Nei locali del circolo La Rampa, unica sezione in tutto il comune di Tavarnelle, le procedure di voto per il ballottaggio tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi scorrono tranquille, in un'atmosfera serena.
Intorno alle 15.20 erano già in 620 ad aver votato, in lieve calo rispetto a domenica scorsa (-13% circa).
A quell'ora, gli exit poll molto "artigianali" realizzati dal Gazzettino fuori dalle porte del seggio parlano di un Renzi al 56,67% e un Bersani al 43,33%.
Dalle 8 di stamattina sono venti le persone che, non registratesi entro il 25 novembre, si sono presentate alla Rampa per votare munite dell'invito ufficiale di domenicavoto.it. Richieste tutte respinte al mittente dal personale addetto alle votazioni.
“Sapevo come sarebbe andata a finire ma ho voluto provare lo stesso – si sfoga una signora sulla quarantina, rimasta particolarmente male per il diniego – questa è l'Italia, hanno già deciso tutto si sporcano la bocca con la parola “libertà” quando poi un cittadino non può nemmeno votare i propri rappresentanti”.
“Le regole sono le regole e non si possono cambiare”, risponde Marco Nannetti. “Io sono per la partecipazione, le primarie dovrebbero essere sempre aperte sempre”, dice la sua il 23enne Daniele Rossi, appena uscito dalla cabina elettorale.
Tra i rappresentanti dei comitati dei due candidati si respirano umori diversi: tanta fiducia dalla parte bersaniana, con la speranza di riuscire a strappare punto e dare il proprio contributo a livello nazionale, un po' di scoramento tra i renziani.
di Andrea Alfani
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