Il racconto al rientro dall’appuntamento nelle terre siciliane: impegno, passione, vicinanza

Quelli del Circolo "La Rampa" lo sanno che la testimonianza della lotta contro la mafi la si dimostra a parole ma anche con gli atti concreti: l'impegno che ogni anno, sotto le feste di Natale, dedicano alla vendita dei prodotti che arrivano dai terreni seuestrati alle organizzazioni mafiose ne è solo un esempio.

 

E' un impegno costante, continuo, fortemente voluto. Come quando alcuni mesi fa hanno ospitato per un pomeriggio splendido l'allora ancora) magistrato Pietro Grasso (clicca qui per leggere l'articolo e vedere le foto).

 

Poi ci sono i campi di lavoro a Corleone: anche questa ormai è doventata una trazione. Ogni anno una delegazione scende in Sicilia, in concomitanza con i festeggiamenti del Primo maggio, per portare la sua testimonianza, per far sentire la vicinanza e, perché no, per… dare una bella mano concreta.

 

"Come sapete – ci spiegano al rientro – da quattro anni partecipiamo, il 1° maggio, al campo di lavoro presso la Cooperativa Sociale Lavoro e non solo di Corleone, il primo campo della stagione dove si riordinano strutture e mobili per l'accoglienza degli oltre 700 giovani che arriveranno a Corleone in questa estate 2013".

 

"Alcuni di noi – proseguono – hanno lavorato in cucina e preparato i pasti per tutti. Gli altri sono andati nei campi. Quest'anno con noi erano presenti anche i soci Coop Tirreno di Amelia e persone di Viareggio e di Pisa. In questi casi è difficile spiegare l'atmosfera che si crea il senso di amicizia che scatta tra persone che non si conoscono e che sanno di essere a fare qualcosa di importante per le proprie comunità".

 

"Sappiamo tutti – spiegano i volontari de La Rampa – che la mafia non è più e forse non lo è mai stata un fenomeno esclusivamente siciliano. Sappiamo tutti che molti sono i beni conficati alla mafia in Toscana, Lombardia e in  tutta Italia. Per questo essere lì o in qualunque altro posto dove ci sono terreni e immobili confiscati alla mafia non è più un problema… di "loro"".

 

"In questi giorni – evidenziano – in particolare il 30 aprile, anniversario dell'uccisione di Pio La Torre, abbiamo conosciuto presso il "Laboratorio della legalità a Corleone ex casa di Provenzano" un sindacalista della Cgil che opera nelle Madonie, Vincenzo Liarda, il quale per il suo impegno antimafia e perché vuole rendere più agevole le procedure per conficare i beni alla mafia è stato minacciato più volte di morte. Lui e la sua famiglia. Molte sono state le intimidazioni ricevute. Noi dopo aver sentito la storia di questa persona, che oggi vive con la scorta, ci sentiamo orgogliosi di essere stati li".

 

"Infatti  – sottolineano-  ci ha ringraziato dicendoci che è proprio questo contatto quasi quotidiano con la gente semplice che gli dà la forza e il coraggio di andare avanti. Ci diceva che la lotta alla mafia è una cosa semplice, legalità significa comportarsi normalmente, e non appartenete ad una èlite. Lui sta lottando per confiscare il feudo Verbuncaudo di Polizzi Generosa seguestrato a Michele Greco ed assegnato alla Regione Sicilia".

 


Poi le tante facce, le tante mani strette: come quelle dei ragazzi del gruppo musicale "Il parto delle nuvole pesanti", a Corleone per la prima tappa di un tour che faranno nelle città e luoghi dove ci sono terreni confiscati alle mafie. Risaliranno la penisola fino a Bologna, per un progetto finanziato in parte dalla Coop Tirreno e da altre associazioni. Si chiama "Terre di Musica" e porta suoni folk e balcaniche dove prima c'erano… terre di mafia.

di Matteo Pucci

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