SAMBUCA (TAVARNELLE) – Una mattina come tante quella dell'1 giugno scorso: che però si è trasformata in rabbia e danni per un’intera palazzina in via Biagi, alla Sambuca.
Dove i ladri hanno approfittato, tra le 9.30 e le 11, di una coincidenza più unica che rara: lo stabile vuoto.
La dinamica è terribilmente semplice. Hanno suonato tutti e quattro i campanelli. E, assicuratisi che non ci fosse nessuno, sono passati… dall’ingresso principale. Per poi buttar giù i rispettivi portoni con attrezzi rudimentali.

PER ENTRARE – Hanno ridotto così i portoni
Una volta dentro, hanno messo a soqquadro le camere da letto: il bersaglio principale è stato l’oro. Nelle altre stanze hanno staccato i quadri, aperto i frigoriferi e qualche cassetto, alla (vana) ricerca della cassaforte. Uscendo infine indisturbati da dove erano entrati.
Un’operazione frettolosa, ma non da sprovveduti: visto l’uso dei guanti, non sono state trovate impronte. E che (come si può immaginare) lascia dietro di sé danni materiali e, in particolar modo, morali.
Intervenuti tempestivamente con la polizia scientifica, i carabinieri hanno dimostrato grande disponibilità e solidarietà. In corso le indagini, uno sviluppo potrebbe essere legato all’avvistamento il giorno successivo di un’auto rubata.
Rivoltesi al Gazzettino del Chianti dopo lo spiacevole accaduto, le famiglie colpite ci tengono a mettere in guardia la popolazione. E a far capire quanto la segnalazione di un sospetto sia fondamentale a sventare una rapina.
“A Sambuca si erano già verificati degli episodi – inizia Delfranco Rocchi, insieme alla moglie, a cui è stato rubato l’oro – Anche a noi, una quindicina di anni fa, era successo. Ma così è la prima volta”.

DEVASTATE – Le case tutte sotto sopra per trovare soprattutto l'oro
“La paura è stata tanta – racconta – considerando anche che nell’edificio ci sono spesso bambini. In futuro avremo un controllo più attento: ci avviseremo ogni volta che manca qualcuno dei condomini”.
“Hanno preso quei pochi gioielli che tenevamo e venti euro – a parlare ora è il biciclettaio Alessio Mulas, che vive qui con la moglie e i figli – Più che altro mi sono preoccupato per il cane, da solo nell’appartamento: in genere abbaia, ma deve essersi spaventato”.
“Per fortuna non ci è stato sottratto niente – intervengono i coniugi Fusi, pensionati – Però il danno alla porta è stato grande, visto che avevamo dato doppia mandata. Così come il dispiacere: siamo stati tre giorni a rimettere”.
“Qualche anno fa erano saliti dalle grondaie – ricordano – durante la notte. Noi eravamo in casa, con la luce accesa. Rubarono le chiavi della macchina nuova e la portarono via”.
“Mi hanno tolto la cosa più preziosa: i ricordi di mio marito, che non c’è più, e della sua famiglia – dice ancora scossa Nozha Mascheroni, vedova, residente con i due figli e la suocera, accortasi per prima del furto – Non ho più la tranquillità di prima. Ed è brutto”.
di Noemi Bartalesi
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