TAVARNELLE-BARBERINO VAL D'ELSA – Una spinta decisa verso la fusione fra i Comuni di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle: un argomento destinato a diventare il centro delle campagne elettorali che fra qualche mese inizieranno in vista delle elezioni amministrative 2014 nei due comuni.
"Nell'ultimo comitato direttivo – fa sapere Renato Sabatini, segretario della Lega Cgil di Tavarnelle e Barberino – abbiamo affrontato il problema delle scarsissime risorse che in questi ultimi anni sono state trasferite alle autonomie locali, in particolare ai Comuni e come questo si ripercuota negativamente sui servizi che i comuni stessi devono erogare ai cittadini. Pertanto la categoria dei pensionati, che noi rappresentiamo, è una di quelle categorie più a rischio per gli effetti delle ridotte risorse ai Comuni e alla Società della Salute".
"Basta vedere – prosegue – come sono diminuite le possibilità di accedere alle residenze protette ed ai servizi di assistenza domiciliare per quelle famiglie che hanno la sfortuna di avere un anziano non autosufficiente in casa; visto l’elevato costo dell’accesso stesso senza l’aiuto pubblico, o vedere come si sono ridotte le possibilità di avere un aiuto per i contributi per l’affitto per quelle famiglie composte da anziani soli".
"Certamente – ammette – il problema dei servizi in genere non riguarda solo la categoria dei pensionati e degli anziani che noi rappresentiamo, ma gran parte della cittadinanza. In questo quadro di difficoltà generale, sappiamo che con l’attuale Legislazione, potrebbero esserci risorse di notevole consistenza, nell’ordine di circa un milione di € all’anno per 10 anni consecutivi con la semplice unione dei nostri due Comuni. Si badi bene non solo con le gestioni associate di una serie di servizi, che già da tempo esistono e che hanno portato tangibili benefici; ma facendo dei due Comuni un Comune solo. Di questa cosa, oramai se ne parla da tempo ma il processo non vv avanti".
Poi lancia il suo avviso ai naviganti: "L’accorpamento può portare ai benefici ed ai finanziamenti solo se viene fatto prima che diventi Legge dello Stato (e sicuramente lo diverrà dopo la soppressione delle Province). Allora è possibile che, vista la situazione finanziaria dei Comuni, ci siano ancora persone che in nome di un anacronistico campanilismo vecchio di oltre 120 anni, siano contrari all’unificazione dei nostri due Comuni? E ancora, si tratta solo di campanilismo? Se esiste qualche altro problema sarà opportuno che venga fuori (sia che venga dai cittadini sia che venga dalle amministrazioni stesse o dalle forze politiche locali)".
"Il fatto – rilancia – è che i pensionati oggi, vivono sempre più ampie ristrettezze economiche e sociali e sapere che ci potrebbe essere la possibilità di avere il mantenimento e l’ampiamento di qualche servizio in più, certo non aiuta ad avviare un confronto costruttivo sulle prospettive di bilanci delle amministrazioni comunali per i prossimi anni".
"Pertanto – conclude – noi dello Spi Cgil, convinti che l’operazione della unificazione dei due Comuni sia indispensabile e non più rimandabile, siamo a sollecitare le amministrazioni comunali interessate e le forze politiche presenti sul territorio ad aprire un confronto con noi e con i cittadini tutti sul tema suddetto".
di Redazione
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