TAVARNELLE – Riceviamo e pubblichiamo l'intervento pubblico dell'ex consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle Noemi Mandarini.
Dimessasi nelle scorse settimane per divergenze inconciliabili, Mandarini critica profondamente la scelta del M5S di opporsi in consiglio comunale, con l'unico consigliere rimasto Marco Frosali, alla mozione (proposta dal Centrosinistra per Tavarnelle) per l'introduzione del reato di tortura in Italia.
Scelta che era stata pesantemente criticata (nei modi e nei toni) dall'assessore Marco Rustioni (clicca qui per leggere l'articolo) al quale lo stesso M5S aveva risposto per le rime (clicca qui per leggere l'articolo).
Caro direttore,
nella speranza di non vedere più in futuro la mia immagine anche solo lontanamente accostata a opinioni politiche così distanti da tutto quello in cui ho sempre creduto, sento la necessità di dissociarmi con forza dalle posizioni assunte dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, a proposito della mozione sull'introduzione del reato di tortura nel codice penale presentata dal Pd durante l'ultimo consiglio comunale.
Ho vissuto di persona nel 2001 la terribile esperienza del G8 di Genova e per questo so che l'introduzione del reato di tortura nel codice penale è necessaria come l'aria a questo paese e anche alla comunità di Tavarnelle, che è formata da padri madri e soprattutto figli che un giorno potrebbero trovarsi nella parte sbagliata di un corteo, o davanti ad un muro o chiusi in un vicolo cieco. Inseguiti da chi sa bene che il reato di tortura, imprescrivibile, non fa parte del nostro codice penale.
Ho visto di persona la macelleria messicana alla Diaz; ho capito, a 27 anni, in un bel giorno d'estate, che puoi addormentarti in Italia nel 2001 e svegliarti in Cile nel 1973 senza più diritti civili, dove ti possono prendere, portare via, tenere segregato giorni e giorni all'insaputa dei tuoi amici e dei tuoi genitori, che intanto impazziscono di paura, senza poter parlare con un avvocato; mentre si fa strada nella tua mente l'idea che il mondo come lo hai sempre conosciuto non esiste più.
Ho ascoltato il racconto delle torture subite da quei ragazzi e ho seguito i processi, fino alla loro prescrizione. So molto bene che quei carnefici l'hanno fatta franca, e ancora oggi indossano la divisa, magari in posizioni più prestigiose, perché senza il reato di tortura non si è potuta impedire la prescrizione del più lieve reato di lesioni gravi.
E non posso certo dimenticare che quei crimini sono avvenuti in un momento in cui la crisi era ben lungi dall'arrivare, in cui molti pensavano alla globalizzazione come l'età della ricchezza eterna per il mondo occidentale.
Se ci hanno torturato allora cosa potrebbero farci ora, e più avanti, con la crisi che crea masse di disoccupati, di gente che non ha più niente da perdere, di ragazzi che sempre più spesso scendono in strada a manifestare per i loro diritti che scompaiono? Oggi abbiamo più bisogno del reato di tortura nel codice penale di allora.
Il MoVimento 5 Stelle, a cui ho aderito con passione e convinzione, ha sempre avuto tra i suoi principi quello di votare a favore, in Parlamento, in Regione, in Comune e ovunque, di qualsiasi proposta benefici la comunità e i diritti dei cittadini, a prescindere dalla forza politica che la presenti; questo i "grillini" di Tavarnelle sembrano averlo dimenticato, o forse pensano che la tortura davvero non interessi questo paese….
Marco Frosali in quell'estate del G8 era un ragazzo, in effetti, e può non sapere. Gli altri forse erano al mare. Grazie.
Noemi Mandarini
di Redazione
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