Vigili positivi (6), andamento Covid-19 a Bagno a Ripoli, ospedale: parla Francesco Casini

Il Gazzettino del Chianti intervista il sindaco di Bagno a Ripoli: "Grazie a un piano straordinario di tamponi abbiamo bloccato la nascita di un potenziale focolaio nel comando della polizia municipale"

BAGNO A RIPOLI – Partiamo dal focolaio di Covid-19 scongiurato nel comando di polizia municipale di Bagno a Ripoli, grazie a un piano-tamponi finanziato dalle stesse casse comunali.

Per passare poi a una analisi della situazione della pandemia sul territorio ripolese, per finire con alcuni spunti sull’ospedale Santa Maria Annunziata.

Quella che facciamo con il sindaco Francesco Casini è una chiacchierata a 360 gradi sul momento-Covid sul suo territorio.

Sindaco, finito lo screening all’interno del corpo di polizia municipale, dopo la scoperta di tre agenti positivi?

“Sì, sono sei gli agenti positivi al Covid-19, sono tutti a casa in isolamento, stanno bene e sono asintomatici. Dopo i primi due casi, anch’essi asintomatici e registrati dopo contatti con positivi in ambito familiare, abbiamo immediatamente effettuato in autonomia un piano straordinario di tamponi per tutto il personale in servizio che proseguirà anche nelle prossime settimane. Per un terzo caso è stata accertata subito la positività, per altri tre è stato necessario ripetere l’esame, che ha confermato la positività a Covid-19”.

Quale quindi la situazione ad oggi dei vigili ripolesi?

“Grazie al piano straordinario di tamponi, siamo riusciti a bloccare in tempo la nascita di un potenziale focolaio. Questo ci ha permesso di tutelare in maniera tempestiva la salute degli agenti e della comunità, isolando prontamente i positivi asintomatici. Ma ci ha consentito anche di mantenere al lavoro gli agenti negativi, continuando così a garantire un servizio pienamente operativo ed efficiente”.

In seguito a questa esperienza pensate di prendere ulteriori misure di precauzione?

“Il rischio zero, come sappiamo, purtroppo non esiste. Ma sicuramente, la strategia dei tamponi a tappeto, per i quali il Comune ha stanziato un pacchetto straordinario di risorse, si è rivelata efficace. Contiamo di estenderla, replicarla ed eventualmente potenziarla, qualora dovessero registrarsi altri casi di positività negli uffici comunali. Importantissimo soprattutto per ciò che riguarda i servizi essenziali. La macchina comunale deve rimanere totalmente operativa perché soprattutto in una fase d’emergenza è fondamentale fornire risposte tempestive ai cittadini”.

Andando invece un po’ oltre, quale la situazione-Covid ad oggi sul vostro territorio? È preoccupato?

“Per il momento i dati non sono allarmanti, ma sicuramente il trend è in crescita e non possiamo sottovalutare il pericolo legato al Covid-19. Secondo i dati forniti dal Sistema informativo di prevenzione collettiva della Regione Toscana e dell’Azienda Usl Toscana Centro, ad oggi sul nostro territorio comunale risultano 29 positivi, tutti in isolamento domiciliare, per la maggior parte asintomatici o pauci-sintomatici, una sola persona è ricoverata in ospedale. Dal mese di agosto si è registrato un decesso, un uomo di 88 anni. Mentre sono 64, ad oggi, le persone in quarantena per aver avuto un contatto diretto con una persona positiva. Grande attenzione è dedicata alle scuole comunali, dove abbiamo in totale 4 classi in quarantena, e anche al servizio di trasporto scolastico, che stiamo potenziando ulteriormente”.

Ma la guardia è alzata…

“Come si diceva, i dati al momento non sono particolarmente preoccupanti, ma sarebbe un grave errore abbassare la guardia. Non possiamo permetterci un nuovo lockdown. Occorre dimostrare grande senso civico, rispetto delle regole e buonsenso, per il bene di noi stessi e di chi ci sta intorno, e soprattutto per le persone più fragili e gli anziani, i nostri nonni. Stiamo ovviamente monitorando con continuità la situazione delle Rsa sul territorio”.

Come si sono comportati i suoi cittadini di fronte alla pandemia?

“Le prime tre regole sono quelle basilari: mascherina, distanza interpersonale, igienizzazione delle mani. Occorre qualche piccolo sacrificio. I miei concittadini durante la prima fase dell’emergenza hanno risposto in maniera perfetta, con grande senso di responsabilità collettivo, hanno usato il cervello e il cuore. Non è ancora finita, serve un nuovo sforzo in questa direzione”.

Nel comune ha sede anche il “nostro” ospedale principale, il Santa Maria Annunziata, con il quale immaginiamo che i contatti siano frequenti. Come definirebbe ad oggi la situazione?

“Il rapporto con l’Osma è costante, ci confrontiamo molto spesso con la direzione sanitaria e solo alcuni giorni fa abbiamo fatto un punto con la direzione generale. Il Santa Maria Annunziata, come sappiamo, è uno degli ospedali Covid, una delle strutture specializzate nel prestare cure e assistenza ai pazienti affetti dal virus. Lo abbiamo visto in prima linea con i suoi bravissimi operatori nella prima fase dell’emergenza, quella più difficile e delicata. Il reparto è stato potenziato fortemente e sarà supportato anche dal lavoro del nuovo DEA, un Pronto soccorso di altissimo livello ed efficienza, che permette di creare percorsi indipendenti per i pazienti Covid. La situazione per ora è ben gestita, ma i ricoveri crescono. Forse anche in ospedale non ci si attendeva il ritorno ad una fase di allerta come questa già dal mese di ottobre. Ma sicuramente l’Osma è ben preparato e attrezzato per gestire la situazione nel migliore dei modi”.

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