Tanta gente in Sala Capocchini alla presentazione di Bandinelli e Trentanovi: le loro risposte

BARBERINO VAL D'ELSA – Un bel dibattito, pieno di contenuti e di risposte, coordinato dal direttore del Gazzettino del Chianti Matteo Pucci.

 

In una Sala Capocchini gremita in ogni suo spazio è andato in scena il primo "faccia a faccia" fra candidati alle primarie di centrosinistra del Chianti.

 

Protagonisti sono stati Silvano Bandinelli (Psi, assessore uscente) e Giacomo Trentanovi (indipendente, consigliere comunale uscente), che il 9 marzo si contenderanno la candidatura a sindaco per la coalizione composta da Pd, Psi, Rifondazione comunista e Sel.

 

Qui di seguito riportiamo le loro risposte alle domande poste dal direttore del Gazzettino del Chianti e dal pubblico.

 

Presentatevi e spiegate i motivi che vi hano spinto a candidarvi…

Silvano Bandinelli: "Si parla di politica, e in questi tempi non va proprio di moda. Forse ci si può ri-appassionare partendo proprio dai nostri paesi. In questi anni ho cercato di dare il massimo per Barberino: quando si fa una scelta di fare un ulteriore passo avanti, come ho fatto io, si fa con la passione. Che fa rima con presenza, partecipazione. Da un anno ho manifestato la volontà di mettermi in giorno, facendo una scelta che mi sento di fare a prescindere da chi me lo chiede. Ho sentito la volontà e la competenza per candidarmi a sindaco: credo che il lavoro fatto in questi cinque anni abbia dato dei risultati. Ce n’è tanto da fare, abbiamo situazioni critiche ma anche tutte le potenzialità per fare un buon lavoro. E non dobbiamo farlo da soli: servono sinergie con chi ci sta intorno, in questo rientra il progetto di referendum per l'eventuale aggregazione con Tavarnelle. Intesa non tanto come appiattimento ma come sinergia di forze. Da parte mia darò tutto l’impegno, avrò collaboratori validi. Mi rivolgo in particolare ai cittadini: la prima risposta che spero arrivi è quella di tante persone che vengano a votare alle primarie. La lealtà fra noi non è in discussione, siamo stati compagni d’avventura in consiglio comunale: da parte mia è importante sottolineare che la mia è una scelta personale sulla quale mi sento di potermi cimentare".

Giacomo Trentanovi: "In consiglio comunale intervengo abbastanza spesso, mi sono occupato di scuola, urbanistica, cooperazione internazionale. Sono consigliere di riferimento della frazione di Marcialla ed è stato un grande allenamento. La mia candidatura non è un fatto personale, è un fatto politico e vorrei che questo rimanesse: in rapporto al centrosinistra e alla comunità di Barberino. Ho pensato molto prima di fare questa scelta, ho deciso negli ultimi mesi: è una scelta importante che va ben ponderata. Mette in gioco il mio lavoro, la mia famiglia, la mia comunità. Sulle tue gambe cammineremo tutti mi ha detto una persona che è in questa sala, ed iniziarono a tremarmi. Le primarie sono un bellissimo strumento di democrazia: ma vorrei si depurassero dall’aspetto più deleterio, quando si parla molto di persone e poco di programmi. Prima di decidere se candidarmi ho fatto un giro nel territorio rivolgendomi prevalentemente al mondo del centrosinistra, che è il mio universo di riferimento: ho incontrato tante persone e si è creato un gruppo del quale non potrei più fare a meno. Avrei voluto primarie totalmente aperte come regolamentazione, avrei voluto presentare la mia candidatura da indipendente raccogliendo le firme. Ho avuto invece la lettera di presentazione da Pd e Sel, che ringrazio di cuore: spero che la fiducia riposta in me sia ripagata. La coalizione che io mi immagino è molto simile a quella che ho visto in questi dieci anni a Barberino. Nella quale io da candidato indipendente vorrei portare una novità: in questo momento storico c’è difficoltà dei partiti a rappresentare le domande che circolano nella società. Che quindi rischiano di non andare oltre la mera protesta. La sfida è mettere insieme queste due debolezze e farne una forza. Dall’altra parte credo che all’interno della nostra società e in questo momento storico non ci si possa limitare a chi si rivolge al centrosinistra a livello nazione: ci sono persone che hanno competenze e professionalità da mettere al servizio della collettività (e non della coalizione). Se sarò eletto sindaco farò una proposta specifica, quella di creare una consulta dei consiglieri del sindaco, già fatta a Prato dall’attuale amministrazione. Abbiamo elaborato molte idee, 8-9 slogan che parlano delle cose più importanti per Barberino e 50 proposte concrete di azione".

