L’impatto del Covid-19 sulle aziende di Barberino Tavarnelle: presentati i dati di uno studio

Da Andrea Ciani e dal sindaco David Baroncelli. Realizzato dal Comune di Barberino Tavarnelle con la collaborazione di Chianti Economic Forum

SAN DONARTO IN POGGIO (BARBERINO TAVARNELLE) – Inizia da una collaborazione fra Chianti Economic Forum e Comune di Barberino Tavarnelle un percorso di analisi del contesto produttivo ed economico del Chianti fiorentino che, è questo l’obiettivo nel breve periodo, dovrebbe allargarsi anche a San Casciano e Greve in Chianti.

Uno strumento che in passato (si chiamava Chianti Monitor ed era sviluppato da ChiantiBanca) era presente sul territorio, ma poi è andato perso.

E che adesso, in questa fase così complicata, diventa sempre più importante per tastare il polso della situazione in tempo reale. Per proporre politiche pubbliche. Per dare alle istituzioni dati “freschi” e solidi per andare a sedersi ai tavoli regionali. Per dare alle stesse imprese un orizzonte in merito alla situazione locale.

Agli effetti del Covid-19 e alle misure restrittive che hanno causato la chiusura forzata delle attività economiche, sul territorio di Barberino Tavarnelle resistono le aziende del settore manifatturiero e le imprese che ruotano intorno al comparto enologico, decise a non ridurre il numero delle dipendenti e dei dipendenti.

E’ uno dei dati più confortanti che emerge dall’indagine a campione condotta dal Comune di Barberino Tavarnelle nel periodo luglio-settembre 2020 su alcune decine di aziende, presenti nelle aree industriali di Sambuca e Barberino Val d’Elsa.

Il lavoro, realizzato dal personale dell’ufficio pianificazione economica del Comune, in collaborazione con l’associazione Chianti Economic Forum, è frutto di un’osservazione che ha preso in analisi i numeri che le imprese hanno fornito alla giunta guidata dal sindaco David Baroncelli rispondendo ad un questionario digitalizzato costituito da una ventina di domande.

L’iniziativa è stata predisposta con l’obiettivo di analizzare l’impatto che l’emergenza sanitaria, trasformatasi in emergenza economica, ha determinato sulle attività e il loro rapporto con il mercato nazionale ed estero, il fatturato, lo scenario occupazionale, soprattutto sul fronte femminile.

Le interviste sono state condotte da Ilenia Ferrini, dell’ufficio pianificazione economica di Barberino Tavarnelle, e hanno interessato meno di 50 aziende legate ai settori enologico, manifatturiero e turistico.

Le domande si sono concentrate anche sulle caratteristiche delle aziende, le dimensioni, la composizione organica, le caratteristiche produttive e merceologiche, i giorni di chiusura e di sospensione, le misure adottate per far fronte alla pandemia, le aspettative e i percorsi da adottare nel futuro.

Giorni lavorati e fatturato

Ad illustrare le risposte del questionario, che ha preso le mosse dai dati Irpet sul confronto tra l’andamento del comparto industriale e quello turistico, è stato l’economista Andrea Ciani, presidente dell’associazione Chianti Economic Forum.

Al suo fianco, in Palazzo Malaspina a San Donato in Poggio, il sindaco di Barberino Tavarnelle Andrea Ciani.

“Il 45 per cento delle attività imprenditoriali intervistate – spiega Ciani – ha dovuto sospendere le attività in seguito ai decreti governativi per limitare la diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale. Ad aver risentito maggiormente dei colpi della pandemia sono state le aziende del settore ricettivo, gli agriturismi e le strutture alberghiere, che hanno dovuto sospendere le loro attività per 76 giorni, in media”.

La Toscana ha registrato una riduzione delle presenze turistiche nei mesi primaverili pari all’85 per cento, flessione che non è risalita durante l’estate, tanto da rilevare l’assenza, determinante soprattutto per le città d’arte, del turismo asiatico e americano.

Le imprese operanti nei settori del turismo e del vino hanno riportato riduzioni significative del fatturato durante il periodo marzo-giugno 2020. Le imprese turistiche hanno dichiarato di aver subito una riduzione di fatturato che rispetto al 2019 si aggira intorno al 64 per cento.

L’elemento positivo è rappresentato dalle risposte fornite dal manifatturiero.

“Le attività imprenditoriali nel settore manifatturiero – aggiunge Ciani – sono invece riuscite a far fronte in maniera migliore alla crisi economica dovuta al Covid-19. Tali imprese, nella maggior parte dei casi, sono rimaste aperte durante il lockdown ed hanno subito riduzioni del fatturato molto meno significative. Le imprese che non hanno chiuso, hanno ridotto le ore lavorate del 35%, in media”.

L’ambito manifatturiero che ha subito una pesante ricaduta è quello della moda, il “made in Tuscany”, la pelletteria, il tessile, settore non essenziale che durante e dopo il lockdown ha ridotto l’attività di export, essendosi verificato un importante calo di domanda estera.

Occupazione

Le aziende hanno mantenuto costante il numero dei lavoratori ad eccezione del settore turistico che lo ha ridimensionato a scapito del lavoro femminile. Ovviamente è frutto dell’attivazione degli ammortizzatori sociali.

Nonostante si preveda una riduzione del fatturato nei prossimi 6 mesi la maggioranza delle imprese è intenzionata a non ridurre il numero dei collaboratori.

“La maggioranza delle imprese – precisa Ciani – ha fatto utilizzato gli ammortizzatori sociali disponibili. La quasi totalità delle imprese ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. Una quota minore ha fatto ricorso ad altre misure a fondo perduto o al consolidamento con garanzia dello Stato”.

Il punto del sindaco David Baroncelli

“Abbiamo ritenuto necessario elaborare un’analisi puntuale – commenta il primo cittadino di Barberino Tavarnelle – che in questo primo step ha fornito elementi precisi relativi al 2020, anticipando previsioni a breve termine e aspettative orientate al 2021, per avviare lo sviluppo e la messa in opera di misure e strategie locali che possano diventare istanze verso enti superiori e spunti di riflessione da condividere con le associazioni di categorie e le attività economiche”.

“L’intento di questo lavoro – prosegue Baroncelli – che vorremmo ripetere periodicamente, come osservatorio e attività di monitoraggio esteso a tutto il territorio dell’Unione comunale del Chianti fiorentino è conoscere la situazione economica per realizzare attraverso gli strumenti della pubblica amministrazione ed eventuali sinergie con la sfera privata azioni di sostegno mirate al tessuto economico che riveste un ruolo di grande importanza in termini di diversificazione produttiva”.

“Il nostro è infatti – tiene a precisare – uno dei motori principali della zona della Città Metropolitana e rappresenta uno degli scacchieri regionali più significativi per la multisettorialità, la qualità e le eccellenze delle imprese di livello nazionale e internazionale”.

“Ci troviamo – aggiunge il sindaco – di fronte ad uno scenario complesso in cui è stato il settore del turismo a registrare una generale situazione di crisi, probabilmente la più devastante degli ultimi 50 anni, come indubbie sono state  le criticità rilevate nel settore agricolo e nel manifatturiero che ha comunque opposto una capacità di resilienza derivata dalla sua forza poliedrica”.

“Collegato non ad un’unica filiera produttiva – conclude – ma a diversi settori, dall’agroalimentare alla meccanica di precisione, dall’innovazione sperimentale fino al settore della moda, il manifatturiero è una colonna portante dell’economia locale. La sua risposta all’impatto delle misure antiCovid fa ben sperare e pensare ad un’ipotesi di ripresa generale che investa l’intera produttività territoriale”.

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