TAVARNELLE – “Credo che una forma di dialogo e un'apertura al confronto siano ancora possibili. Per questo mi rivolgo al Ministero dell'Economia e delle Finanze affinchè intervenga direttamente e in maniera immediata: Poste deve fare un passo indietro e sospendere un piano che riteniamo ingiusto e inopportuno e che rischia di portare via un'importante e necessaria presenza dello Stato dal nostro territorio”.
Un nuovo appello del vicesindaco di Tavarnelle, Davide Venturini, a sostegno dell'ufficio postale di San Donato in Poggio, uno dei tre insieme a quelli della Romola nel comune di San Casciano e Marcialla nel comune di Barberino Val d'Elsa inseriti nel piano di chiusura che scatterà, secondo quanto già predisposto e comunicato dall'azienda, il prossimo 7 settembre.
“Se il servizio di San Donato cesserà – prosegue – non verrà cancellato solo un ufficio ma un pezzo dello Stato che se ne va e i cittadini percepiranno a loro spese questo distacco”.
Le parole del vicesindaco tuonano mentre davanti alla sede sandonatina delle Poste poche ore fa un gruppo di cittadini del Chianti è tornato a manifestare contro la volontà di cessare i servizi erogati dagli uffici postali nelle aree decentrate.
A San Donato, nel comune di Tavarnelle la protesta si è materializzata con un presidio di cittadini, anziani e mamme, intenzionati ad occupare lo sportello.
“Poste dovrebbe garantire un servizio universale e invece – aggiunge Filippo Ninci del Coordinamento civico del Chianti contro la chiusura degli uffici postali – decide di abbandonare proprio quei territori in cui la popolazione paradossalmente avverte un maggior bisogno di essere sostenuta sul piano dei servizi, trovandosi in aree decentrate e con un'alta percentuale di cittadini anziani; è un piano che contrastiamo e continueremo a contrastare perché vuole lasciarci da soli e lasciare da sole soprattutto le fasce deboli della popolazione”.
“Poste è detenuto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze – rincara la dose il vicesindaco – proprio perché riconosciuto come servizio essenziale Poste riceve un indennizzo dal governo, se si procederà con la chiusura non si interrompe un servizio al risparmio ma viene cancellato un servizio soggetto alla redistribuzione a impatto sociale”.
“Ci uniamo ancora una volta al presidente Rossi – continua – che sta facendo la sua parte sostenendo al fianco delle istituzioni e dei loro territori una battaglia che corre anche sul piano legale, come lui crediamo ancora sia possibile un tavolo di riapertura alla concertazione che vede protagonisti i sindaci che conoscono le difficoltà dei territori rurali tra cui l'assenza di mobilità locale e di servizi di fruizione della rete internet secondo standard europei”.
“Territori come i nostri sono ricchi di risorse – conclude – e necessitano di più servizi, il rilancio dell'economia del nostro paese passa anche dal Chianti”.
di Redazione
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