Maurizio Semplici preoccupato per il progetto d’ampliamento: lettera a Enrico Rossi

L’attività di stoccaggio della ditta Ecos e il suo progetto di quintuplicare i quantitativi di rifiuti pericolosi e non nella zona industriale di Barberino Val d’Elsa, area in cui l’azienda opera dal 1999, preoccupa il Comune di Barberino Val d'Elsa a tal punto da sottoporre la questione all’attenzione della Regione Toscana.

 

In una lettera inviata al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco Maurizio Semplici (in foto) esprime assoluta contrarietà rispetto alla richiesta della Ecos. “L’azienda è un potenziale rischio per i cittadini e l’ambiente – commenta – e una potenziale violenza al territorio, considerata la sua collocazione quasi lungo l’argine di un fiume; gli esempi dei gravi disastri dell’Elba, della Garfagnana e più recentemente della Maremma ci insegnano che se si corre un rischio del genere prima o poi arriva  un conto salato da pagare in termini ambientali e di vite umane”.

 

Una volontà, quella del sindaco, di tenere al corrente la Regione del problema alla quale segue la proposta di prendere in considerazione l’ipotesi di delocalizzare questa tipologia di aziende verso aree non a rischio. “Ritengo opportuno – spiega il primo cittadino – che anziché consentirne l’aumento dell’attività ci si dovrebbe orientare verso la riduzione fino a pensare ad una delocalizzazione da aree fragili come la nostra: l’inserimento di un’azienda di questo genere, di cui è innegabile l’utilità, dovrebbe essere prevista in aree totalmente immuni da rischi da esondazione e frane”.

 

Sono due gli aspetti della vicenda che destano forte preoccupazione sia nell’amministrazione comunale sia negli abitanti che risiedono in prossimità dell’area. Il primo è rappresentato dalla richiesta da parte dell’azienda, in occasione del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, di incrementare per il prossimo quinquennio la gamma di rifiuti trattabili inserendo anche nuovi rifiuti speciali pericolosi.

 

La ditta, autorizzata ad effettuare lo stoccaggio in azienda, oggi tratta complessivamente 755 tipologie di rifiuti di cui 373 pericolosi, che derivano dal settore sanitario, processi chimici, fisiosanitari e 382 non pericolosi. Se accolta, la proposta dell’azienda di quintuplicare la propria attività, comporterebbe un movimento di rifiuti pari a 75mila tonnellate annue, partendo dal dato attuale di 12mila tonnellate annue.  
 

Le conseguenze negative evidenziate dal sindaco sono legate anche al tema della sicurezza stradale. “Il transito di dieci camion al giorno – prosegue il sindaco – al posto di due, in una strada notoriamente transitata come la 429 può porre rilevanti problemi; il rischio che un incidente stradale coinvolga mezzi che trasportano rifiuti pericolosi arriva dunque a moltiplicarsi per 5”.
 

L’altro punto che accresce la preoccupazione del Comune di Barberino è il rischio di alluvionabilità della zona che nei vari strumenti pianificatori viene definita a rischio idraulico. “Voglio ricordare che questa area  – aggiunge il primo cittadino – ha subito negli anni Novanta tre eventi alluvionali; ciò che è successo in Maremma dove la furia delle acque ha travolto il rilevato della ferrovia e della S.S. Aurelia potrebbe accadere anche qui, considerato che l’unico argine che attualmente fa da barriera allo stabilimento da una eventuale esondazione del fiume Elsa è il rilevato della ferrovia Si-Fi”. 

 

“Le conseguenze – aggiunge –  che si potrebbero verificare per tutta la Valdelsa ed oltre sarebbero catastrofiche se l’azienda, autorizzata a stoccare un quantitativo triplo o quadruplo di rifiuti tossici e pericolosi, dovesse essere sommersa dalle acque dell’Elsa in piena”.

di Redazione

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