Dipendente licenziata dal Comune di Greve: il sindaco risponde alle accuse della Lega

Paolo Sottani: "Simone Verniani si è tuffato nella delicata questione, come sempre, per scopi puramente politici"

GREVE IN CHIANTI – La "pietra dello scandalo" è il licenziamento di una dipendente del Comune di Greve in Chianti.

 

Licenziamento che il consigliere comunale della Lega Nord Simone Verniani ritiene, nella forma, illegittimo. E sul quale ha presentato una interrogazione.

 

LE ACCUSE DI VERNIANI

 

"Si richiede all'assessore al personale  ed al responsabile del personale dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino – scrive Verniani nella sua interrogazione – di verificare se il segretario generale del Comune di Greve in Chianti abbia irrogato sanzione disciplinare a dipendenti senza esserne legittimato, e di far cessare tale comportamento contra legem in violazione di leggi e regolamenti, e soprattutto a danno degli stessi dipendenti, ormai distaccati all'Unione come funzione economica e giuridica, poiché queste devono ritenersi nulle in quanto erogate da soggetto illegittimato a produrre atti".

 

Insomma, secondo Verniani un licenziamento comminato da chi non potrebbe. Tanto che, scrive ancora il consigliere della Lega, "in presenza di un ipotetico ricorso giudiziario al giudice del lavoro, a difesa e proposto dal lavoratore, il giudice condannerà sicuramente il Comune di Greve in Chianti al risarcimento danni al dipendente che ha subito sanzioni disciplinari da organo non proposto con conseguente danno erariale al Comune".

 

Molto probabilmente il segretario generale, la cui professionalità è stata pesantemente messa in dubbio dal consigliere comunale della Lega, si muoverà per tutelarsi nelle sedi competenti.

 

Intanto però è il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, a rispondere allo stesso Verniani. E sono parole pesantissime.

 

 

LA REPLICA DEL SINDACO PAOLO SOTTANI

 

"La convalida del licenziamento disciplinare è una sanzione gravissima – esordisce il primo cittadino – comminata solo in particolari casi previsti dalla legge, per la quale lo stesso ha ricevuto tutte le tutele previste dall'ordinamento. Inoltre, a conclusione del procedimento, potrà adire le vie legali mediante diverse ipotesi di giudizio".

 

"Il consigliere Verniani però – prosegue Sottani – a prescindere, senza chiedere informazioni o conoscere quale fosse la causa del licenziamento, si è tuffato nella delicata questione, come sempre, per scopi puramente politici. In tutti questi mesi la sua attenzione si è concentrata sulla ricerca di possibili vizi formali, improvvisandosi, ancora una volta, esperto giurista".

 

"Noi siamo convinti che il procedimento sia corretto – mette in chiaro il sindaco – e con noi tutti i Comuni dell'Unione che hanno mantenuto ciascuno i propri uffici dei provvedimenti disciplinari all'interno di ogni singolo ente. Ancora una volta, comunque, il consigliere Verniani, da novello cultore delle leggi, prende un abbaglio, a meno che non si voglia credere che tutti i comuni dell'Unione e l'Unione stessa stiano sbagliando".

 

"Il consigliere Verniani – accusa Sottani – sta trasponendo una questione amministrativa in questione politica. I consiglieri non sono tenuti ad essere “tuttologi” ed avere conoscenze giuridiche in questo campo. Quali siano i bisogni e le necessità della popolazione che il consigliere della Lega persegue con queste esternazioni non è dato sapere".

 

"A mio parere – rimarca – i dipendenti comunali sono obbligati al rispetto delle leggi alla stregua di tutti i cittadini, di più, quando ricoprono ruoli tanto importanti quanto quello ricoperto dal dipendente in questione".

 

"Ma forse – accusa il sindaco – il consigliere Verniani, da bravo proselito del suo leader politico, crede si possano travalicare i limiti del rigoroso rispetto della legge? L’organismo di controllo e vigilanza della correttezza dell'operato dei dipendenti pubblici è forse superfluo per la Lega? E, in caso contrario, perché persegue lo scopo di delegittimarlo con così tanto accanimento e determinazione?".

 

"Ma vi è di più – rincara Sottani – il consigliere Verniani, unitamente al MoVimento 5 Stelle ed a Energie Nuove, paventa lo spauracchio dei danni che l'ente dovrebbe risarcire al dipendente. Quali danni e per quali motivi non è dato sapere. Non certo di possibili danni all’immagine della persona, si può parlare. Il nostro rigore nel tenere segreto il nome e le motivazioni del cessato impiego è stato esemplare".

 

"Sia chiaro – dice il primo cittadino – il Comune non dovrà pagare alcun danno perché nel caso si soccombenza si rivarrà su chi ha predisposto l'atto e chi ne è rappresentante. Quindi sindaco e segretario comunale. Pertanto nessun danno sarà mai pagato dai cittadini di Greve. Abbiamo tenuto il massimo riserbo con tutti, dirigenti inclusi. Nessuno, oltre l’ufficio del personale, conosce il provvedimento per intero. Non altrettanto rigore si può dire del consigliere Verniani, che addirittura è andato a sbandierarlo ai giornali".

 

"Mi preme rammentare – ammonisce – che i danni all'immagine possono essere arrecati anche alla persona giuridica non solo alla persona fisica. E se l'ente ha subito dei danni all'immagine, la responsabilità è del dipendente che ha ricevuto la sanzione e non dell'organo che la commina".

 

"Inoltre – conclude – diffondendo notizie non veritiere riguardo a un funzionario pubblico, si concretizza il reato di diffamazione e si arreca un danno certo e non ipotetico alla reputazione della professionalità dello stesso. Alla luce dei fatti, inviando materiale offensivo alla stampa, credo che proprio che il consigliere Verniani abbia oltrepassato il diritto di critica".

di Matteo Pucci

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