Durissimo il governatore regionale: “Un piano sciagurato al quale non abbiamo mai dato il minimo assenso”

FIRENZE – E' letteralmente infuriato il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi: il messaggio fatto passare, di una Regione sostanzialmente d'accordo con il piano di chiusure da parte di Poste Italiane di quasi sessanta uffici in Toscana, l'ha fatto balzare sulla sedia. Tanto da invitare i Toscani, nel caso il piano vada in porto, a chiudere i loro rapporti con Poste.

 

ROSSI: "MAI DATO ASSENSO"

 

"Non abbiamo mai dato assenso – dice Rossi – né formalmente né informalmente, al piano di chiusura degli uffici postali avanzato da Poste Italiane. Neppure dopo la disponibilità della stessa azienda a mantenere aperti 7 dei 65 uffici destinati, secondo il piano di razionalizzazione, alla chiusura".

 

"Poste Italiane ha invece – ricorda Rossi – comunicato al mio capo di Gabinetto, Ledo Gori, che si sarebbe proceduto alla chiusura di 59 uffici e dal 17 giugno sono cominciate ad arrivare le lettere ai sindaci in cui Posteitaliane annunciava questa volontà".

 

GLI UFFICI CHE CHIUDONO

 

Gli uffici che secondo il nuovo piano di Poste dovranno abbassare la saracinesca per sempre sono 4 in provincia di Arezzo (Campogialli, Pieve a Presciano, Meleto e Mercatale), 6 in quella di Firenze (Pomino, Marcialla, La Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma e Castelnuovo d'Elsa), 10 a Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello dell'Amiata e Talamone), 8 a Lucca (Mologno, Castelvecchio Pascoli, San Ginese, Lappato, Vorno, San Colombano, Valpromaro e Tereglio), 6 a Massa Carrara (Montedivalli, Vinca, Caprigliola, Serricciolo, Filetto e Canevara), 10 a Pisa (Corazzano, Ghizzano di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto Terme, San Giovanni alla Vena e Castelmaggiore), 8 a Pistoia (Calamecca, Cireglio, Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa Baggio, Montemagno di Quarrata e Tobbiana), 1 a Prato (Bacchereto) e 6 a Siena (Monticchiello, Pievescola, San Gusmè, Graccia no, Montisi e Serre di Rapolano).

 

"UN NISULTO ALLE PERSONE ANZIANE"

 

"Chiudere quegli uffici – dice il Governatore – che costano in fondo pochi milioni è un insultO agli anziani, e non solo gli anziani, che abitano in montagna e in aree marginali. Una proposta che avevo avanzato è quella di istituire una sorta di Poste-Mobili che con un pulmino attrezzato garantisca il servizio nei piccoli paesi e frazioni alcuni giorni al mese. Cè spazio per trovare soluzioni e un tavolo Regione, Comuni, Poste da aprire in Toscana poteva e può ancora essere lo strumento per trovarle".

 

 

LA RISPOSTA AL SOTTOSEGRETARIO

 

Rossi ribatte anche alle dichiarazioni dei vertici di Poste Italiane e al sottosegretario Antonello Giacomelli sulla vicenda del piano di chiusura di numerosi uffici postali nelle piccole frazioni della Regione.

 

"La decisione, dopo la sospensione pre elettorale del piano – prosegue Rossi – è stata quindi presa da Poste Italiane in modo del tutto autonomo e unilaterale senza nessun accordo e senza nessuna discussione effettuata al tavolo appositamente istituito con la Regione, 15 sindaci e la presidente di Anci Toscana. Immaginavo che questo fosse noto al sottosegretario Giacomelli e soprattutto fosse noto ai vertici di Poste".

 

LA "CHIAMATA ALLE ARMI" DI ROSSI

 

"La reazione di Poste, assolutamente inadeguata alle nostre proteste, in ogni caso – annuncia durissimo Rossi – ci spinge a deliberare sin dalla prossima settimana la rescissione delle convenzioni che la Regione Toscana ha in essere con Poste per i servizi regionali, a meno che non si riapra immediatamente un tavolo alla presenza di sindaci e Regione che consenta di ridiscutere un piano di razionalizzazione per noi inaccettabile".

 

Una vera e propria dichiarazione di guerra quella di Rossi: "Chiederemo ai toscani di essere solidali con gli anziani lasciati soli nei paesi dove gli uffici postali tireranno giù i battenti e li inviteremo a chiudere conti e libretti che hanno presso Poste. A partire dal libretto che ha mio padre e che gli suggerirò di chiudere".

 

"E' evidente – conclude – che qualcuno ha raccontato al sottosegretario Giacomelli cose errate, non rispondenti alla verità. Sono sicuro che nessun sindaco, né il Capo di Gabinetto Ledo Gori, hanno mai dato l'assenso a questo piano sciagurato".

di Matteo Pucci

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