Marco Bazzoni insieme alla scrittrice Samanta Di Persio: “E’ una legge anti costituzionale”

TAVARNELLE – Il Jobs Act è incostituzionale. Parola di Marco Bazzoni (in foto) e di Samanta Di Persio, operaio tavarnellino il primo e scrittrice aquilana la seconda, che lanciano una raccolta firme contro la legge 183 del 10 dicembre 2014, meglio conosciuta come Jobs Act.

 

"Dai quindici articoli del Jobs Act – spiegano – emerge chiaramente la posizione del legislatore, che consiste nel privare i lavoratori dei loro diritti per i quali sono state combattute tante battaglie sindacali” dichiarano i due. Non sono giuristi o costituzionalisti, ma di lavoro se ne intendono".

 

Di Marco Bazzoni ricordiamo le denunce alla Commissione Europea per violazione delle direttive in tema di sicurezza sul lavoro, una delle quali conclusasi con l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia; mentre Samanta Di Persio, scrittrice, è autrice tra l’altro di “"Morti Bianche. Diario dal mondo del lavoro"” e di "“Imprenditori Suicidi”".

 

"Il Jobs Act – sostengono – discrimina i lavoratori. Tutti coloro che vengono assunti o che perdono il lavoro oggi hanno la sfortuna di essere arrivati tardi. Le tutele crescenti in base all’’anzianità contributiva, e gli ammortizzatori sociali in base alla storia contributiva dei lavoratori significano non essere più possessori di diritti uguali per tutti. Ed ecco servito il primo profilo d’incostituzionalità: la violazione dell’articolo 3 della Carta Costituzionale".

 

"Non è solo questione di articolo 18. Penso in particolare al contratto previsto per i più giovani – precisa Bazzoni – dalla durata triennale, trascorsi i quali l’azienda può decidere se assumere il lavoratore a tempo indeterminato. Ma la storia di tutti i giorni ci insegna che probabilmente non sarà così”. Con tutto il corollario di conseguenze connesse: con un contratto a termine non solo è impossibile accendere un mutuo, ma diventa difficile firmare anche un più banale contratto d’affitto".

 

“In questo modo viene di fatto stracciato l’articolo 2 della Costituzione, in quanto lo Stato priva i cittadini della possibilità di costruirsi una vita, di formare una famiglia e di progettare il futuro” sottolineano i due promotori.

 

“Da questo punto di vista, il Jobs Act viola anche la legislazione europea in materia di lavoro – aggiunge Bazzoni – La Direttiva Europea 99/70 stabilisce che debba essere il contratto a tempo indeterminato quello prevalente, prevedendo invece una serie di specifichi requisiti oggettivi per la stipulazione del contratto a termine".

 

Proprio Bazzoni nell'aprile dello scorso anno ha inviato alla Commissione Europea la denuncia contro il Jobs Act per violazione della Direttiva Europea.

 

"Con il Jobs Act si vuole mettere le mani anche sulla sicurezza, e sulla salute dei lavoratori. L'articolo 4 non lascia spazio a dubbi – precisa ancora Bazzoni – Vengono utilizzate le parole di razionalizzazione e semplificazione per gli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese. Semplificare la sicurezza, rivedere il regime di sanzioni non ha mai portato nulla di buono, l’’unico investimento da fare è sulla prevenzione”.

 

E Di Persio aggiunge: "L'osservatorio indipendente di Bologna chiude l'’’anno con 660 infortuni mortali e se vengono contati gli incidenti stradali e in itinere si arriva a 1.350. E poi ci sono i morti da mancanza di lavoro".

 

Precisa ancora: "Siamo arrivati a 10 milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà, decine e decine di italiani si sono tolti la vita perché non riescono a trovare un lavoro o perché lo hanno perso, tanti cervelli che fuggono perché qui non hanno nessuna possibilità. Con il Jobs Act si finisce di affossare la dignità dei lavoratori".

 

"L'unica possibilità che abbiamo – concludono i promotori – è un intervento della Corte Costituzionale pertanto i sindacati e i partiti devono ascoltare il nostro appello per presentare un ricorso alla Corte”.

 

Chiunque voglia aderire all'appello, può inviare un’email con qualifica, azienda e città a: marco.bazzoni01@libero.it.

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...