Il Vajont non si dimentica: la mostra il sala consiliare fino al 4 maggio

Il Gazzettino del Chianti l'ha visitata. Una tragedia immane e un grande rapporto di amicizia

TAVARNELLE – Alle 22.39 del 9 novembre 1963, cinquanta milioni di metri cubi di acqua schizzano via dal bacino artificiale della diga del Vajont, in provincia di Belluno, consumando una delle più grandi tragedie nella storia delle Alpi.

 

1910 esseri umani persero la vita in modo atroce, sepolti da acqua, melma, detriti. Alcuni di loro non saranno mai ritrovati, ancora oggi riposano sotto chissà quale pezzo di terra.

 

Sono passati 55 anni da quella tragedia. Ma a Tavarnelle il ricordo è ben vivo. In particolare grazie gli ex-alunni di quegli anni.

 

Con la maestra Anna Cetica e la direttrice Lea Verdi, della scuola della frazione del Morrocco, che decisero di andare su quel luogo per portare la loro solidarietà e amicizia ai bambini e alle famiglie superstiti. Stringendo così un rapporto di umanità, che ancora oggi è forte.

 

Ed ecco che l’Unione comunale del Chianti fiorentino, rinnova il ricordo con una mostra fotografica intitolata “Vajont per non dimenticare” organizzata in collaborazione con Associazione il futuro della Memoria, Associazione Pro Loco Longarone, Istituto Comprensivo Don Milani, Istituto Comprensivo Longarone, Gruppo ex alunni del Morrocco.

 

Le fotografie in bianco e nero che riportano a quei tragici giorni, sono esposte nelle stanze del piano terra del palazzo consiliare in piazza Matteotti 4 a Tavarnelle, fino a venerdì 4 maggio con orario 10-12 e 15-19  (tutti i giorni).

 

Sempre venerdì 4 maggio, alle 11.30  nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Don Milani”, si terrà un incontro tra la delegazione di Longarone e gli alunni di Tavarnelle e Barberino.

di Antonio Taddei

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