Appuntamento ufficiale il prossimo 23 maggio al mercato in piazza a Tavarnelle

La stella del MoVimento 5 Stelle sorge ufficialmente anche a Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa: è infatti fissata la presentazione ufficiale, giovedì 23 maggio in occasione del mercato settimanale in piazza Matteotti, a Tavarnelle.

 

"Siamo il MoVimento 5 Stelle dei Comuni di Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa – scrivono gli animatori – un gruppo piccolo, per ora, ma determinato di cittadini che nutrono l’ambizione di cambiare la politica, di riappropriarsene e di contare direttamente nelle decisioni a maggior vantaggio di tutti".

 

"Di noi – proseguono – si parla tanto a livello nazionale perché siamo una ventata di novità in un panorama ormai imbalsamato in riti ed ideologie svuotate di ogni contenuto, cariatidi a sostegno di logiche di puro potere, indifferenti alle sorti del Paese. Quasi tutti, però, parlano di noi in maniera denigratoria, accusandoci di ogni avvenimento o scelta che possa apparire nefasta per il futuro dell’Italia".

 

"Certo – continuano – siamo donne ed uomini come voi, proveniamo da tante esperienze diverse, siamo di età, professioni ed ambiti sociali disparati e, come voi, non siamo perfetti. Giudicateci perciò dal progetto che vi proponiamo e dai primi risultati della nostra azione politica, pochi in realtà, ma siamo solo all’inizio. Non vi chiediamo neanche di paragonarci, dove questo paragone può già essere fatto, con la classe politica al potere: infatti il paragone non è possibile, noi non chiediamo il potere né vogliamo gestirlo".

 

Dico ancora: "Noi non vi chiediamo una delega per decidere al vostro posto, noi vi chiediamo molto, molto di più. Noi vi chiediamo di decidere tutti insieme, vi chiediamo di partecipare, vi chiediamo di diventare arbitri del vostro futuro. Noi non vi chiediamo di aver fiducia in noi, vi chiediamo di aver fiducia in voi stessi. Qualcuno potrà aver timore di questa responsabilità, ma è una responsabilità condivisa, in cui tutti dobbiamo sostenerci con la nostra tenacia, volontà e capacità, per raggiungere gli obiettivi che insieme concorderemo".

 

"Pensate alle nostre comunità – rilanciano – ed a quello che finora sono state in grado di realizzare. Credete forse che il territorio che vi circonda, la rete di protezione sociale e di solidarietà, che rende la Toscana e la nostra zona fra i luoghi più vivibili del pianeta, sia solo un dono piovuto dal cielo? E’ in realtà il risultato del lavoro e dell’ingegno nostro e di chi ci ha preceduto. Abbiamo dunque le risorse e le capacità per uscire da questa situazione, che sempre più peggiora e sembra non avere sbocchi positivi. Siamo sicuri che occorra solo ribadire gli obiettivi, illuminare il percorso e, tutti insieme, metterci al lavoro per conseguirli".

 

"Già dovreste conoscere le nostre cinque stelle – spiegano – e crediamo non possiate non condividerle. Una stella, quella polare, è l’attenzione per l’ambiente. L’ambiente è più che la nostra ricchezza, è la nostra vita e quella dei nostri figli. Se continuiamo a devastarlo condanniamo a morte la nostra e tutte le specie. Ci conviene? Siamo così irresponsabili o, invece, la salvaguardia dell’ambiente è qualcosa per cui lottare anche con fanatismo?. E da questa stella scaturisce quella dello sviluppo sostenibile, uno sviluppo in armonia con l’ambiente che ci circonda, che non l’avvilisca a merce, a qualcosa da utilizzare per profitto individuale e, inevitabilmente, a scapito del benessere collettivo".
 

"E con la sostenibilità ambientale dello sviluppo – sottolineano – la stella del consumo consapevole, che ci sottragga alla schiavitù della civiltà dello spreco, con la valorizzazione delle risorse locali, la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili, il risparmio energetico e l’obiettivo finale di azzerare i rifiuti riutilizzandoli tutti. E se l’ambiente non può essere mercificato, può invece essere mercificata l’acqua? Ecco un’altra stella: i beni comuni, quei beni che non sono proprietà di nessuno, come appunto l’acqua, l’aria, il clima, le risorse del mare, la biodiversità, le orbite satellitari, le bande dell’etere, la conoscenza, la cultura".

 

"Ultima, ma non meno importante – evidenziano – la stella della connettività. Certo per i più giovani la connettività della rete, che consente istantaneamente di superare ogni barriera e distanza, per condividere esperienze ed informazioni in modo libero e immediato. Ma anche, per tutti, una connettività fatta di relazioni interpersonali e contatti diretti, che ci aiuti a tenere viva e consolidare quella solidarietà che è sempre stata il senso profondo delle nostre comunità, facendola rinvigorire anche nelle comunità urbane, dove più si è affievolita nell’alienazione del modello consumistico, come rinvigorisce nei nostri “meet-up”, dove ognuno può portare il suo contributo".
 

Si rivolgono ancora ai cittadini: "Ci potreste chiedere cosa porterà in più e di nuovo il nostro Movimento in questi territori, non mal gestiti in confronto ad altre realtà italiane. La nostra peculiarità di Movimento è la risposta. Certo non è qui che si possa dare la caccia alla casta, ma la politica intesa in modo tradizionale, partitico, porta ambiguità anche dove sembra esserci trasparenza.
Noi siamo Movimento, non abbiamo una struttura rigida ma orizzontale. Non imporremo esigenze esterne, perché le decisioni devono venire dal nostro accordo collettivo. Saremo tutti insieme ad analizzare le situazioni e fare le scelte. Se la partecipazione è ampia questa è la garanzia della trasparenza e del bene comune".

 

"Chiariamo con un esempio – concludono – Nei nostri Comuni la stragrande maggioranza di cittadini ha abrogato, con i referendum del 2011, la remunerazione del capitale investito nelle società miste, pubblico-privato, che gestiscono l’acqua. Con scuse dilatorie, perché solo di questo si tratta, come ha ribadito la Magistratura, queste società hanno continuato a riscuotere la quota di remunerazione nelle bollette. A nostro avviso le amministrazioni dovevano muoversi a supporto dei cittadini informandoli ed aiutandoli nell’autoriduzione delle bollette, difendendoli dalla vessazione subita. Perché non l’hanno fatto? Perché prima di rispondere ai cittadini rispondono alla struttura dei partiti di appartenenza e questi partiti, come mostrano questi fatti, devono avere in qualche modo interesse al profitto delle società di gestione. Questo non potrebbe avvenire con il modello di democrazia partecipativa e diretta che noi vogliamo, con l’aiuto di tutti, costruire. Sarà una via lunga, difficile, accidentata? Allora è tempo di partire subito".

di Redazione

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