L’incontro fra i candidati alle primarie del 9 marzo. Le loro idee per il futuro di Barberino

BARBERINO VAL D'ELSA – Si sono ritrovati faccia a faccia a quasi un mese di distanza dal confronto pubblico dell'8 febbraio, che in pratica dette il via alla campagna per le primarie di centrosinistra a Barberino Val d'Elsa.

 

In una Sala Capocchini di nuovo gremita, lunedì 3 marzo si sono ritrovati di fronte, a pochi giorni dal voto, Silvano Bandinelli e Giacomo Trentanovi.

 

Un confronto che non poteva non partire dalle polemiche, dai veleni e dalle accuse che sono strisciate negli ultimi giorni. Proprio da lì è partito Matteo Pucci, direttore del Gazzettino del Chianti, che ha coordinato la serata.

 

Come avete vissuto il clima di queste settimane di campagna: non sono mancate polemiche, botte e risposte, … Come ci si avvia al voto di domenica prossima?

Silvano Bandinelli: "Auspicavo che fosse una campagna elettorale corretta. Quando ho deciso di candidarmi l’ho fatto con fiducia e avendo riscontro fra la gente, in mezzo alla quale sono da cinque anni. E sono orgoglioso di averlo fatto, cercando di rispondere alle esigenze di quelli con i quali ho avuto modo di confrontarmi. Forse ho avuto un colpo di fortuna ad essere stato chiamato da Maurizio Semplici, spero che abbia un giudizio buono altrimenti avrebbe fatto bene a togliermi di mezzo. Ho molta fiducia nei riscontri della gente, di tutti i cittadini. Mi candido ad amministrare una comunità, un territorio, tutte le imprese, tutte le famiglie, tutti i cittadini. Credo che il clima che si è creato non giovi, ma era prevedibile. Credo che la scelta di Giacomo di avere alle spalle una aggregazione che comporta amministratori del passato e del presente non gli gioverà, ma lo vedremo domenica. Qualche amarezza l’ho avuto ma ho la fiducia della gente: queste primarie penso di vincerle e sono sicuro nel dirlo".

Giacomo Trentanovi: "Questo scorcio di campagna è stato positivo, ho fatto incontri in alcune frazioni, ho incontrato le associazioni, le aziende, gli operatori economici, associazioni, giovani, abbiamo fatto cene conviviali in cui si parla direttamente con le persone che ti stanno accanto… . L’appello alla correttezza da parte di Silvano mi lascia fra l’indifferente e lo stupito: un giorno prima l’inizio della campagna gli ho mandato gli auguri per una campagna corretta e lui ha risposto dicendo di tutto su di me. Credo di essere stato anche abbastanza calmo a non rispondere ad attacchi continui: ha gridato continuamente al complotto e credo che lo abbia fatto in maniera sbagliata. E’ assessore da cinque anni, sta andando nelle frazioni a disconoscere il lavoro fatto in questi anni. Io ho proposto una nuova alleanza formata da partiti e cittadini. Sono un candidato indipendente che vuol portare forze fresche e nuove all’alleanza. Con coerenza e chiarezza".

 

Avete cambiato idea su qualcosa durante gli incontri con la gente? Avete arricchieto il vostro programma con qualche idea scaturita dal confronto?

Giacomo Trentanovi: "Ovviamente il programma per le primrie non è un programma elettorale completo, ma ho lanciato i 50 punti per Barberino. Il programma credo che si dovrà fare da lunedì prossimo partendo dalla cornice costruita dalla coalizione, dalle mie proposte, dalle proposte di Silvano. Credo che si siano aggiunti dei suggerimenti da parte dei cittadini, mi sono confrontato su molti aspetti. Ad esempio ho trovato fortissimi riscontri su una cosa che ritenevo importante, ovvero sulla cura e la realizzazione di nuovi spazi di socialità. Mi sono state portate proposte, soprattutto dalle aziende, per il problema delle infrastrutture anche sul nostro territorio. Materiali e meno, come la banda larga".

Silvano Bandinelli: "Un programma di primarie è un work in progress che si costruisce con i cittadini. Non ho certo disconosciuto il lavoro fatto con l’amministrazione comunale ma ho anche raccolto le indicazioni dei cittadini. La cosa più importante da fare sarà quella di vedere Barberino legato da una parte al Chianti, dall'altro alla Valdelsa e a Poggibonsi per la zona industriale. Servono logiche di geometrie variabili: penso a Linari, Monsanto, la zona industriale. Ho già incontrato e parlato anche con il sindaco di Poggibonsi".
 

