Documento sottoscritto anche dal segretario del PRC Tavarnelle-Barberino

"Il Partito della Rifondazione Comunista di Certaldo, Barberino-Tavarnelle e San Gimignano esprime la propria contrarietà al progetto “San Paolo” relativo all'estrazione di CO2 e la propria solidarietà a tutti quei cittadini che si sono mobilitati scendendo in piazza per affermare il diritto di poter decidere del proprio territorio e della propria salute".

 

Inizia così il documento firmato dai tre segretari Cinzia Orsi (circolo PRC Certaldo),  Silvia Pietroni (consigliere comunale PRC San Gimignano) e  Claudio Fedi (segretario circolo PRC Barberino Val d'Elsa-Tavarnelle).

 

"Siamo contrari – spiegano – perchè partendo, per nostra cultura politica,dal presupposto che ogni atto amministrativo, a maggior ragione uno di tale importanza, debba avere finalità di tutelare l'interesse pubblico su quello privato,constatiamo invece come ancora una volta si lasci che il governo del territorio sia fatto dai privati. Si può quindi concedere di realizzare attività produttive laddove, negli strumenti urbanistici del Comune di Certaldo, era prevista una zona agricola? Per noi questa motivazione sarebbe stata sufficiente per negare l'autorizzazione alla ricerca".

 

"Perchè allora la decisione della giunta? – si chiedono – I nostri amministratori ritengono che sia questo lo sviluppo economico ed industriale per Certaldo e per i comuni che confinano con l'area dove si prevede tale progetto?Uno sviluppo che non porta nessuna ricaduta dal punto di vista occupazionale per il nostro territorio? Come minimo tutto ciò meriterebbe una discussione più approfondita e puntuale e non ci risulta che l'attività estrattiva fosse nel programma elettorale del sindaco di Certaldo".

 

"Le domande – rilanciano – sono legittime mentre le risposte non sono convincenti, è quindi ragionevole pensare che, in nome del Dio mercato, si vogliano favorire interessi particolari a scapito della collettività. Come detto prima,non ci sono ricadute occupazionali né altre di interesse sociale per cui non si giustifica come si possa mettere ancora più a repentaglio,per i possibili rischi geologici,una zona agricola già fragile dal punto di vista ambientale".

 

"L'operazione – concludono – ha per noi un chiaro profilo speculativo e ci sembra evidente che gli svantaggi per la collettività sorpassano di gran lunga gli ipotetici benefici. Occorre quindi, per bloccare questa operazione, più delle perizie tecniche e delle valutazioni scientifiche, la volontà politica dell'amministrazione di rivedere le proprie posizioni,prima che l'iter burocratico vada troppo avanti e i costi per recedere dalle decisioni prese pesino ancora una volta su tutta la cittadinanza. Il PRC di Certaldo,Tavarnelle-Barberino Val d'Elsa e San Gimignano si attiverà in tutte le sedi istituzionali per impedire la realizzazione di questo progetto".
 
 
 
 

di Redazione

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