TAVARNELLE – Un’occasione preziosa, quella di giovedì 4 dicembre, per fare il punto della situazione su un tema molto importante: la legalità e il suo conseguimento.
E soprattutto un esempio straordinario di confronto tra i giovani e chi, figura di spicco nella lotta alla mafia, se ne occupa da trent’anni.
Nella sala (completamente piena) del circolo Arci La Rampa, il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti ha incontrato i ragazzi del liceo "Alessandro Volta" di Colle Val d’Elsa e la comunità tutta.
Reduci da un percorso di legalità avviato a scuola e concretizzato in Sicilia, gli studenti del Classico e dello Scientifico hanno raccontato la loro esperienza, efficacemente riassunta in un trailer, e posto delle domande al Procuratore Nazionale.
Dopo aver toccato con mano una problematica percepita sempre come lontana, dalle riflessioni dei ragazzi emergono un grande desiderio di informazione ed un bagaglio culturale ma soprattutto emotivo più ricco.
Ospiti il presidente dell’associazione Fior di Corleone Maurizio Pascucci, il socio della Cooperativa Lavoro e non solo Corleone Salvatore Ferrara e Andrea Campinoti di Avviso Pubblico: la serata è stata organizzata dalla Rampa con il patrocinio dell’Unione comunale del Chianti Fiorentino.
“Le mafie sono forme di organizzazione criminale diverse da brigantaggio, banditismo e gang – inizia il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti – L’elemento distintivo sta nel rapporto con i poteri pubblici e con quello economico privato”.
“In tanti casi il potere si è servito delle mafie – spiega – E, dall’altra parte, esse non ne hanno mai contestato l’esistenza. Il voto di scambio non è nient’altro che un rapporto di reciproca funzionalità”.
“Voluta da Giovanni Falcone – prosegue Franco Roberti – la Direzione nazionale antimafia esiste da ventidue anni. E ha dato un grande impulso alle attività di contrasto alle mafie: prima mancava il coordinamento”.
“La lotta alle mafie – dice ancora il Procuratore Nazionale – deve essere un impegno continuo. Un’azione congiunta di stato e cittadini, non solo di magistratura e forze di polizia. Le mafie non sono invincibili: come disse Falcone, lo stato può vincere se vuole”.
“A fine novembre – intervengono alcuni studenti del liceo classico e scientifico "Alessandro Volta" – abbiamo fatto un viaggio di istruzione a Cinisi e Palermo. Eravamo settanta ragazzi di diverse classi, divisi in due gruppi”.
“Sono stati giorni intensi – raccontano – Abbiamo ripercorso le strade in cui sono avvenute le stragi, sentito testimonianze di parenti di vittime innocenti e anche di sopravvissuti. Particolarmente toccanti le parole di Giovanni Paparcuri, unico superstite dell’attentato a Rocco Chinnici”.
“La mafia è ogni sopruso durante il quale giriamo la faccia dall’altra parte – concludono i ragazzi – Noi, nel nostro piccolo, abbiamo la capacità di combatterla. E ora più che mai ci sentiamo parte fondante della lotta antimafia”.
“Anche l’Istituto Comprensivo "Don Milani" di Tavarnelle e Barberino – a parlare è Marina Baretta, assessore dell'Unione Comunale del Chianti Fiorentino con delega a istruzione e formazione – sta portando avanti da qualche anno il progetto legalità insieme al Crc La Rampa”.
“Finanziata dall’amministrazione comunale – spiega – l’iniziativa ha visto tenersi vari incontri: hanno partecipato Pietro Grasso, don Andrea Bigalli e Maurizio Pascucci. In programma ancora altre riflessioni”.
“In sala stasera ci sono anche alcuni studenti di seconda e terza media – dice infine l’assessore – I ragazzi si interrogano sul senso di questo fenomeno e nei loro interventi esprimono una sensibilità particolare. Da non trascurare mai”.
di Noemi Bartalesi
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