Cosa fareste nei primi sei mesi da sindaco: le tre priorità…

Giacomo Trentanovi: "Urgenza principale è la questione del lavoro e dell’economia. La prima cosa che farei sarebbe quella di mettere assieme gli operatori nei vari settori, e penso che sia la priorità assoluta. Si può provare a dare delle risposte facendo squadra. Scandagliare tutti i regolamenti che abbiamo nel Comune per cercare di capire quali sono le criticità che vengono dal passato, non attuali, e di ostacolo allo sviluppo del territorio. Turismo: no al marketing territoriale singolo ma lavorare sempre di più a livello di area. E poi cose banali ma importanti: un'idea? Spingere per il wedding tourism, dando la possibilità di celebrare i matrimoni nelle nostre strutture".

Silvano Bandinelli: "Il tema lavoro è importante soprattutto se riusciamo ad acquisire la capacità di attrarre impresa. Intanto ci stanno portando via le migliori aziende. Poi il mantenimento del welfare, situazione gravissima, di disagio profondo, legato a una popolazione che sta invecchiando. Dobbiamo riuscire a mantenere elevato il livello, creando sinergie con i Comuni vicini Tavarnelle in primis. Poi c’è la qualificazione professionale: ri-attivare quei mestieri che stanno scomparendo, in particolari quelli artigianali. E qui c’è una realtà come Chiantiform che può fare da riferimento. Poi c’è da semplificare, per quel che possiamo, la burocrazia".

 

Fusione dei Comuni di Barberino e Tavarnelle, se, quando e come…

Silvano Bandinelli: "Il percorso verso l’aggregazione non può non prevedere un quinquennio, visto che c’è anche l’obbligo di una consultazione referendaria fra i cittadini. Dovremo lavorarci da subito. Abbiamo avuto un grande vantaggio nell’Unione dei comuni con grande efficacia dei servizi, anche se non sempre abbattendo i costi. Dobbiamo semplificare, e dobbiamo farlo noi prima che ci obblighino gli altri a farlo: cerchiamo di stare un passo avanti. E’ un percorso naturale ma lo devono dire i cittadini. L’associazionismo ad esempio è un passo avanti alla politica. A Barberino siamo pronti a provare a verificare la possibilità di un’aggregazione con Tavarnelle: non si può star dietro alle umoralità".

