BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE – E’ stato l’avvio del percorso di fusione fra i Comuni di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle il tema centrale della serata di mercoledì 18 aprile, che ha richiamato nella sala della nuova scuola primaria “Andrea da Barberino”, luogo simbolo dell’Unione, la partecipazione di circa duecento persone.
Tavarnellini, barberinesi, vichesi, tignanesi, sandonatini, monsantini, marciallini, passignanesi, residenti della Zambra, sambuchini, cittadini delle tante frazioni che da nord a sud si estendono sul territorio di Barberino e Tavarnelle hanno preso parte ad uno dei momenti di svolta del percorso amministrativo di Barberino e Tavarnelle.
I cui consigli comunali, in una seduta aperta e congiunta coordinata dal presidente del consiglio comunale di Tavarnelle Alberto Marini, hanno approvato la delibera per l'avvio del processo di fusione dei due comuni.

Il varo del documento ha attivato ufficialmente il percorso istituzionale con la richiesta alla giunta regionale Toscana per la presentazione della legge per la fusione dei Comuni di Barberino e Tavarnelle, ai sensi degli artt. 58 e seguenti della L.R. n. 62/2007.
Dopo 125 anni di separazione ecco che le due amministrazioni comunali si muovono per cogliere l’opportunità di rigenerarsi e delineare lo scenario del futuro; mettendo al centro le "periferie" e i bisogni delle comunità.
“Il nostro progetto vuole creare centralità in ogni territorio – dice il sindaco David Baroncelli – Tavarnelle è figlio di Barberino, Barberino è figlio di San Donato e tutti siamo figli del mito di Semifonte. La fusione non nega la storia, l’appartenenza ad un’identità, ad un campanile, il nostro essere abitanti di un castello, di una piazza, di campagna sparsa, ma arricchisce quello che oggi noi siamo".

"E’ necessario – ha concluso Baroncelli – che quei comuni tornino ad essere uniti per lo sviluppo e il benessere delle comunità. Uniremo le forze e attiveremo insieme i servizi guardando al domani. Lavoreremo per la crescita economica, sociale e culturale eliminando le marginalità e riportando i servizi nelle frazioni, nei piccoli centri, presso le persone, soprattutto in favore di coloro che hanno più bisogno”.
E’ partito dallo slogan creato da alcuni studenti universitari, "Nati Uniti", il sindaco barberinese Giacomo Trentanovi per entrare nel dettaglio dei benefici e dei vantaggi, in termini economici, sotto il profilo degli investimenti e degli interventi strutturali ai fini del miglioramento della qualità della vita de territorio, che potranno scaturire dalla creazione di un unico ente.
“Il nuovo Comune – dichiara il sindaco – ci porterà 22milioni di euro nei nostri bilanci, a titolo di contributi dallo Stato e dalla Regione, ci permetterà di realizzare importanti economie gestionali e ridurre i costi della politica, eliminando le funzioni doppie. La fusione affermerà il peso specifico di un’area che potrà contare di più nello scacchiere politico istituzionale a livello regionale, in un’area strategica della Toscana, di cerniera tra Siena e Firenze, tra il Chianti e la Valdelsa".
"Unendosi in un’unica realtà – ha rimarcato Trentanovi – i nostri territori avranno più forza nel settore produttivo, industriale, agricolo, turistico; lavoreremo sul tema della mobilità interna, in base ai dati elaborati da Anci in uno studio socio-economico del territorio, sappiamo che circa il 60 per cento della popolazione lavora e studia nel nostro territorio, riporteremo la sede legale del nuovo comune nel centro storico di Barberino Val d’Elsa, con due sedi operative nei palazzi comunali e un modello organizzativo che darà risposte ai cittadini, attraverso gli uffici unificati e notevoli risparmi ed efficienze".

"Potremo risparmiare – ha annunciato – fino a 300mila euro a regime all’anno, attraverso i risparmi di personale, di dirigenti, riduzione dei costi della politica, risparmi legati alle sedi amministrative e agli affitti degli immobili comunali. Lavoro, mobilità, frazioni, tuteleremo e valorizzeremo le nostre aree industriali che insieme costituiscono il polo produttivo più importante della Toscana. Il tessuto economico e produttivo di Barberino Tavarnelle diventerà più attrattivo per eventuali investitori internazionali”.
Tanti gli interventi "esterni" che hanno impreziosito onfronto pubblico. Hanno dato il loro contributo l’assessore regionale Vittorio Bugli, il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani e il professor Zeffiro Ciuffoletti, accademico dei Georgofili e docente dell’Università degli Studi di Firenze. Numerosi anche gli interventi del pubblico, per la maggior parte favorevoli al processo di fusione.
La serata è stata organizzata grazie alla collaborazione dell’Istituto comprensivo Don Milani di Tavarnelle diretto da Paola Salvadori.
di Redazione
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