FIRENZE – Quando si è diffusa la notizia secondo cui il presidente regionale Enrico Rossi, che aveva annunciato la sua presenza (chiedendo anche l'anticipo dell'inizio della manifestazione), non si sarebbe presentato, la rabbia di qualcuno ha iniziato a diventare rumorosa.
Del resto in via Pellicceria, cuore di Firenze, davanti alla sede regionale di Poste Italiane, la rabbbia va di pari passo con (per qualcuno) la rassegnazione.
Lunedì 7 settembre infatti è annunciata la chiusura di quasi 60 uffici postali in tutta la regione, con la riduzione di orario di molti altri (un preludio a nuove chiusure).
La manifestazione di questa mattina era l'ultimo momento prima della tempesta, in attesa (pare arrivi fra oggi e domani) delle sentenze del Tar che potrebbero (e il condizionale è d'obbligo) sospendere il provvedimento.
Solo la notizia per cui il governatore non è potuto venire per problemi familiari (e per un volo in partenza per Ginevra), e la promessa di un suo messaggio in giornata a fianco di chi protesta, ha rasserenato un po' gli animi.
"La manifestazione regionale dei sindaci organizzata dall'Anci per dire no alla chiusura dei piccoli uffici postali – ha scritto il governatore regionale in un messaggio – è un atto significativo e importante perché riguarda migliaia di toscani. Ed è per questo che mi spiace molto non aver potuto partecipare causa partenza in aereo per un viaggio istituzionale all'estero".
"Ed è significativa anche la recente apertura del Governo – ha continuato – per questo mi attendo che il prossimo tavolo per risolvere la questione possa avvenire ad uffici postali aperti e non chiusi come vuole Poste Spa".
Presenti compatti i quattro sindaci dei comuni del Chianti fiorentino in cui cinque sportelli verranno chiusi (La Romola, Marcialla, San Donato in Poggio) o ridotti in maniera drastica nell'orario di apertura (Lucolena e Vico d'Elsa).
LA VIDEO INTERVISTA AL SINDACO
DI SAN CASCIANO MASSIMILIANO PESCINI
"Ci batteremo al massimo e a oltranza – sono state le parole dei quattro sindaci all'unisono – contro questa decisione, che è un misto di ingiustizia e mancanza di dialogo e concertazione con le comunità locali".
Ma ormai l'unica speranza è solo il Tribunale amministrativo regionale. Dopo quello… se la riposta non sarà quella sperata, sarà molto difficile fermare la chiusura degli uffici.
di Matteo Pucci
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