Giacomo Trentanovi: "Credo che ci sia una solida unità di intenti all’interno del centrosinistra, ma su un aspetto delicato come questo le sfumature fanno la differenza. La campagna elettorale di 10 anni fa vide la lista di centrosinistra dire che avrebbe voluto collaborare con Tavarnelle e l’opposizione che fece del campanilismo la sua essenza. Penso che i fatti ci abbiano dato assolutamente ragione: Obiettivo Comune su questo ha avuto le idee non poco confuse. Hanno sempre tenuto una linea dell’andare da soli che non è più possibile per legge. Dal prossimo luglio saremo obbligati ad associare almeno il 90% delle funzioni principali: se avessimo dato retta a Obiettivo Comune ora saremmo a rincorrere. Sono stati cattivi maestri. La questione fusione va trattata diversamente dal punto di vista di Barberino e di Tavarnelle, visto che la divisione di 120 anni fa venne vissuta in modo diverso. Per Tavarnelle fu una vittoria, tanto da scrivere Libertas sul vessillo; per Barberino fu una sconfitta. Non si può star dietro a queste valutazioni antistoriche, ma stare comunque attenti alle sensibilità. Non dovremo mai trasformare questa campagna elettorale in una campagna referendaria sul sì o no alla fusione: sarebbe un regalo a Obiettivo Comune che, lo ripeto, ha sempre avuto idee confuse su questo. Lo slogan che abbiamo messo in campo: “Barberino e Tavarnelle: decidono i barberinesi”. La legislatura che verrà sarà una legislatura costituente: assieme alla questione referendum non potrà mancare un percorso partecipativo complessivo".

 

Urbanistica ed edilizia: stato dell’arte e prospettive per il futuro.

Giacomo Trentanovi: "Il tema è attualissimo perché entro la fine della legislatura dovremmo andare a chiudere il Ruc, che ho avuto la possibilità e la fortuna di poter seguire in maniera concreta. La linea guida è quella della riduzione del consumo del suolo. Non stravolgendo, non facendo disastri, ma restringendo i limiti di crescita urbana rispetto a prima. Anche perché il mercato edilizio non lo richiede nemmeno. Dall’altra parte vorremmo che i cittadini abbiano, come risposta sociale e come incentivo a ridurre consumo di suolo, la possibilità di ampliare le proprie abitazioni, che può essere anche una risposta alla piccola e media impresa locale. Poi è stato fatto uno studio importantissimo e avanzato sull’assetto idrogeologico. Utilissimo per individuare le criticità sulla zona bassa della Valdelsa: aveva previsto, ad esempio, che sarebbe esondata la zona della Ecos.

Silvano Bandinelli: "Lo strumento urbanistico è di ottima fattura. Credo che sia importante che si vada rapidamente alla sua approvazione, senza andare ad accavallarsi con le scadenze elettorali. La filosofia che ci siamo dati da sempre è quella di privilegiare il rispetto del suolo e non fare cassa con gli oneri di urbanizzazione. Fare presto perché è essenziale".

 

Quello di Barberino è un centro storico bellissimo; come sfruttarlo al massimo e farlo vivere al meglio per residenti e turisti?

Silvano Bandinelli: "Una cosa di cui sono orgoglioso è di aver portato iniziative importanti nel centro storico. Se pur tante cose sono state fatte (feste, mercatini, eventi natalizi, Barberino in Fiore), tanto c’è ancora da fare. Abbiamo l’esigenza di rendere appetibile ai cittadini questo salotto, togliere le auto, riportarci un mercato degno di tal nome. E questo tipo di progetto si potrà fare solo se daremo spazi auto ai residenti: con gli strumenti che ci sono, la possibilità di ricorrere a bandi, questa possibilità ci potrà essere. Altra cosa sarà quella di riportare i negozi dentro Barberino, ancor più appetibile per i tanti turisti che vengono".

Giacomo Trentanovi: "Uno degli slogan che abbiamo coniato è “Il centro storico di Barberino è il nostro petrolio”. E' essenziale il rilancio del centro storico e di tutte le aree che sono intorno. Nello strumento urbanistico che stiamo approntando l’urbanista incaricato ci ha proposto una soluzione che ci ha convinto, ovvero mettere insieme il centro storico con tutte le aree circostanti. L’esigenza prima di tutto è quella di creare uno spazio-parcheggio in cui spostare le auto. Ci sono alcune aree su cui abbiamo opportunità grandissime, ad esempio quella dell’ex magazzino comunale. Se sarò eletto sindaco l’avvio di questo procedimento centrale per Barberino sarà la prima delibera della futura amministrazione. Non basta l’amministrazione pubblica nella rivitalizzazione del centro storico, servono ovviamente anche le capacità degli imprenditori".

