Furti in casa e agriturismo: “Installate allarmi, avvisate i turisti, contattate il 112”

Incontro in sala consiliare fra cittadini, operatori e carabinieri: "Nell'estate 2018 poco più di 20 casi"

GREVE IN CHIANTI – Installate allarmi e telecamere. Non lasciate porte o finestre aperte. Se avete agriturismo e bed & breakfast informate con discrezione i turisti di mettere in atto elementari forme di auto tutela. E per qualsiasi dubbio o segnalazione chiamate immediatamente il 112.

 

Potrebbe riassumersi così l'esito dell'incontro andato in scena ieri, martedì 24 luglio, nella sala del consiglio comunale di Greve in Chianti.

 

Pubblico composto da cittadini e, soprattutto, operatori del settore turistico. Dall'altra parte il sindaco Paolo Sottani, l'assessore allo sviluppo economico Gionni Pruneti, il vicecomandante della polizia locale Giorgio Innocenti.

 

Il comandante della Stazione dei carabinieri di Greve in Chianti Giovanni Serra, il neo comandante della Stazione di Strada in Chianti Turturro (arrivato al posto di De Bartolomeis, andato in pensione). E il capitano della Compagnia di Figline Valdarno Maurizio Mascioli.

 

 

"Innanzi tutto – ha esordito il capitano Mascioli – bisogna partire dai numeri. Nel comune di Greve in Chianti parliamo di una ventina di furti nel periodo estivo 2018. Dati che in città come Firenze vengono messi insieme in una settimana".

 

"E' chiaro – ha proseguito – che a giugno e luglio abbiamo il picco, spesso in agriturismo e in case vicine: talvota messi in atto da vere e proprie batterie che organizzano più colpi nella stessa notte".

 

Rivendica anche alcune contromisure messe (faticosamente viste le forze a disposizione) in campo: "Tutte le sere c’è una macchina che gira nel territorio di Greve in Chianti. Facciamo servizi rinforzati, a turno, ad esempio domenica scorsa con sei pattuglie. Qualcuno ha messo guardie private, ma l'Arma è presente: tanto che da quando abbiamo messo in campo questo sistema, i furti sono drasticamente crollati".

 

Poi però ha ammonito: "Al comando provinciale durante l’incontro con il prefetto è saltato agli occhi che su 20-25 furti il 70-80% è avvenuto a porte o finestre aperte".

 

Le modalità sono, più o meno, sempre le stesse: "Quasi in tutte le occasioni sono vicini ai boschi, girano a piedi, usano poco le auto. Se usano le auto infatti il controllo riusciamo a farlo; un esempio, l’altra notte in sei ore di servizio abbiamo incontrato sei auto in tutto. Tutte di grevigiani in giro".

 

Poi, rivolto soprattutto ai proprietari di strutture ricettive: "Quasi sempre, tranne qualche caso, non ci sono telecamere, allarmi (se ci sono non sono inseriti). La refurtiva? A parte qualche turista che dice di aver avuto con sé gioielli da decine di migliaia di euro (e andrebbe verificato se sono denunce realistiche…), spesso si tratta di pochi contanti, abbigliamento".

 

Sulle telecamere: "Non ci sono questioni di privacy se le cose vengono fatte nel modo corretto, se le telecamere puntano all'interno della proprietà o, quanto meno, sull'accesso. Inoltre all’hard disk possiamo accedere solo noi. Ideale sarebbe averlo in remoto dalla ditta che installa l’impianto, così i ladri non possono romperlo o portarlo via. Chi ha dipendenti deve fare un passaggio ulteriore per le autorizzazioni in questo senso, ma si tratta di percorsi fattibili".

 

 

"A Panzano in Chianti – ha detto a titolo d'esempio il marescialo Serra – abbiamo avuto un caso di cronaca serio, scoperto grazie a due immagini acquisite da una telecamera privata. In dibattimento è stato accettato tutto, e la prova è stata decisiva".

 

Poi ha tenuto a dare un avvertimento su divulgazioni "artigianli" in gruppi WhatsApp o su Facebook: "Se mandate immagini alle forze dell’ordine non ci sono problemi, ma se le divulgate sui social o sui canali di messaggeria con decine e decine di persone collegate, potete andare incontro a serie violazioni della privacy delle persone che ritraete".

 

Serve collaborazione. Massima: "Mi dispiace profondamente – ha rimarcato Serra – quando trovo persone, magari a distanza di giorni da un furto, che incontrandomim per caso mi danno dei dettagli che sarebbero stati utilissimi per prevenire. O per partire subito e meglio nelle indagini".

 

Lo sforzo c'è. Ed è grosso in un territorio come quello grevigiano: 170 km quadrati, agriturismo su strade bianche, zone con scarso segnale per il telefono cellulare. "Ad alcuni carabinieri – ha rimarcato in questo senso il capitano Mascioli – che magari vengono di pattuglia arrivando dal Valdarno, abbiamo dovute dare le cartine con le coordinate".

 

Sulla videosorveglianza pubblica ha concluso il sindaco Paolo Sottani: "Dal 2017 stiamo lavorando per elaborare una proposta, siamo sul punto di poterla far uscire. Con il nuovo prefetto, arrivato in questi giorni a Firenze, andiamo a stipulare alcuni patti specifici. E, probabilmente, in seguito potremo formulare una proposta sulla video sorveglianza utile per tutti".

 

Telecamere pubbliche che, sul territorio grevigiano, servirebbero soprattutto sulle direttrici principali di accesso: Ferrone e Panzano in Chianti in primis.

di Matteo Pucci

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