SAMBUCA (TAVARNELLE) – Il giorno dopo la bomba d'acqua che mercoledì 5 giugno devastò la Sambuca, Il Gazzettino del Chianti vi aveva raccontato una storia davvero particolare.
Quella di Franco Ferrari e della sua compagna (nel frattempo diventata moglie), che con quel diluvio universale avevavo rischiato grosso. Anche la vita (clicca qui per leggere l'articolo). Ne erano usciti con la casa disastrata e con un mucchio di ricordi spazzati via.
Oggi è passato oltre un mese, ma la situazione rimane delicata per questa coppia: lo sottolineano dalla sempre attenta unità operativa di protezione Civile di Tavarnelle.
"Dopo un mese dall'alluvione che ha coinvolto la Sambuca lo scorso giugno – dicono – c'è ancora chi è in difficoltà e richiede il nostro aiuto. Dal 6 giugno nell'abitazione del signor Franco Ferrari non è cambiato nulla, gli interventi di sgombero del garage sono andati a rilento e da soli i coniugi non ce la fanno".
"Il sindaco di Tavarnelle Sestilio Dirindelli – prosegue Nicola Bossini, coordinatore della Protezione Civile – e il vicesindaco David Baroncelli, nella scorsa settimana hanno fatto un sopralluogo per verificare la situazione. Anche noi abbiamo constatato il disagio che ancora pervade nella loro abitazione".
"Quindi – rilancia Bossini – abbiamo deciso di effettuare un intervento massiccio per aiutare questa coppia della Sambuca. In collaborazione con i ragazzi de La Racchetta di Tavarnelle sabato 13 luglio interverremo per ripulire il garage, liberandolo e ripulendo il più possibile il fondo, poiché l'acqua si è ritirata ma la melma ancora invade i locali. E con il caldo che avanza non è molto salubre abitare in quella situazione".
"Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti – è l'appello di Bossini – nessuno escluso, in modo da poter liberare il fondo nel minor tempo possibile. I signori Ferrari hanno tergiversato nella richiesta di aiuto, pensando che da soli, con le loro forze, avvrebbero ripristinato il loro garage; ben presto si sono accorti che da soli non avrebbero fatto molto".
"Non possiamo lasciarli soli – conclude Bossini – è nostro dovere aiutarli fino in fondo, per questo chiedo a tutti la massima collaborazione in questa situazione. Per una mattina o un pomeriggio accantoniamo momentaneamente gli impegni superflui… abbiamo fatto km e km per aiutare tante persone in tutta Italia e in Toscana, adesso che dobbiamo intervenire in casa nostra siamo persone di cuore e volenterose. Dimostriamo di essere volontari della Misericordia Protezione Civile, dalla testa ai piedi. Queste persone si meritano tutto il nostro rispetto e la nostra collaborazione".
di Matteo Pucci
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