“Con grandissima soddisfazione, apprendiamo dai media che le amministrazioni dei Comuni di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle, si sono impegnate ufficialmente per garantire la riassunzione degli autisti ex Falaschi da parte della nuova ditta che si aggiudicherà l’appalto per il trasporto scolastico” (clicca qui per leggere l'articolo).
A dichiararlo sono i Cobas del Pubblico Impiego, in seguito alla presa di posizione dell’Unione Comunale del Chianti, con i due sindaci, Maurizio Semplici e Sestilio Dirindelli hanno dichiarato di essere vicini alle difficoltà dei lavoratori della Falaschi “in favore dei quali – hanno detto – ci stiamo adoperando affinché trovino un’opportunità di lavoro con la nuova ditta che, a seguito di alcuni incontri già intercorsi, si è mostrata interessata a perseguire questa strada”.
Il 7 gennaio prossimo la riapertura delle scuole, dovrebbe segnare anche per loro l’inizio di un nuovo percorso lavorativo alle dipendenze della ditta vincitrice dell’appalto. “Come confederazione – proseguono i Cobas – siamo lieti che i Comuni abbiano recepito la nostra indicazione: nel nuovo contratto verrà inserita la clausola sociale a tutela dei lavoratori della Falaschi e questo consentirà loro di essere assunti dalla nuova società appaltatrice".
"Ci congratuliamo con le amministrazioni comunali – evidenziano – poiché hanno preso una decisione di carattere sociale decisamente ammirevole, che speriamo possa costituire un esempio da seguire per gli altri Comuni dove la ditta Falaschi operava. I sindaci dell' Unione Comunale del Chianti vanno decisamente elogiati, perché hanno preso un impegno importante che tutela delle persone, delle famiglie e il lavoro, in un momento storico difficilissimo. Sono segnali importanti e questo ci rende orgogliosi di agire sempre in difesa dei lavoratori”.
“Detto questo – tengono però a precisare – come sindacato, teniamo tuttavia a ribadire il nostro fermo no agli appalti. E non possiamo che rallegrarci quando intravediamo positivi cambiamenti: emblematico il caso dell’acqua che, a Reggio Emilia, è stata scorporata da Iren e affidata a una società interamente pubblica, seguendo, primo caso in Italia, l’esito del referendum”.
“Vogliamo dunque far notare – concludono – che i Cobas non si sottraggono quando c’è da evidenziare il buon operato di qualcuno; è molto raro che questo accada, soprattutto quando si tratta di scelte politico-amministrative degli enti, ma stavolta i due Comuni hanno lavorato bene ed è un piacere dargliene atto, poiché i lavoratori sono persone e come tali hanno una dignità da preservare. Insomma la posizione dei Cobas resta la stessa: appoggio totale alle scelte volte a rendere giustizia ai cittadini, quindi lontane dalle logiche di profitto”.
di Redazione
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