A lanciarlo il primo cittadino di Tavarnelle. Il sindaco di Barberino: “Togliete ogni risparmio che avete!”

CHIANTI FIORENTINO – Comuni, comitati civici, cittadini ancora una volta alleati e in prima linea nella battaglia contro Poste per chiedere l’eliminazione del piano di razionalizzazione che dal 7 settembre porterà alla chiusura e alla riduzione di cinque uffici postali nei comuni di San Casciano, Tavarnelle, Greve, Barberino.

 

Una nuova ondata di proteste è in arrivo a difesa degli sportelli della Romola, Marcialla, San Donato, Vico d’Elsa e Lucolena.

 

A promuoverla le comunità e le amministrazioni comunali del Chianti, decise a non abbassare la guardia.

 

Dopo aver annunciato l’intenzione di occupare il presidio postale di via Treggiaia, i cittadini della Romola hanno aderito numerosi alla fiaccolata organizzata ieri sera dal consigliere comunale sancascianese Sandro Matteini cui hanno partecipato anche i rappresentanti del Comitato civico contro la chiusura degli uffici postali.

 

“Poste, noi non dormiamo – ha dichiarato il consigliere comunale Matteini – continuiamo la nostra protesta, convinti di subire una grave perdita di servizio pubblico, insieme a noi, anche la Regione, Anci, Uncem e il Comune, che ha intrapreso un nuovo ricorso al Tar, la via giudiziaria rimane la nostra possibilità più concreta di fermare questa decisione insensata".

 

Il caso del Chianti contro Poste approda anche in Europa. Il consigliere comunale si è mosso infatti per attivare una procedura di petizione al Parlamento Europeo "che tutti possono sottoscrivere e condividere dal sito ufficiale".

 

Insieme alle comunità, i sindaci del Chianti continuano a ribadire la loro contrarietà al piano di chiusura degli uffici postali, sulla base del solo calcolo di economicità del servizio.

 

Il primo cittadino di Tavarnelle David Baroncelli lancia un appello ai cittadini. “Dobbiamo fermare Poste e questo piano scellerato – dichiara il sindaco – che rischia di isolare le nostre comunità e privare di un servizio fondamentale soprattutto le fasce deboli della popolazione come gli anziani, invito i cittadini a cessare ogni rapporto con Poste togliendo libretti e chiudendo conti correnti, dobbiamo essere noi a lasciare sola l'azienda e non il contrario".

 

Anche il sindaco di Barberino Val d'Elsa, Giacomo Trentanovi, rilancia la battaglia a tutela dello sportello di Marcialla.

 

"Chiedo ai cittadini – di fare la loro parte con un gesto concreto, li invito a sottoscrivere la disponibilità a togliere ogni risparmio da Poste e a non usufruire più dei servizi erogati dall'azienda".

 

L'occasione è la fiera annuale organizzata in occasione del patrono di Marcialla in programma mercoledì 19 agosto. Nel corso della giornata il consiglio di frazione di Marcialla metterà a disposizione un banco in piazza Brandi.

 

Anche a Greve, nonostante il clima ferragostano, il sindaco Paolo Sottani, è deciso ad alzare i torni della protesta.

 

"La nostra battaglia corre sul binario legale – dice Sottani – come abbiamo fatto in precedenza, e utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione, nel rispetto della legge, per bloccare questo piano in accordo con la Regione Toscana, Anci, Uncem, i Comuni e le rappresentanze associative dei Comuni”.

 

E' stata organizzata per venerdì 14 agosto alle 21.30 un'assemblea pubblica al circolo Arci di Lucolena. Saranno presenti il sindaco e il consigliere comunale Carlo Nozzi.

 

Uno scenario difficile si delinea anche per gli uffici che riducono il loro orario da tre a un giorno, come Vico e Lucolena.

 

“Paradossale – aggiunge Sottani – anche per gli uffici distanti dai centri abitati, come Lucolena che è località montana e per legge dovrebbe restare aperta 18 ore alla settimana, invece verrà soffocata a sei ore, equivalente ad un solo giorno di apertura, il rischio di isolamento è elevatissimo, considerato che nella piccola frazione non ci sono filiali bancarie e l’ufficio postale più vicino è a 15-20 km di distanza”.

 

“E’ una operazione – conclude il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini – che riteniamo ingiusta, inopportuna, penalizzante per un territorio su cui in buona sostanza si fa tabula rasa di presidi postali e che colpirebbe una popolazione complessiva pari a oltre 3mila cittadini”.

di Redazione

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