Un viaggio nei ristoranti di Tavarnelle, Barberino e San Casciano

Chianti d’Autunno e il suo menù "di casa" dedicato al “Quinto Quarto” (le interiora) diventa… Chianti d’Inverno. E il viaggio tra i sapori di una volta indossa il cappotto per uno speciale fuori stagione che ancora una volta non rinuncia alla tradizione, traendo ispirazione dalla genuinità e dalla semplicità dei piatti della cucina povera, dalle antiche ricette e dai segreti custoditi nelle dispense, dalle materie prime rigorosamente locali.

 

Alcuni ristoranti che hanno aderito lo scorso novembre alla rete enogastronomica e culturale promossa dai Comuni del Chianti fiorentino e senese propongono un itinerario culinario che, in linea di continuità con la cucina toscana autunnale, prosegue anche a basse temperature il suo saliscendi collinare alla riscoperta delle radici e delle identità dei territori chiantigiani. Un omaggio del Chianti a tavola dedicato alla serata che lancia un ponte tra l’anno che se ne va e quello che si appresta a nascere.
 

E’ per solleticare gli appetiti delle feste natalizie che i Comuni di Barberino Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle, dopo aver individuato alcuni dei piatti più interessanti e originali proposti dagli chef del Chianti, invitano i buongustai a caccia di emozioni a prendere nota del menù Chianti Speciale San Silvestro.

 

La carrellata dei sapori si apre con l’antipasto “Dal bosco al piatto”: uno squisito crostino ripieno di carne di cinghiale servito su mousse di porcini e funghi sott’olio fatti in casa (proposto da Ristoro L’Antica Scuderia di Badia a Passignano – Tavarnelle). Passando al primo il menù ha in serbo i Ravioli al pecorino liquido del Chianti e tartufo. La particolarità di questo piatto è il tipo di formaggio utilizzato: un pecorino locale stagionato da due anni in una foglia di noce e cenere presso lo stesso ristorante che lo mette a tavola il 31: Tenda Rossa (San Casciano) la cui cucina è diretta dallo chef Maria Salcuni (seduta al centro nella foto).

 

E proseguiamo con il Filetto di vitello cotto al rosa con patate al cacao, animelle e spinaci saltati, una ricetta dello chef Giovanni Luca Di Pirro della Torre del Castello del Nero (Tavarnelle). Un piatto armonioso che sancisce il matrimonio perfetto tra la tradizione povera, rappresentato in particolar modo dall’impiego delle interiora (le animelle) e la sua sfiziosa aspirazione a vestirsi di contemporaneità (patate ricoperte di cacao). Per concludere, ogni ricetta che sia degna di essere ricordata ha un lieto, anzi dolce, fine. A questo compito assolvono le Pere al vinsanto con spruzzata di cannella, proposto da La cantinetta del nonno (San Casciano).

“I nostri ristoratori – dichiarano i sindaci Sestilio Dirindelli, Maurizio Semplici, Massimiliano Pescini – merito della loro sapienza e competenza, rappresentano un valore aggiunto per il territorio; è giusto e importante valorizzarne la grande maestria in tutte le stagioni dell’anno, anche grazie a loro possiamo ritenere unica la cultura enogastronomica del Chianti”.

di Redazione

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