 

E' prevista una forte riduzione dei numeri di giunta e consiglio comunale: come pensate di scegliere la vostra squadra? E il consiglio?

Giacomo Trentanovi: "Spero che con le modifiche in discussione si vada verso lo scenario con quattro assessori e dodici consiglieri comunali e non lo scenario attuale di tre e nove. Dal punto di vista personale non posso permettermi di fare il sindaco a tempo pieno come ha fatto Maurizio Semplici negli ultimi anni. Dovrò cercare una squadra che mi aiuti e mi supporti, e la consulta del sindaco è una risposta in questo senso. Mettere il destino di una comunità in mano a sole 6-7 persone non è cosa saggia. All’interno della futura amministrazione io credo inoltre che ci dovrà e ci potrà essere un forte rinnovamento e ricambio generazionale. Io stesso, per questioni anagrafiche, penso di poter aggregare una squadra innovativa".

Silvano Bandinelli: "Da parte mia c’è l’intenzione di dare delle deleghe anche ai consiglieri comunali. Se farò il sindaco il mio sarà un lavoro di supervisione, sarà importante avere una squadra di consiglieri che fanno quasi da pre-assessori. Privilegerò anch’io la freschezza e il rinnovamento, c’è necessità di ridare uno slancio, un valore alla politica con chi lavora nella vita reale. Anch’io non potrò fare il sindaco a tempo pieno, continuerò con il mio lavoro: comunque mi sono allenato per cinque anni facendo l'assessore… e farò ancora di più".

 

I candidati hanno avuto modo di pensare di intervenire per alleggerire il pacchetto-tasse? Sia per i privati che per le attività economiche?

Silvano Bandinelli: "Dovremo fare delle riflessioni, il mantenimento dei servizi è sempre qualcosa che costa. Per quanto riguarda ad esempio il turismo l’imposta di soggiorno è corredata da una relazione sulla destinazione dei suoi proventi. Sugli aspetti di natura fiscale per un piccolo comune come il nostro non sarà semplice: penso che sarà difficile promettere miracoli. In campagna elettorale annunceremo delle cose ma bisogna essere consapevoli del momento economico che stiamo attraversando. Sarà importante andare incontro a quelle categorie economiche che non arrivano alla fine del mese: abbiamo situazioni sociali terribili".

Giacomo Trentanovi: "Se faccio il confronto con le campagne elettorali di 5-10 anni fa la questione fiscale non era all’ordine del giorno. Credo che sarà molto difficile andare verso una riduzione delle imposte: sempre di più i sindaci lo hanno denunciato. I Governi negli ultimi anni hanno fatto fare ai Comuni il ruolo di esattori. La cosa su cui potremo lavorare maggiormente sarà l’organizzazione: “Per non sprecare organizziamoci”. Il progetto dell’Unione del Comuni è stato fatto bene ma forse un po’ in fretta. Penso possa essere organizzato meglio. In questo ambito c’è comunque la questione della possibile fusione: laddove i Comuni sono andati verso questa prospettiva hanno avuto vantaggi fiscali non banali".

 

Si parla di fusione, di riunificazione. Ma il tutto va inserito in una prospettiva metropolitana. Fra quattro mesi chiudono le Province, nasce un ente che ancora non ha identità. Barberino è la periferia dell’impero… Quali le differenze in questo senso con la lista di centrodestra?

Giacomo Trentanovi: "Se si va verso la Città Metropolitana la prospettiva sarà quella di guardare verso Ovest, verso la Piana. La nostra zona se non saprà far fronte in maniera adeguata rischia una marginalizzazione assoluta. Rischiamo di essere solo il salotto buono, pochissimo rappresentato. Da questo punto di vista credo che tutti i comuni del Chianti fiorentino dovranno stare assieme. Dall’altra parte dovremo agire anche a livello politico: l’amministrazione sarà sostenuta da liste e partiti che da questo punto di vista dovranno fare un lavoro non banale".

