BARBERINO VAL D'ELSA – Parte da Barberino Val d’Elsa, comune che si fregia del marchio turistico ambientale Bandiera Arancione, l'operazione di rilancio promozionale del network delle località di eccellenza di piccole dimensioni.
Un nuovo stimolo a diffondere pregi e qualità delle 213 realtà istituzionali certificate in tutta Italia, individuate e riconosciute secondo criteri selettivi, di cui una quarantina in Toscana.
E’ stato il Comune di Barberino ad accogliere il raduno nazionale e regionale dell’associazione che si è posta l’obiettivo di potenziare e accrescere le azioni e gli obiettivi di valorizzazione in accordo con i comuni che ne fanno parte.
Al summit dei consigli direttivi e delle assemblee, che sabato 28 novembre per l’intera giornata si sono tenuti tra la sala consiliare del palazzo comunale e l’Osservatorio polifunzionale del Chianti, i quaranta comuni partecipanti si sono confrontati sulla concertazione delle nuove linee strategiche che puntano allo sviluppo e alla promozione turistica delle potenzialità del patrimonio dell'entroterra.
Al tavolo di confronto, presieduto dal sindaco Giacomo Trentanovi, sono emersi dati significativi relativi allo stato di salute dell’andamento turistico toscano.
Nel 2014 a Barberino Val d’Elsa, comune di 4.000 abitanti sono circolati circa 150mila visitatori e nel Chianti, sempre relativamente all’anno passato, il flusso si è aggirato intorno ad un milione di presenze.
E’ il dato che ha fornito l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, presente all’iniziativa.
“Il quadro è positivo – ha detto – lo attestano i numeri, dobbiamo tuttavia promuovere un cambio di passo ed essere in grado di trasformare un asse centrale della nostra economia, il turismo, in ricchezza, reddito, competitività ad alti livelli. In questo senso Bandiera arancione è uno strumento che ci aiuta a valorizzare il territorio partendo da concetti che stanno a cuore a Regione Toscana: offerta turistica di eccellenza e accoglienza di qualità".
Del valore della rete è convinto anche il sindaco Trentanovi. “Il nostro patrimonio – ha dichiarato – è un investimento per il futuro, i piccoli grandi tesori del patrimonio culturale che si fregiano del marchio di qualità rilasciato dal Touring Club Italiano hanno bisogno di fare rete, condividere risorse e idee, superare i confini territoriali e le logiche campanilistiche, per valorizzare al meglio il network".
"Crediamo – ha sottolineato il primo cittadino barberinese – che il turismo sia industria, prospettiva economica, occupazione, posti letto, prodotti tipici, enogastronomia, un’opportunità dalle mille sfumature da cogliere e valorizzare. Il nostro territorio vuole proporre un modello di accoglienza che non sia legato solo al turismo di conoscenza ma alla complessità delle esperienze che attraggono i turisti, prevalentemente stranieri ed in particolar modo provenienti dal nord Europa, che scelgono il Chianti come loro meta perchè possono fare delle cose, essere turisti artefici della propria vacanza, se ci crediamo dobbiamo investire, uno strumento di cui disponiamo per migliorare e promuovere l'attività di promozione turistica è ad esempio l'imposta di soggiorno”.
Al tavolo erano presenti anche Paolo Bongini, dirigente regionale del settore Turismo, Fulvio Gazzola, presidente dell’Associazione Paesi Bandiera Arancione, Isabella Andrighetti, rappresentante del Touring Club Italiano.
I partecipanti hanno potuto visitare il territorio con un tour speciale che ha permesso loro di conoscere alcune delle risorse culturali più prestigiose di Barberino come la Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte, il borgo di Petrognano, Sant'Appiano, il centro storico del borgo barberinese e l’Osservatorio polifunzionale del Chianti.
di Redazione
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