, e la prendevamo per bere quando ancora non avevamo l’acqua potabile in casa. Negli ultimi anni, era utilizzata per bagnare gli orti".

 

Tanti i suoi ricordi: "Questo era un angolino dove le donne venivano a cucire su delle panchine il “Punto Tavarnelle”, mentre noi bambini ci divertivamo a girare la ruota della fonte".

 

"Sono contenta – conclude – che il sindaco si sia preso l’impegno di risistemarla. Ma non solo: la promessa è che sarà nuovamente posizionato il lampione in fondo al muro che un autobus tanti anni fa butto giù. Se guarda c’è ancora il buco dove era piantato!".

 

LA BOCCHETTA – Di uscita dell'acqua

 

Tentiamo anche di risalire all'anno di installazione della fonte e, sempre grazie alla signora Giuseppina, incontriamo Gaetano Bagnoli, il vecchio fontaniere del paese.

 

"Sì, sono stati mio nonno Gaetano e il mio babbo Pio a fare la fontana –  ci racconta Gaetano – Prima della seconda guerra mondiale, avevano un fondo dove facevano questi lavori. E non c’è solo quella fonte fatta da loro a Tavarnelle".

 

Un laboratorio, quello dei "fontanieri", che purtroppo oggi non c'è più: "Doveva essere liberato e così tutti gli oggetti che si trovavano all’interno furono presi da un signore che li ha portati in un museo in Romagna" ci dice Gaetano.

 

Che ci lascia con una promessa: cercherà di trovare vecchie foto o vecchi disegni che riguardano la costruzione delle fontane fatte a Tavarnelle.

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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