Guidano gli scuolabus a Tavarnelle e Barberino: qui spiegano le ragioni dei loro scioperi

Incroceranno le braccia (di nuovo) il prossimo 19 dicembre, ma adesso vogliono dire la loro: i dipendenti della Falaschi, azienda che gestisce il servizio scuolabus a Tavarnelle e Barberino, non vogliono più passare per coloro che mettono in crisi le famiglie senza motivo.

 

“Il 12 settembre, primo giorno di scuola – raccontano – abbiamo iniziato il nostro servizio con le polizze assicurative dei mezzi che la ditta Falaschi ci ha fornito soltanto in fotocopia e senza la scritta “conforme all’originale”. C’è da premettere che, nei giorni precedenti all’inizio della scuola, quando gli autisti fanno il giro di ricognizione per apprendere quello che dovrà essere il percorso da effettuare, i mezzi erano tutti con l’assicurazione scaduta quindi, di fatto, non assicurati".

 

"Con le fotocopie dei cedolini – proseguono – e una “ liberatoria” per eventuali incidenti, con cui la ditta Falaschi, in caso di incidente, si assumeva la responsabilità, abbiamo effettuato il nostro servizio anche il giorno 13. Avendo tuttavia appreso che tale dichiarazione, se non redatta dalla compagnia di assicurazioni, è priva di qualsiasi valore, abbiamo deciso, consultandoci alle 6 di mattina con i colleghi che operano in altre zone, che il 14 settembre gli scuolabus non sarebbero partiti. E così è stato”.

 

Un'astensione dal lavoro che ha fatto reagire duramente le amministrazioni comunali di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle, rivoltesi alle forze dell’ordine per l’inadempienza di quello che è un servizio di pubblica utilità.

 

“A differenza dei nostri colleghi – dicono ancora – che avevano preavvisato i rispettivi Comuni nei giorni precedenti, la nostra decisione è stata invece estemporanea, seppur in buona fede. Teniamo infatti a precisare che è stata la paura delle più gravi conseguenze, quelle derivanti dalla mancanza di copertura assicurativa, a portarci a scegliere, in modo impulsivo, quello che pensavamo essere il “male minore”. Invece ci siamo resi immediatamente conto di non aver seguito il corretto iter che prevede, in primis, di avvertire i sindacati qualche giorno prima concordando insieme un eventuale sciopero”.

 

Quindi adesso si ritrovano pure denunciati: “Arrivati però a questo punto – dicono – con una denuncia che tuttora ci vede chiamati in causa e che ci auguriamo possa avere un rapido e positivo epilogo, ci è sembrato giusto spiegare a tutti in quali condizioni lavoriamo quotidianamente. Oltre al problema (gravissimo) della mancanza di assicurazione dei mezzi, esistono altre magagne che riguardano sia i mezzi, sia le persone. Partendo dai primi, l’elenco delle cose che non vanno è infinito: guasti continui, sbrinatori che non funzionano, gomme lisce, infiltrazioni di acqua, frequente sospensione delle carte carburante e, ciliegina sulla torta, soltanto tre kit di catene da neve (obbligatorie dal 15 novembre) per sei pulmini. Quanto ai dipendenti anche in questo caso, tre su sei, non riscuotono lo stipendio da cinque mesi: da un lato la ditta Falaschi palesemente in difficoltà e che presto chiuderà i battenti, dall’altro la notizia che il 21 dicembre dovrebbe subentrare un nuovo gestore del servizio di trasporto scolastico e quindi l’incertezza del nostro futuro lavorativo”.

 

Per questo il 19 dicembre, in accordo con il sindacato Filt Cgil di Firenze, tutti i lavoratori della Falaschi srl, che operano nei comuni di Cerreto Guidi, Montelupo Fiorentino, Vinci, Capraia e Limite, Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle, hanno proclamato otto ore di sciopero.

di Redazione

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