BARBERINO VAL D'ELSA – I contadini, veri architetti del paesaggio, disegnano il futuro del Chianti. E' il sindaco di Barberino Val d'Elsa Giacomo Trentanovi ad aver rilanciato l'importanza del ruolo e della funzione, ai fini del binomio che accosta sviluppo e tutela del paesaggio, dell'attività agricola locale, soprattutto quella di piccole e medie dimensioni di cui è ricco il territorio chiantigiano.
E' uno dei temi su cui il primo cittadino barberinese ha incentrato il confronto e il dibattito in occasione della kermesse fiorentina “Dire e Fare 2015” e del tavolo sul tema del paesaggio che, come amministratore chiantigiano, Trentanovi è stato chiamato a coordinare.
“Il mondo agricolo – ha detto – è fatto di piccoli e medi agricoltori, dal tavolo è emersa la necessità di tenere insieme tutte le componenti e le complessità che costituiscono il nostro territorio, i pilastri su cui si sorregge l'economia chiantigiana sono l’agricoltura, il mondo del turismo e della produzione, la sfida è quella di far convivere tali comparti in modo armonioso, compatibile con l'ambiente ma anche guardando all'innovazione, questo è il progetto di un territorio polifunzionale cui lavorano e lavoreranno le amministrazioni comunali del Chianti".
Tanti e rilevanti per il futuro dell'economia rurale chiantigiana i temi dibattuti al tavolo cui hanno partecipato docenti universitari, amministratori e tecnici della Regione Toscana, esponenti del Mibact, amministratori comunali provenienti da tutta la Toscana.
“Abbiamo affrontato questioni di portata nazionale e regionale – prosegue il sindaco – con differenti valutazioni, il filo conduttore è stato il tema del paesaggio connesso alle prospettive delle questioni urbanistiche e territoriali”.
Punto di partenza il piano paesaggistico (il Pit) della Regione Toscana che ha già incassato valutazioni positive da parte delle associazioni di categoria legate al mondo agricolo e di cui è stata evidenziata l'efficacia sul piano della tutela mentre è emersa la necessità di potenziare la parte progettuale e le buone pratiche sperimentali finalizzate ad esprimere al meglio il connubio difesa del paesaggio e sviluppo del territorio.
“E' centrale – afferma Trentanovi – l'importanza dei nostri contadini che forgiano, disegnano, progettano e costruiscono di fatto il territorio in base alle necessità dei tempi in cui viviamo; è in questo contesto che le amministrazioni comunali possono stringere nuove alleanze, sempre più consistenti con il mondo agricolo e i soggetti istituzionali”.
Una volta entrato a regime il piano regionale, i Comuni saranno chiamati ad adeguare i loro strumenti urbanistici e territoriali prevedendo la semplificazione delle procedure.
“Sarà fondamentale – conclude il sindaco – un lavoro di coordinamento teso ad incentivare l'associazionismo comunale per una sostenibilità delle risorse amministrative”.
di Redazione
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