TAVARNELLE – Mattinata speciale quella di martedì 29 settembre per alcuni bimbi della scuola primaria di Tavarnelle.
Lasciati banchi, aule e corridoi, la lezione si svolge… in mezzo alla campagna e nel bosco Alla ricerca di tracce di animali ma anche alla scoperta di piante ed erbe.
Insieme alla seconda D, accompagnata dalle insegnanti Lucia, Alessandra e Angela, due nuovi “maestri”: Marco Pampaloni presidente della Federcaccia, e il vice presidente Dino Bazzani, entrambi di Tavarnelle.
Insieme a loro anche noi del Gazzettino del Chianti: ci hanno accompagnato in un magnifico viaggio nella riserva di caccia nel Podere Casanova, di proprietà del Castello del Nero.
Arrivati con lo scuolabus, sono stati accolti dal fattore Stefano Panti e subito dopo sono partiti incamminandosi per le strade bianche, nel mezzo della riserva.
In questo tratto Marco e Dino hanno fatto scoprire le tracce di vari animali che popolano la zona: fagiani, lepri, daini, cerbiatti, cinghiali, istrici.
E non è mancato l’incontro con un airone, che dopo aver spiccato il volo da uno dei due laghi, si è posato sulla cima di un cipresso, sospettoso all’insolita vista di tante persone.
C’è stato anche l’incontro con una folaga, un uccello acquatico molto timido che abita anche lui nel lago. E con un elegante rapace, la poiana.
Marco e Dino hanno illustrato ai giovani come dagli escrementi (le cosiddette "fatte") si possa individuare la razza degli animali: per esempio dagli escrementi di una lepre si può individuare se questa è maschio o femmina (la femmina fa escrementi tondi mentre il maschio leggermente a punta), oppure capire dal colore che tipo di erba hanno mangiato e addirittura risalire approssimativamente al peso della lepre.
Dalla campagna, percorrendo strade bianche, incontrando durante il tragitto anche splendide case coloniche non più abitate ma di un fascino unico, sono poi arrivati al bosco della Cedra.
Scoprendo tante piante come il cedro (di cui prende nome il bosco), la bacca selvatica, la rosa selvatica usata anche per infusi e cosmetici, la profumatissima menta, il finocchio selvatico e tanti tipi di erbe.
Inutile dire che i giovanissimi studenti sono stati felicissimi di questa lezione all’aperto.
Insomma, a due passi da casa nostra c’è un mondo e un patrimonio ai più sconosciuto, un territorio che generazioni dopo generazioni hanno lavorato e tutelato, dando oggi i frutti che possiamo vedere, toccare e percepire.
di Antonio Taddei
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