CASTELLINA IN CHIANTI – Da Castellina in Chianti, dove è proprietario di una storica azienda vitivinicola, tenterà di andare a Roma, in Parlamento, a rappresentare il Collegio Toscana-12 alla Camera dei Deputati.
Si terranno infatti fra settembre e ottobre (indicativamente) le elezioni politiche suppletive nel collegio uninominale Toscana-12, per eleggere un deputato per il seggio lasciato vacante da Pier Carlo Padoan (Pd), dimessosi il 4 novembre 2020 dopo essere entrato nel consiglio di amministrazione dell’UniCredit.
Il collegio elettorale è formato dal territorio di 35 comuni: Abbadia San Salvatore, Asciano, Buonconvento, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castiglion Fiorentino, Castiglione d’Orcia, Cetona, Chianciano Terme, Chiusdino, Chiusi, Cortona, Foiano della Chiana, Gaiole in Chianti, Lucignano, Marciano della Chiana, Montalcino, Montepulciano, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Piancastagnaio, Pienza, Radda in Chianti, Radicofani, Rapolano Terme, San Casciano dei Bagni, San Quirico d’Orcia, Sarteano, Siena, Sinalunga, Sovicille, Torrita di Siena e Trequanda.
E in “gara” ci sarà, per la coalizione di centrodestra, Tommaso Marrocchesi Marzi. Che dovrebbe avere fra i competitor niente meno che il segretario del Pd, Enrico Letta.
Imprenditore molto conosciuto in terra chiantigiana, abbiamo incontrato Marrocchesi Marzi all’inizio di un percorso di campagna elettorale che, in tempi di pandemia, non sarà certo banale.
Marrocchesi Marzi, ci siamo quasi: fra settembre e ottobre si dovrebbe votare per le Suppletive alla Camera dei Deputati, e per il posto lasciato vuoto da Pier Carlo Padoan nel Collegio Toscana-12 correrà anche lei. Come nasce la sua candidatura?
“Per regole interne alla coalizione di centrodestra, spettava alla Lega indicare agli alleati il nome del candidato per le suppletive e così a fine 2020 sono stato contattato per sondare la mia disponibilità. Ho posto due condizioni: nessuna tessera di partito, né ora né in seguito, e che ci fosse convergenza sul mio nome da parte di tutte le forze politiche dell’area di riferimento. Avuto garanzie in tal senso, la mia candidatura è stata presentata a maggio e da allora ho iniziato e proseguito nel mio lavoro di ascolto e conoscenza del territorio, incontrando dal vivo la gente, le imprese, le associazioni. Come ho già detto altre volte per sintetizzare questa mia esperienza, la mia è una candidatura senza tessere in tasca, di vicinanza alla gente e al territorio e con tutti i partiti dell’area a costituirne l’involucro politico, civile e moderato”.
Come si colloca, politicamente e ideologicamente, nell’ambito del centrodestra?
“Non ho formazione politica di partito, perché il mio percorso sono stati gli studi e l’attività di imprenditore che genera lavoro e opportunità di crescita. Vedo nella collocazione nell’ambito del centrodestra i princìpi della libertà, del rispetto per il lavoro e l’attenzione verso le fasce più deboli, il desiderio di dare soluzioni politiche concrete ai problemi della gente. Anche per questo ho sottoscritto la richiesta di referendum sulla giustizia”.
In quale modo intende essere utile nel rappresentare un vasto Collegio come il Toscana-12?
“Vivendo nel territorio e conoscendo bene la sua complessità, questi mesi di chilometri percorsi per incontrare le cittadinanze, le associazioni, le istituzioni, le imprese, mi hanno più che mai convinto che la priorità è quella di attrezzare il collegio – che va dal Chianti alle Crete, dalla città di Siena alla Montagna e include anche cinque comuni della Valdichiana Aretina – di quelle infrastrutture materiali e immateriali oggi assolutamente imprescindibili per rendere attrattivo il nostro territorio. Per limitarsi ad alcuni temi tra i tanti: comunicazioni stradali e ferroviarie e connessione tra gomma e rotaia; efficienza del trasporto pubblico anche da un punto di vista ambientale; digitalizzazione diffusa per migliorare la sicurezza pubblica e dare opportunità di telemedicina. L’impegno che prendo nel rappresentare il collegio è quello di tornare a dare dignità al nostro territorio. Le ripeto: io vivo qui, qui è la mia vita ed intendo esprimere la voglia di riscatto dal declino economico e dalla sciatteria burocratica che la gestione del potere della sinistra – per anni e con danni incalcolabili – ha riservato immeritatamente alla nostra gente”.
Quali esperienze e punti di forza pensa di poter portare in Parlamento?
“Come le ho detto, la mia formazione sono il lavoro e l’impresa. E lavoro e impresa sono due scuole formidabili perché ti costringono a saper ascoltare, a parlare sapendo cosa dici perché “ci metti la faccia” e dopo l’analisi dei problemi devi saper trovare soluzioni concrete”.
In quale modo si svilupperà la sua campagna elettorale? E quali i temi che la caratterizzeranno?
“Continuerò così come ho finora fatto ovvero parlando con tutti e incontrando la gente. Niente screaming tra iniziati o tesserati di partito interessati al potere e alle poltrone. Voglio discutere di argomenti reali, di crisi e rilancio del territorio, di turismo, di agroalimentare e ambiente, di polo delle scienze della vita, di infrastrutture bancarie. Voglio parlare degli strumenti per il rilancio: valorizzazione del patrimonio artistico, tradizioni e cultura, eccellenza dell’ospitalità, promozione qualificata, facilità di connessione fisica e digitale, incentivi alla ricerca e alla ricollocazione delle strutture produttive nel territorio. Voglio parlare di crescita sociale dell’economia, di crescita occupazionale e di produzione di ricchezza. E per questo attendo Letta ad un confronto pubblico, nelle piazze e davanti alla gente”.
Pensa che la candidatura confligga con la sua rappresentanza all’interno, ad esempio, del Consorzio Vino Chianti Classico? Ha pensato a un passo indietro?
“Già alla fine dello scorso anno, avevo premesso che l’ufficialità della candidatura avrebbe in seguito imposto a me la dovuta riflessione personale sul mio ruolo nel mondo Chianti Classico. Per rispetto verso le istituzioni e i colleghi viticoltori ho già rassegnato le dimissioni da presidente del distretto rurale”.
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