Costantino Casamonti lavora per la Provincia di Firenze e in questi giorni corre da una parte all'altra del territorio a riparare i danni causati dalle numerose frane provocate dal maltempo. Ma forse non si sarebbe aspettato che a rischiare di venire travolta da una frana sarebbe stata proprio la sua nuova casa, un gioiellino ecologico appena finito di costruire situato proprio sotto il campo sportivo “Leonardo Frosali” di Barberino val d'Elsa.
Le abbondanti piogge della scorsa settimana stavano per far succedere l'impensabile: la parte sud del terreno di gioco, un terrapieno che tanti anni non aveva dato segni di cedimento, appesantita dalla tanta acqua, si è affossata e cosparsa di crepe. Contemporaneamente nei giardini delle case poco più in basso si sono creati dei rigonfiamenti di terra e il crollo di alcuni muretti da giardino.
“Abbiamo segnalato subito al Comune che è intervenuto tempestivamente – racconta Costantino – mandando le ruspe e i geologi. Hanno lavorato ininterrottamente venerdì, sabato e domenica portando via la terra dalla fiancata in modo da alleggerirla”.
A scopo precauzionale il sindaco di Barberino Maurizio Semplici ha emanato un'ordinanza di sgombero dell'abitazione di Costantino, che assieme alla moglie e alla figlia si trova adesso nella casa dei suoi genitori, a pochi metri di distanza. Ad altre cinque famiglie residenti sotto il campo sportivo, in via Manzoni, è stato invece interdetto l'accesso ai giardini retrostanti le abitazioni. È stato vietato l'accesso anche alle strutture della polisportiva barberinese.
Non si sa ancora quando la famiglia Casamonti potrà far ritorno alla propria abitazione in tutta sicurezza. “Non so dire le tempistiche – dice il Sindaco – non so se ci vorrà una settimana, dieci giorni, un mese o tre mesi, nessuno lo sa finché non si conoscono i risultati delle indagini approfondite dei geologi”.
“Aspettiamo l'esito del lavoro dei geologi – prosegue Semplici – in modo che si possa sapere quali lavori eseguire per mettere in sicurezza la zona”.
“Per ora – conclude – abbiamo cercato di mettere in sicurezza la zona, cercare di stabilizzare la situazione in modo che non degeneri ulteriormente, e questo risultato pare conseguito, scaricando il peso della zona che si stava muovendo e portando quindi via un bel pezzo di campo sportivo”.
Come conferma il geologo Alessandro Murratzu, autore della relazione preliminare a cui ha poi fatto seguito l'ordinanza del sindaco, la Regione Toscana ha riconosciuto alla frana lo status di “calamità naturale”. Secondo il professionista, la decisione sull'agibilità o meno delle zone a valle del campo sportivo, verrà presa tra una ventina di giorni. Quel che è certo, secondo Murratzu è che se i cittadini non avessero segnalato tempestivamente, e il Comune non fosse intervenuto subito e con decisione, il terreno sarebbe potuto crollare verso le abitazioni, con gravissime conseguenze.
In tutto questo c'è una vittima silenziosa: il campo di gioco del Barberino Val d'Elsa. In mezzo al prato si erge una montagna di terra e fango, il prodotto degli scavi della fiancata. La prossima partita che avrebbe visto la squadra che milita in seconda categoria, affrontare in casa la Policras Sociville, verrà giocata presso il campo sportivo di Tavarnelle. "È un brutto colpo – dice il presidente Paolo Frosali – ormai questo campionato lo possiamo considerare archiviato per quanto riguarda il campo, speriamo che per l'avvio del prossimo si possa già tornare a giocare”.
“Per il momento – conclude – la squadra si arrangerà, allenandosi nel campino da calcetto di fianco e giocando nel campo del Tavarnelle”.
di Andrea Alfani
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