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sabato 13 Luglio 2024
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    Alberi monumentali: Bagno a Ripoli “promuove” Leccio di Belmonte e Cipressa di Rimaggio

    Il censimento delle piante storiche trasmesso alla Regione. Casini e Frezzi: "Valorizziamo patrimonio naturalistico, culturale e di socialità che queste piante eccezionali rappresentano per la comunità"

    BAGNO A RIPOLI – Il Leccio di Belmonte e la Cipressa di Rimaggio. Sono le alberature del territorio ripolese in lizza per aggiudicarsi il il titolo di “albero monumentale”.

    Ritenute, in seguito al recente censimento delle piante storiche promosso dal Comune di Bagno a Ripoli e ai sopralluoghi congiunti con i carabinieri forestali, di “particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”, tale da richiedere una apposita tutela giuridica. 

    I risultati del censimento, approvati dalla giunta a fine gennaio, sono stati trasmessi in questi giorni alla Regione Toscana, cui spetta adesso l’ultimo passaggio burocratico per l’inserimento delle due alberature nell’elenco degli alberi monumentali.

    Il Leccio di Belmonte, collocato in un’area di proprietà della Misericordia, lasciato in eredità all’associazione dalla famiglia Torrigiani, è un’alberatura con oltre 200 anni di età.

    Presenta, si legge nella “carta di identità” redatta da Comune e Forestale, “di un portamento espanso molto bello e particolare”, la sua valenza ecologica è collegata “anche alla probabile presenza di Cerambice della Quercia, una particolare specie di coleottero”. 

    La Cipressa di Rimaggio, invece, collocata in via di Vernalese in una proprietà privata, viene descritta come “meritevole e in discreto stato vegetativo e strutturale”, si ricorda la sua citazione ne “Il dizionario del legnaiolo” dell’autore e storico Massimo Casprini, per il pregio storico-culturale.

    Censite, ma per una serie di motivi non ritenute idonee a ottenere il titolo di alberi monumentali, anche altre alberature del territorio.

    Come il Leccio di Grassina, che presenta però purtroppo problemi di stabilità, e il Leccio di Capaccio, per il quale è stato accertato un forte indebolimento strutturale della pianta, tale da sconsigliarne l’inserimento in elenco.

    “Con questo censimento – spiegano il sindaco Francesco Casini e l’assessore all’urbanistica Paolo Frezzi – abbiamo dato seguito alla mozione presentata in Consiglio comunale la scorsa primavera dal gruppo consiliare del Partito democratico”.

    “L’obiettivo condiviso – rilanciano – è quello di valorizzare e tutelare il patrimonio naturalistico, ma anche culturale e di socialità che questi alberi eccezionali, parte della vita di molte generazioni, rappresentano”.

    “Il passo successivo – concludono – sarà puntare ad una fruizione il più ampia possibile di questi luoghi cari alla collettività”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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