Silvano Bandinelli: "Abbiamo un grave gap da recuperare, c’è una situazione degli assett orientati tutti verso la Piana. C’è da attivarsi su tutti i tavoli a livello istituzionale. Ci mette a disagio questa situazione anche dal punto di vista economico, con le imprese. Il problema non nasce oggi, lo stiamo vivendo da tanti anni, si accentuerà con l’abolizione delle Province. Una risorsa potrebbe essere quella dell’aggregazione anche con i comuni del Chianti senese, per presentarsi compatti agli enti superiori".

 

Qui a Barberino c'è la particolarità di due candidati extra-Pd che si apprestano a confrontarsi… come vivete questa situazione e come pensate di rapportarvi, nel caso diventaste sindaco, con il partito di maggioranza relativa?

Silvano Bandinelli: "Il tipo di percorso che ho intrapreso, quando più di un anno fa ho deciso di presentarmi ai barberinesi, è un percorso che prende il via da una fase politica diversa, che nasce con la figura di Matteo Renzi e di una politica più legata alla persona che non a un passato demodè. Che è sempre più difficilmente percepita dalla gente. Penso che la figura di Matteo Renzi rappresenti oggi la speranza nella persona: questo Paese sta morendo perché non ha speranza. Il messaggio che voglio dare è che il sindaco di una comunità deve essere il sindaco di tutta quella comunità: non rinnego il mio retroterra politico, la mia è una famiglia socialista da sempre. Dovremo guardare molto al lavoro che faremo sui cittadini: la sezione nostra sono i cittadini. Ciascuno di noi quando esce dalla stanza del Comune indossa anche una casacca di partito, ma quando si entra in Comune ci si toglie. E’ chiaro che condivido la piattaforma programmatica dei partiti di coalizione. Ed è ovvio che un partito come il Pd non può essere snobbato: ma sarà centrale la competenza di chi va ad amministrare".

Giacomo Trentanovi: "Io credo che a Barberino come da qualsiasi altra parte con il Pd bisognerà fare i conti. Io non sono un iscritto, in questo momento sono un candidato indipendente e anzi ringrazio la coalizione che ha avuto il coraggio e la libertà di ammettere una candidatura come la mia, che è senza targa. Non era scontato. E’ chiaro che il Pd è il partito di maggioranza relativa e non credo che sia pensabile che un’amministrazione in cui c’è un partito di maggioranza relativa non abbia un qualche tipo o forma di rappresentanza. Non sarò mai quello che fa il manuale Cencelli, a maggior ragione in una situazione con scarso “personale” politico. Bisognerà guardare più alla persone che alla loro appartenenza".

 

Contate di presentare, durante la campagna elettorale, anche la vostra giunta? Di nominare gli assessori al di fuori dei consiglieri?

Giacomo Trentanovi: "Credo che, a maggior ragione vista la riduzione del personale dei consiglieri e degli assessori, anche per dare un minimo di rappresentanza alla nostra realtà, con otto centro abitati, dovremo fare adeguate riflessioni. Almeno un rappresentante nel consiglio o nella amministrazione per ogni centro abitato sarebbe bene averlo. C’è anche una tradizione in questo senso. Se fossero 8 consiglieri e 3 assessori andrebbe detto in campagna elettorale, se fossero 12 e 4 sarebbe diverso. Ma almeno il nome di uno o due assessori andrebbe fatto, sarebbe operazione di pulizia e trasparenza. Dall’altra parte opto da sempre per la differenziazione del ruolo fra consigliere e assessore: e lo dice anche la legge attuale".

