TAVARNELLE – Un fine settimana, quello dell'1 e 2 marzo, tutto dedicato ai donatori. E un occasione per celebrare una ricorrenza molto speciale: il 40esimo anno di attività del Gruppo Fratres di Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa e la 150esima giornata della donazione del sangue, che si terrà sabato 8 e domenica 9 marzo.
Il Gruppo Fratres di Tavarnelle e Barberino è felice di promuovere questa iniziativa. L’intento è quello di ringraziare i donatori per il loro contributo e spiegare le modalità di donazione previste da una nuova legge, che entrerà in vigore all’inizio del 2015.
Sabato 1 marzo alle 18 si terrà, al Parco del Mocale di Tavarnelle, una conferenza sul tema della donazione di sangue. Invitati i presidenti ed una rappresentanza dei consigli direttivi della Consociazione Fratres e dei centri trasfusionali di Santa Maria Annunziata e San Giovanni di Dio. A seguire, verrà offerto ai donatori di sangue un buffet a base di pizza e minestra di pane.
Domenica 2 marzo: alle 11, nella chiesa di Santa Lucia al Borghetto, parteciperanno alla Santa Messa solenne i Gruppi Fratres della zona, tra i quali Mercatale, Poggibonsi e Firenze.
Infine, è stata organizzata la 150esima giornata della donazione, che si svolgerà sabato 8 e domenica 9 marzo presso la sede di via Benedetto Naldini 24.
Ad annunciare tali eventi è proprio Giovanni Biagi: 66 anni, presidente storico del Gruppo Fratres di Tavarnelle e Barberino (ricopre questo ruolo da ben 34 anni). Il Gazzettino del Chianti lo incontra insieme al consigliere Mariano Nencini e alla segretaria Elisabetta Bevanati.
“Siamo molto contenti dei risultati finora raggiunti – inizia Giovanni – A partire dalla prima giornata di donazione tavarnellina, svoltasi il 7 marzo 1974, sono state effettuate circa 13.000 donazioni. E nel 2013, con notevole incremento rispetto agli anni precedenti, ci sono stati 60 nuovi iscritti”.
“Infatti – prende la parola Elisabetta – mentre gli altri hanno risentito delle varie restrizioni (tatuaggi, piercing, viaggi, virus del Nilo occidentale) e della crisi generale che inevitabilmente si ripercuote anche sulle donazioni, noi rappresentiamo un caso di controtendenza: moltissime persone, di tutte le età, sono sempre venute a donare il sangue”.
“E tra tutte – prosegue la segretaria – ci teniamo a ringraziare la comunità straniera, in particolare quella indiana, che si è mostrata molto altruista”.
“La soddisfazione è grande – interviene il presidente – anche perché noi siamo uno dei pochi gruppi ancora costituito totalmente da volontari. E, arrivati a questo punto, il nostro obiettivo consiste nell’essere accreditati a rientrare nelle regole europee, in modo tale da poter proseguire con le donazioni”.
“Ricordiamo quindi – conclude – che tutti i donatori sono invitati, nei primi due giorni di marzo, a festeggiare e a condividere insieme a noi quei risultati che essi stessi, grazie alla loro generosità, hanno permesso di conseguire dal 1974 ad oggi”.
di Noemi Bartalesi
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