SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – Non si arrendono. Né a San Donato né nel resto del Chianti, dove dal 7 settembre tre uffici postali (San Donato in Poggio, Marcialla, La Romola) chiuderanno per sempre, mentre altri due (Lucolena e Vico d'Elsa) vedranno gli orari drasticamente ridotti.
E proprio da San Donato in Poggio parte una lettera destinata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. A scriverla è Filippo Ninci, presidente della Filarmonica sandonatina, uno dei coordinatori del comitato che da mesi organizza proteste e manifestazioni.
"Caro presidente – scrive Ninci – oramai sono mesi che ci vediamo… su Facebook per la chiusura degli uffici postali. Abbiamo apprezzato il suo intervento sulla questione e siamo sicuri che tutti in Toscana, seguiranno l'esempio del suo babbo che leverà i suoi risparmi dalle Poste".
"Oramai è iniziato il conto alla rovescia – prosegue – e il 7 di settembre tutti noi "prescelti" da Poste Italiane saremo senza questo servizio".
"Quello che ci fa più arrabbiare – accusa Ninci – è la completa mancanza della politica, che in questa fase si defila, lasciando i cittadini abbandonati a loro stessi".
"Io mi sarei aspettato che Dario Nardella – incalza – dopo il miracolo di Settignano (dove l'ufficio postale non chiuderà) si fosse messo al nostro fianco per sostenere le nostre buone ragioni".
"Mi sarei anche aspettato – rimarca – che la Città Metropolitana, così ingiustamente colpita in tanti comuni, avesse indetto un consiglio straordinario o un'assemblea per dare voce a quei sindaci falcidiati dal piano di chiusure".
"Magari – conclude Ninci – anche lei presidente poteva partecipare e dare il supporto della Regione Toscana. Siamo ancora in tempo perché prima del 7 settembre qualcuno si muova, o il giorno dopo, l'8 settembre, lo festeggeremo anche come resa incondizionata della politica alle logiche di mercato e del profitto sulla testa di tutti noi cittadini".
di Matteo Pucci
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