Silvano Bandinelli: "Da parte mia c’è l’intenzione di ricorrere a una squadra di assessori esterni, come è al momento. Una giunta che tenga in massima considerazione la componente femminile: le donne hanno una marcia in più. La rappresentanza delle frazioni sarà un’altra componente fondamentale: ogni consigliere porta un po’ della frazione dentro al consiglio".

 

Politica della casa: cosa si può proporre?

Silvano Bandinelli: "Dovremo fare degli sforzi in questo senso. C'è l'esigenza di dare delle risposte alle giovani coppie che si scontrano con le logiche tremende del mondo del lavoro. Io credo che un discorso come quello degli affitti calmierati vada di pari passo con l’esigenza di trattenere anche i giovani, soprattutto nelle frazioni. Come? Con un piano casa adeguato che non squalifichi la filosofia del consumo zero del territorio. Mediare fra le due esigenze".

Giacomo Trentanovi: "E' una delle cose più difficili in questo momento. Per tanti anni l’edilizia economica e popolare ha dato la possibilità a tante famiglie di farsi la casa. Scontiamo due fattori: la politica nazionale che ha ritenuto il problema risolto; dall’altra c’è stata una serie di sentenze della Corte Costituzionale molto favorevoli verso i proprietari terrieri che ha reso difficile espropriare il terreno a un prezzo basso. Si è rotto così il sistema dell’edilizia economica e popolare. Il paradosso però è che negli ultimi 10-15 anni in cui si è eroso il suolo non abbiamo dato delle risposte sociali. L’unica forma che la politica nazionale ha messo in campo è quella di provare a dare una mano alle giovani coppie: anche il mondo delle cooperative sta cercando di far qualcosa con la forma dell’affitto-riscatto. Possiamo provare a dare una risposta per il mondo dell’affitto, ma è una frazione del problema. Per adesso siamo agli ampliamenti e alle divisioni previsti dal Ruc".

 

Programmi sul sociale…

Silvano Bandinelli: "Grandi sforzi per tenere gli anziani a casa, per non toglierli dal loro mondo rimandando al massimo lingresso in Rsa. Mantenere l’efficienza che abbiamo è la sfida: è un settore molto delicato e anche in questo avremo un vantaggio nell’aggregazione con il Comune a noi vicino".

Giacomo Trentanovi: "Un altro degli slogan è “Comunità è solidarietà e diritti civili”. La questione sociale è centrale in un momento come questo in cui si vede davvero se siamo una comunità. Lego la questione delle categorie deboli al mondo dell'associazionismo: penso ad esempio al servizio meritorio di accompagnamento al mercato di Tavarnelle fatto dall’Asuer. Insomma, il mutuo soccorso sarà prassi da allargare".

 

Chiudete con una vostra riflessione…

Giacomo Trentanovi: "Nei prossimi giorni apriremo il comitato elettorale nel centro di Barberino, il sito www.giacomotrentanovi.it è già on line; allestiremo un Consiglio dei Giovani uniti Tavarnelle e Barberino; pensiamo da subito all'informatizzazione del territorio a partire dalle frazioni senza Adsl. Il nostro gruppo non è chiuso, viviamo questo momento come incontro all’interno della nostra comunità. Venite e vi sentirete rispondere… avanti c’è posto. Non consideriamo il tempo che mettiamo a disposizione per questa campagna elettorale come un tempo buttato via; credo che debba essere pensato per noi, per i nostri figli e nipoti… un tempo importante".

Silvano Bandinelli: "Credo sia importante dire ai barberinesi di partecipare in massa a queste primarie. Vogliamo dare la parola a questa politica sana, a chi della comunità ha sempre fatto una bandiera. Fratellanza, solidarietà e unione di intenti. Il percorso che andremo a fare è complicato, ma insieme ce la possiamo fare: è una cosa bella che ci dà motivazioni, ma dobbiamo sentire la vicinanza da parte di tutti. Cercheremo di fare del nostro meglio: inizia un percorso che ci vede tutti insieme".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...