"Quel 59,5% raccolto al ballottaggio da Matteo Renzi a Barberino Val d'Elsa non sarà certo tutto frutto del mio lavoro sul territorio. Ma una cosa è certa: io sono stato uno fra i pochissimi amministratori che fin dall'inizio si è schierato accanto al sindaco di Firenze nella corsa delle primarie".
A parlare è Silvano Bandinelli, assessore della giunta guidata da Maurizio Semplici e membro del Partito Socialista. Che, lo ricordiamo, aveva invece scelto di appoggiare Pierluigi Bersani. "E non nego – ammette Bandinelli – che con il partito qualche incomprensione ci sia stata. Ma io avevo chiesto una scelta forte sui contenuti: non avendola vista ho preso la mia strada, quella che ritenevo giusta. E ho lavorato per Renzi da subito, alla luce del sole, come sono abituato a fare".
Una strada, quella dell'assessore, che si è subito incrociata con quella del sindaco rottamatore: "Il voto del ballottaggio – commenta Bandinelli – ha confermato quanto era già emerso dal primo turno. Ovvero che la gente sta iniziando a pensare fuori dai soliti schemi della politica di partito, vuole scegliere in maniera più etica, trasparente e pulita".
"Io parlo soprattutto per Barberino – continua – anche se il dato nazionale è comunque di grande livello viste le forze in campo. Ma qui da noi è ancor più evidente che tante persone nel centrosinistra stanno dando un'indicazione precisa. Vogliono dire la loro".
Immediato il collegamento alle future primarie per la candidatura a sindaco di Barberino (si vota nel 2014) alle quali Bandinelli ha già detto da tempo che parteciperà: "Il risultato locale delle primarie nazionali – sintetizza – è chiaramente un elemento che rafforza la mia volontà di parteciparvi".
"Onore a chi ha vinto – conclude Bandinelli – ma io penso che il risultato di Renzi, sia a livello locale che nazionale, rappresenti lo start up di una nuova forma di politica. Un segnale che tutti, nel centrosinistra, devono cogliere".
di Redazione
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