Non ci sta l'amministrazione comunale di Barberino Val d'Elsa a passare per insensibile alle problematiche ambientali. Le accuse rivolte nei giorni scorsi da Obiettivo Comune (clicca qui per leggere l'articolo) sulla questione Ecos vengono rispedite al mittente.
Con una premessa sull'estrazione di anidride carbonica, anch'essa stigmatizzata dalle segreterie di Rifondazione comunista del territorio (clicca qui per leggere l'articolo): "Esprimendo voto unanime – spiegano dal palazzo comunale di via Cassia – il consiglio comunale ha ribadito compatto la propria posizione contraria all’indagine che la Lifenergy intende effettuare nell’ambito di un più ampio progetto che mira alla ricerca e alla estrazione di anidride carbonica sul territorio".
Quanto alla questione Ecos il sindaco Maurizio Semplici (in foto sopra) tiene a precisare che il consiglio comunale sta lavorando intensamente per evitare che l’azienda possa realizzare quanto richiesto ovvero quintuplicare l’attività aumentando il volume dei rifiuti da stoccare.
“La posizione che sono andato a rappresentare – dice il sindaco – nell’ambito della conferenza dei servizi della quale il Comune fa parte insieme agli enti preposti, Provincia e Arpat, è quella di una grande preoccupazione e di una ferma volontà politica di porre uno stop a questo progetto; in questa occasione, come prescrive la normativa, è stato presentato un parere tecnico che si discosta da quello politico".
"I tecnici – prosegue – non rilevano difformità sul piano urbanistico nella richiesta dell’azienda perché il progetto in questione mira non ad un ampliamento volumetrico ma solo ad un potenziamento delle attività. Per quanto ci riguarda la battaglia è solo all’inizio e continueremo ad opporci ad una richiesta che ci pare in totale conflitto con l’obiettivo che l’amministrazione persegue da anni: tutelare, preservare e qualificare il territorio sul piano ambientale e della sicurezza per le aziende e i cittadini".
"Ciò che preoccupa maggiormente amministratori e residenti – conclude – è il fatto che l’ampliamento delle attività di raccolta dei rifiuti pericolosi interessa una zona già soggetta a esondazione e in prossimità di consistenti insediamenti abitativi”.
di Redazione
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