Diteci, se lo avete, un progetto innovativo per il futuro di Barberino? Realizzabile in due-tre anni…

Silvano Bandinelli: "Abbiamo dati inquietanti, quasi 4 milioni di disoccupati in Italia. L’esigenza del lavoro è prioritaria per tutto, servono politiche in questo senso, che attraggano le imprese, che semplifichino la burocrazia. Questo è in cima a tutto. Barberino ha tutte le caratteristiche per fare un ulteriore salto e far crescere la nostra realtà. Ho il sogno di portare a Barberino un mercato degno di questo nome, nel centro storico dal quale sogno di togliere le auto. Ho in mente, in accordo con le agenzie formative, di stimolare i corsi per l’artigianato che sta scomparendo. Rimotivare i giovani verso i mestieri antichi".

Giacomo Trentanovi: "Io credo che chi si candida a sindaco come noi debba avere progetti di lungo periodo e progetti di corto periodo. Come lungo periodo credo che fra i più importanti, che rappresentano anche dei sogni, ci sia il rilancio del centro storico. Che passa attraverso due-tre mosse: la pedonalizzazione, la creazione di un grande parcheggio per la quotidianità e per i grandi eventi (vedi Festa Medievale); e riorganizzare l’area da piazza Mazzini al parcheggio, alla terrazza. Dove il Comune ha due carte fondamentali: la possibilità di decidere e la proprietà. Dall’altra parte c’è la questione della riorganizzazione istituzionale: lanciare un grande progetto di partecipazione in cui vengano coinvolti tutti gli strati della nostra società, per arrivare nel giro della prossima legislatura a un referendum in cui ogni cittadino potrà decidere sulla fusione con Tavarnelle. Sul lavoro? Un’alleanza forte con San Gimignano e Poggibonsi per la realtà industriale; un investimento e la specializzazione nel settore del turismo matrimoniale; e poi si fa un gran parlare del ritorno del rally della Fettunta, che è nato a Barberino. Che in qualche modo deve essere coinvolto".

 

Parliamo di cultura, rivota sia ai cittadini che come volano di attrazione turistica.

Giacomo Trentanovi: "Il problema in un momento come questo è quello delle risorse. Su territori come il nostro un investimento sulla cultura è un investimento sul futuro: gli operatori economici ci chiedono di investire le risorse della tassa di soggiorno su eventi culturali e su cose che portino un beneficio esteso al territorio e io credo che sia una richiesta sensata. Abbiamo una cultura diffusa, delle eccellenze, un teatro con un forte impegno volontario e una cifra relativamente modesta messa dall’amministrazione comunale; il festival di Linari, Svicolando a Vico; il festival estivo a Tignano. Realtà forti, ovviamente concentrate molto nell’estate. Cosa si può fare in più? Io credo nella riscoperta della cultura orale: c’è una forte tradizione nel racconto e nelle serate a veglia, che costano poco e forse riescono a soddisfare l’esigenza di socialità. Una proposta che ho fatto fra i 50 punti è poi quella di tentare di fare una stagione di cinema estivo nel polo scolastico di Bustecca: esisteva prima a Tavarnelle, è finito per mancanza di spazi che noi adesso mettiamo a disposizione".

Silvano Bandinelli: "In questi 5 anni abbiamo sempre cercato di collegare la cultura allo sviluppo economico. Un binomio da implementare ulteriormente, ad esempio con un sistema museale del Chianti con biglietto unico e magari car sharing. E’ una cosa che si potrebbe già fare, alcune aziende agricole si erano già dette disponibili. La nostra ricchezza non è tanto un singolo comune, ma tutto il territorio. Un’altra cosa che si potrebbe fare sarebbe quella di organizzare in estate delle lezioni di cucina ai turisti, multi lingua, in cui spiegare loro la tradizione. Fra le collaborazioni che avrò se sarò sindaco ci sarà anche quella di un famoso artista internazionale, che potremo utilizzare. La cultura da noi è una cosa di cui essere fieri".
 

Capitolo frazioni; facciamo un po' il punto della situazione con le vostre proposte.

Silvano Bandinelli: "In questi anni è stato fatto un bel lavoro su tutte le frazioni. Pochi giorni fa abbiamo inaugurato il percorso pedonale di San Filippo, che è una risorsa fondamentale. Credo sia importante per realtà come questa prevedere un parcheggio e un verde pubblico, dandole le giuste infrastrutture. Dovremo agevolare lo spostamento delle persone anziane dalle frazioni al capoluogo, dare maggiore vitalità ai paesi e renderli meno invasi dalle auto. Grandi criticità non ne noto: dovremo ovviamente raccordarci con i consigli di frazione esistenti e crearne di nuovi. Un ulteriore sviluppo dei fontanelli potrebbe essere un passo: e comunque, sempre più verde pubblico e parcheggi. Poi penso al decentramento amministrativo: tenere i consigli comunali nelle frazioni, per dar loro dignità. La politica che si sposta nelle frazioni e deve dare l’esempio".

