TAVARNELLE – Marco Bazzoni non è nuovo a battaglie "campali": metalmeccanico, attento da sempre ai diritti dei lavoratori e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ha spesso portato queste istanze fino a Bruxelles.
Ha deciso di fare lo stesso per quanto riguarda il piano di tagli annunciato da Poste Italiane: "Sono cittadino di Tavarnelle – dice Bazzoni – uno dei comuni interessati alla chiusura degli uffici postali in Toscana (59) e titolare di conto Bancoposta dal 2003".
Si riferisce all'annunciata chiusura dello sportello di San Donato in Poggio. Che grazie a lui è "sbarcata" in Europa.
"La sua lettera di denuncia – gli scrivono dalla Commissione Europea per il Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI – è stata protocollata. L’attribuzione del numero di protocollo non significa che la Commissione avvierà necessariamente un procedimento d’infrazione.
I servizi della Commissione provvederanno a esaminare la denuncia secondo il pertinente diritto dell’Unione e la informeranno degli esiti dell’esame e dell’eventuale andamento del procedimento d’infrazione".
"È sua facoltà – proseguono – scegliere che la denuncia sia trattata in modo riservato o non riservato. In quest'ultimo caso, i servizi della Commissione saranno autorizzati a divulgare la sua identità e le informazioni che avrà comunicato alla Commissione, nei contatti con le autorità dello Stato membro contro il quale ha presentato denuncia".
"Non le sarà chiesto – si conclude – di partecipare ad alcuna spesa, neanche in caso di avvio del procedimento d’infrazione. E' inoltre nel suo interesse avvalersi dei mezzi di ricorso nazionali, che di norma permettono di far valere i propri diritti in modo più diretto e personale. In caso di danni, per esempio, solo il giudice nazionale può condannare lo Stato membro al risarcimento. I mezzi di ricorso nazionali vanno però proposti entro un termine preciso, quindi se non lo farà quanto prima rischierà di perdere tale diritto".
di Redazione
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