BAGNO A RIPOLI-GREVE IN CHIANTI – Fra i tanti problemi che in questo inizio di anno scolastico contraddistinto anche dalle difficoltà causate dal Covid-19, quelli del trasporto pubblico locale sono stati, diciamo, in testa alla classifica. Assieme a quelli relativi alle carenze di organico.
La Città Metropolitana ha fatto già uno sforzo importante, inserendo oltre 70 corse dai vari territori.
Ci sono però ancora alcune situazioni irrisolte. A volte, come in questo caso, riguardano piccoli numeri. Che però, al di là della quantità, sono bambini e ragazzi in primis. E famiglie.
E’ il caso di alcuni studenti di San Polo in Chianti (una decina) che hanno scelto la scuola media “Francesco Redi” di Bagno a Ripoli invece delle medie di Greve in Chianti.
“Da lunedì 12 ottobre – ci spiegano alcuni familiari che hanno contattato la redazione del Gazzettino del Chianti – l’orario dei nostri ragazzi sarà 8.15-14.15. Il problema è che l’ultimo autobus che passa da Ponte a Niccheri in direzione San Polo è alle 14.06. Quello seguente alle 15.30″.
“Come si può capire – proseguono – non è una situazione sostenibile, visto che andiamo anche incontro all’inverno. Oltretutto, tornando a casa alle 16, avrebbero anche difficoltà nello svolgere i compiti. Ma davvero ci volete lasciare in questa situazione?”.
La scuola si è già resa disponibile ad anticipare di una decina di minuti l’uscita di questi ragazzi all’ultima ora di lezione, in modo da poterli far salire sull’autobus delle 14.06.
L’alternativa è quella di lavorare su modifiche di orario dei bus, molto complicate perché poi vanno a intaccare anche altri.
Oppure pensare a introdurre corse nuove, lavorando ad esempio con gli NCC privati, ma in questo caso le difficoltà sono soprattutto di ordine economico.
“La questione ci è stata posta – ci dice Francesco Casini, sindaco di Bagno a Ripoli e consigliere metropolitano con deleghe al Tpl – e ne stiamo parlando, come è ovvio che sia, con il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani e l’assessore grevigiano ai trasporti pubblici Simona Forzoni“.
Nessuna volontà di fare “muro” in un contesto in cui alcune famiglie scelgono un altro comune per la frequenza scolastica dei propri figli.
Ma c’è, ovviamente, la necessità di un accordo fra amministrazioni comunali. Soprattutto se devono essere investiti soldi pubblici.
“Siamo peraltro disponibili – conclude Casini – a incontrare le famiglie. Per cercare, tutti insieme, di trovare la soluzione migliore possibile”.
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