Giacomo Trentanovi: "Un pulmino verso il mercato settimanale è una priorità. Come questioni di carattere generale credo che noi lavoreremo bene con le frazioni se, mentre mettiamo un processo di riorganizzazione con il Comune di Tavarnelle, troveremo il modo di decentrare i servizi. Il Comune di San Casciano ad esempio ha decentrato la biblioteca: su questo si può pensare di lavorare. In questo giro che sto facendo sono emerse varie esigenze concrete: a Monsanto quella di realizzare velocemente la metanizzazione per il prossimo inverno; a Vico la prevalenza è sulle questione ambientali con l’impegno fortissimo al contrasto all’estrazione di CO2 a San Paolo; a Marcialla credo che sia importante valutare bene la sicurezza sismica della scuola. A Linari credo che la priorità assoluta sia la questione del recupero in cui il comune ha una funzione importante; a Tignano c’è una fortissima sensibilità ambientale e mi hanno chiesto un forte impegno sulla realizzazione del depuratore; a San Filippo e Sant’Appiano servono nuovi spazi di socialità come il verde pubblico e la ristrutturazione della piazzetta; alla Zambra serve uno spazio a verde pubblico. Per Barberino manca un parco nella zona delle masse. La questione dei fontanelli è importantissima anche per me: possiamo pensarli a Sant’Appiano, Linari, zona industriale e Monsanto. Credo che sia importante, oltre ai consigli comunali, fare anche le giunte nelle frazioni".

 

Veniamo invece alla fusione con Tavarnelle: puntualizzate la vostra opinione su un tema che sta particolarmente a cuore ai barberinesi

Giacomo Trentanovi: "Ci sono opinioni diverse da frazione in frazione e all’interno anche della stessa famiglia. E’ una questione che prende dentro la nostra popolazione. Lo scenario su cui lavoreremo dal luglio prossimo è quello di un 90% dei servizi associati con Tavarnelle. Di fronte a questo scenario, a una riduzione del personale politico e ai vantaggi che vediamo in comuni che stanno seguendo questa strada, la questione non può non essere affrontata. Il Comune ha una parte importante ma non è tutto: la parola deve stare in capo ai cittadini. Si dovrà istituire una commissione che inizi a lavorare, su input del Comune, a un progetto partecipato in cui si esprima tutta la popolazione nelle forme organizzate. Andando nelle frazioni, ascoltando. L’esperienza di “Barberino fa Cento” ci aiuterà. Fatto questo si dovrà andare ad una proposta di discussione e quindi di ipotesi di fusione con questo processo alle spalle, dove ogni cittadino avrà la possibilità di dire la propria in un referendum".

Silvano Bandinelli: "Rilevo che stavolta Giacomo si è sbilanciato un po’ di più. Io credo che chi si candida ad amministrare debba dare un’indicazione, e mi sento di sbilanciarmi. Anche se, lo ripeto, valutiamo le esigenze della parte di Barberino che guarda alla Valdelsa con forme di collaborazione a geometrie variabili. A uno di Vico o di Monsanto della fusione importa meno di un cittadino del capoluogo. Un accordo strutturato con Tavarnelle è prioritario: intanto però l’Unione comunale deve migliorare sulla rapidità di intervento".

 

Opere pubbliche: non sono più i tempi della vacche grasse.Potete darci delle indicazioni in questo senso?

Silvano Bandinelli: "La prima che dobbiamo portare a compimento è il palazzetto dello sport, e non è una cosa scontata. L’altra cosa è la possibilità di poter realizzare sempre di più percorsi pedo ciclabili come quelli fatti fino ad ora, per il benessere dei cittadini e attrattivi per i turisti. Attingendo a fondi europei: penso a Sant’Appiano, legandosi al progetto della Francigena, visto che ci sono documenti che ne attestano il passaggio".

