Il nuovo attacco sulla gestione del caso Ecos è arrivato, molto pesante, nel tardo pomeriggio di oggi. Con una nota ufficiale diffusa dal presidente della lista civica Obiettivo Comune Paolo Tacconi in cui si riferiva come, in occasione del consiglio comunale del 28 novembre, i consiglieri dei opposizione avessero "chiesto conto della posizione ambigua assunta dall’amministrazione comunale nella vicenda Ecos nonché del fatto che il responsabile dell’ufficio tecnico avesse dato parere di conformità urbanistica al progetto in palese contrasto con quanto affermato dalla giunta e dal consiglio nell’interpretazione della norma del Piano Regolatore che vieta l’ampliamento delle industrie insalubri soggette ad AIA come è appunto la Ecos".
Poi la sferzata: "Questa iniziativa – scrive Tacconi – ha prodotto un primo effetto: le dimissioni del responsabile dell'area tecnica Loris Agresti. Le giustificazioni di tali dimissioni addotte dal vicesindaco ed assessore all'ambiente Mario Becattelli in un'intervista rilasciata al Corriere di Siena del 2 dicembre appaiono del tutto prive di credibilità e sembrano un maldestro escamotage per coprire la verità".
"Non ci stupiscono – dicono ancora da Obiettivo Comune le dimissioni del responsabile dell'area tecnica. Ci stupisce invece che il vicesindaco Mario Becattelli non tragga le stesse conclusioni riconoscendo il fallimento della sua politica ambientale da sempre caratterizzata da un atteggiamento ambiguo e arrendevole, sempre pronto a distorcere la realtà per piegarla alle proprie esigenze".
Parla di "verità strumentalmente fraintesa da Obiettivo Comune" il sindaco di Barberino Val d'Elsa Maurizio Semplici (in foto sopra). "Il responsabile dell’area tecnica Loris Agresti – precisa – non si è dimesso, anche perché nella sua attuale funzione questa possibilità non gli è consentita; quello che in realtà il dipendente ha richiesto è di essere sostituito nella funzione che attiene al settore Urbanistica. Ho preso in esame la sua richiesta e sto valutando la decisione da prendere entro la fine del mese".
Poi passa alla difesa del suo vice: "Per quanto riguarda il lavoro condotto dal vicesindaco Mario Becattelli mi sento di affermare con assoluta certezza che l’impegno con il quale l’assessore ha portato avanti posizioni, ha promosso progetti e azioni concrete sulle tematiche ambientali è un dato di fatto che nessuno può mettere in dubbio. Solo chi fa opposizione strumentale o ignora il significato del bene comune può arrivare a chiedere le dimissioni del vicesindaco che invece si è battuto e si sta battendo, insieme agli enti preposti e ai rappresentanti istituzionali dei Comuni limitrofi, per far valere le ragioni del buon senso e rispondere alle preoccupazioni e alle esigenze della popolazione".
"Tanti – prosegue – gli esempi e le vicende complesse che dimostrano questo grande impegno. La determinazione del vicesindaco si è rivelata nel portare avanti la battaglia sul caso Co2 promuovendo un’azione sinergica con il Comune di San Gimignano, nel cercare di approfondire la causa che sta all’origine della presenza delle schiume nel fiume Elsa e nel lavoro che ha condotto e sta conducendo per cercare di individuare ogni possibile elemento in grado di arginare l’aumento della attività di stoccaggio dell’azienda Ecos. Richiesta rispetto alla quale ribadiamo la nostra assoluta contrarietà”.
Poi conclude contrattacando: "Trovo davvero assurdo che la consigliere Gioietta Bagaggiolo, che mi ha accusato di aver tradito in sede di conferenza dei servizi il mandato affidatomi dal consiglio comunale, rimetta in campo una questione sulla quale lei e l'intera giunta Bazzani si rivelarono fallimentari. Esattamente si mostrarono incapaci di conseguire risultati positivi a partire dal 1999, quando incentrarono la loro campagna elettorale sulla battaglia contro l'Ecos con la precisa promessa che sarebbero riusciti a fare chiudere l'azienda. Cosa successe cinque anni dopo? Esattamente il nulla. Ecos continuò a rimanere aperta e ai cittadini rimase solo l'amaro in bocca per essere stati traditi dall'ennesima promessa non mantenuta".
"Obiettivo Comune – rilanciano dalla lista civica – viene accusato di aver respinto a suo tempo la delibera sul Piano delle Funzioni. Peccato che il Becattelli ometta di dire che nel 2002, con 5 anni di anticipo, quando Obiettivo Comune era al governo, aveva fortemente voluto ed approvato una norma ancora più restrittiva e ancor meno interpretabile che vietava in tutta l’area industriale insediamenti, ampliamenti e trasferimenti di ogni attività insalubre. Tale norma è stata in prima istanza revocata dall’amministrazione Semplici appena insediatasi nel 2004 e successivamente riproposta nel 2007 in forma molto ammorbidita all’interno del Piano delle Funzioni ma comunque ancora efficace per le industrie insalubri sottoposte ad AIA".
"Tale piano – concludono – non rappresenta per noi una "nemesi storica", prendiamo atto che ad oggi è rimasto l’unico strumento che ci consente di chiedere una tutela dei cittadini rispetto all’incremento incontrollato del carico ambientale della zona industriale, anche se avremmo preferito avere ancora a disposizione la vecchia normativa che non richiedeva interpretazioni di sorta e non faceva discriminazioni fra le diverse aree della zona industriale".
IL "CASO ECOS" SUL GAZZETTINO
di Redazione
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