In processione dietro alla Croce di Lampedusa: esperienza speciale a Tavarnelle

Un evento davvero unico quello di giovedì sera, a cui ha partecipato anche Il Gazzettino del Chianti: le foto

TAVARNELLE – Freddo pungente a Tavarnelle. Ma a scaldare il cuore, giovedì sera, ci ha pensato la speciale atmosfera che si poteva respirare.

 

Tra momenti di raccoglimento ed esplosioni di gioia vere e proprie, l’arrivo della Croce di Lampedusa (costruita con il legno dei barconi) nel nostro comune ha dato il via all’annuale Festa dei Popoli (che si protrarrà fino a domenica sera). E soprattutto ha costituito una bella occasione di integrazione tra migranti e residenti.

 

Tante le persone che alle 21 si sono riunite in cerchio in piazza Matteotti. Per ascoltare gli interventi che le associazioni aderenti all’iniziativa hanno fatto sul tema dell’accoglienza. Davanti a loro, tre simboli davvero forti: il fuoco, la croce e le bandiere.

 

Ciascuno poi ha acceso una fiaccola e, in una processione piena di luci, l’ha portata fino alla chiesa di Santa Lucia al Borghetto. Dove la serata si è conclusa in maniera altrettanto suggestiva. 

 

Una veglia fuori dagli schemi ha visto alternarsi sotto l’altare i canti dei ragazzi nigeriani, la proiezione di video ricchi di spunti di riflessione, e preghiere che indiani, albanesi e sudamericani  hanno recitato nella loro lingua.

 

E questo è soltanto l’inizio di una quattro giorni molto importante per il messaggio che porta in sé. Messaggio che anche stavolta, a giudicare dal coinvolgimento di ieri sera, la collettività sembra aver colto in pieno.

 

“La Festa dei Popoli – inizia Paolo Galgani, membro del Magistrato della Misericordia e attivamente partecipe alle iniziative parrocchiali – è nata dalla collaborazione tra la Caritas di Tavarnelle la Parrocchia di San Pietro e Santa Lucia al Borghetto”.

 

“Quest’anno ci siamo uniti con le associazioni del territorio che hanno a cuore l’accoglienza – spiega – E i ragazzi migranti, insieme agli stranieri che ormai da tempo vivono qui, hanno dato un grande contributo”.

 

“Dopo le letture in piazza – prosegue – la fiaccolata ci è sembrata un bel modo per aggregare le associazioni. La serata è proseguita in chiesa: qui la veglia ha assunto uno spirito diverso dal solito, tra musica, bandiere e canti”.      

 

“Nei prossimi giorni – conclude Galgani – prosegue il tour di iniziative. E ci auguriamo che Tavarnelle abbia voglia di comunità proprio come stasera”.

 

“Siamo stati molto felici di essere coinvolti nel progetto – dice Anna Canocchi a nome del circolo La Rampa, una delle numerose associazioni coinvolte – Quando si tratta di integrazione, siamo sempre in prima linea”.

 

“Il nostro contributo – dice la presidente del Crc – consiste nel mettere a disposizione i nostri locali per le attività di venerdì e sabato: rispettivamente, una serata di musica in cui ballare e divertirsi ed un pomeriggio di giochi per bambini. Domenica invece i racconti dei migranti al Parco del Mocale”.

 

“L’impegno preso – osserva ancora Canocchi – deve essere portato avanti nella quotidianità, senza limitarsi esclusivamente a questi quattro giorni”.

 

“Siamo nell’epoca della grande migrazione – sono le parole del sindaco David Baroncelli – Ma non c’è migrazione senza accoglienza. E non c’è accoglienza senza comunità”.

 

“Da parte nostra – conclude il sindaco –  da vent’anni, insieme al comune di Barberino Val d’Elsa, realizziamo un lavoro di condivisione, guardando ad una comunità più allargata: quella degli uomini”.

 

Un ringraziamento particolare va all’Associazione Carabinieri in Congedo della Sezione di Tavarnelle che, durante la fiaccolata, ha provveduto a gestire la viabilità.  

 

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di Noemi Bartalesi

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