Giacomo Trentanovi: "La gran parte delle esigenze nelle frazioni le ho dette. Il palazzetto dello sport è già stato finanziato con un mutuo, ci sarà da pagare le rate. Andrà attuato quanto prima ma inizia ad essere una realtà concreta. Credo che siano molto importanti gli spazi di aggregazione: sempre per quanto riguarda lo sport non bisognerà fermarsi al palazzetto, abbiamo una esigenza non banale sul campo sportivo. Deve essere rimesso in funzione quanto prima per andare oltre la frana che l'ha interessato. I fontanelli laddove mancano; la questione di piazza Mazzini dove io credo si possa cercare di attingere a fondi e contributi regionali per la riorganizzazione urbanistica. Grandissimi soldi non ce ne sono, il bilancio stenta sempre di più soprattutto sugli investimenti, che sono legati all’edilizia… . Molto importante la questione delle piste ciclo-pedonali: penso a una pista ciclabile sulla riva destra dell’Elsa, che colleghi Poggibonsi fino a Certaldo in collaborazione con il Consorzio di Bonifica".

 

Regolamento urbanistico: siamo vicini alla sua conclusione. Rimarrà nella versione attuale o pensate a modifiche?

Giacomo Trentanovi: "Il nuovo Ruc prevede meno consumo di suolo, edifici meno energivori, possibilità di accrescere le proprie abitazioni. E' sulle attività economiche che il Comune deve fare il massimo possibile per dare la possibilità di investire sul nostro territorio, eliminando lacci o lacciuoli che vengono dal passato. Il Ruc è stato elaborato in maniera condivisa fra maggioranza e opposizione, adottato in consiglio comunale con l’astensione dell’opposizione stessa. Lo ritengo concluso e un errore rimetterci le mani".

Silvano Bandinelli: "Credo che il Ruc elaborato sia buono, andrà in fondo così ma mi riprometto di approntare delle ulteriori semplificazioni, in particolare per quanto riguarda la parte industriale, eliminando il più possibile vincoli che rendono difficoltosi certi percorsi. Al tempo stesso è importante la riqualificazione per quegli edifici che mal si addicono al paesaggio del Chianti, dando anche degli incentivi".

 

Agricoltura: gli oliveti sono sempre più abbandonati, gli agricoltori in ginocchio per vere e proprie mandrie di caprioli ormai al pascolo…

Silvano Bandinelli: "Abbiamo questo bellissimo territorio, modificato grazie alla mano dell’uomo, risorsa fondamentale del turismo. E’ un paesaggio che da solo non si mantiene: rischiamo, anche per normative assurde, di andare verso un declino. Abbiamo l’esigenza di recuperare il mestiere di fare agricoltura: prima un contadino sapeva fare mille mestieri insieme, ed è una tradizione che si sta perdendo. Ci sono segnali importanti, di ripresa in alcune realtà. Abbiamo però situazioni preoccupanti: abbandono dei territori in termini produttivi e di regimazione. Dobbiamo valorizzare le produzioni e la formazione. Ungulati: serve un piano faunistico in Regione".

Giacomo Trentanovi: "Le aziende agricole lavorano per sé ma anche per il nostro paesaggio. E’ importante cercare, come Silvano ha fatto bene in questi anni, di organizzare momenti di vendita che diano respiro alle aziende. Nel Ruc ad esempio c’è un piccolo incentivo per il mantenimento delle olivete a livello di agricoltura amatoriale, che avendo meno redditività sono soggette a scomparire. Questione caprioli? La competenza non è del Comune, ma dello Stato attraverso le Province. C’è una legge nazionale che dice che il capriolo è una specie protetta: in questo momento è saltato l’equilibrio. L’unica promessa che posso fare è di fare pressioni nelle sedi competenti".

 

Non temete un "inquinamento" del centrodestra nel voto di domenica?

Giacomo Trentanovi: "Il mio pensiero è che queste sono primarie del centrosinistra. Che dà una grossa possibilità ai cittadini e ai propri elettori di partecipare alla scelta del proprio candidato sindaco. Credo che ci dovrebbe essere una forma di rispetto. Dall’altra parte mi sembra che in questo momento Obiettivo Comune sia in forte difficoltà: se una parte degli elettori di Obiettivo Comune vogliono rivolgersi al centrosinistra per venire a far parte di questa famiglia, le porte devono essere aperte. Diverso è il discorso di inquinamento da parte dei leader: se l’elettore di Obiettivo Comune si rivolge a noi per realizzare le sue richieste il centrosinistra non deve e non può chiudere le porte. Ovviamente non si devono muovere i gruppi dirigenti".

Silvano Bandinelli: "Io ribadisco che mi candido a sindaco di tutti i barberinesi. Ho un progetto, un programma, non ho chiesto collaborazioni economiche a nessuno. Per quanto riguarda le voci, di voci se ne sentono tante. Le primarie nascono come strumento partecipativo. Auspico una partecipazione numerosa".

di Redazione

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