Lo dicono i Cobas: “Si rischia di rimettere in discussione il piano relativo alle liste di attesa”

FIRENZE – "Radiologie ospedaliere in crisi all’Asl 10 per carenza di personale tecnico sanitario, la cattiva gestione delle direzioni generali aziendali rischia di paralizzare il complesso delle diagnostiche ospedaliere, facendo diventare carta straccia la legge regionale varata nell’agosto 2014 per il rispetto dei tempi sulla richiesta di prestazioni diagnostiche".

 

A dirlo è Andrea Calò (in foto), sindacalista Cobas Sanità Asl 10: "Nelle radiologie ospedaliere dell’Ospedale Serristori, Santa Maria Annunziata, Torregalli, Santa Maria Nuova, siamo al collasso: turni pesanti, aumenti dei carichi di lavoro, stress da rischio correlato, abusi sull’utilizzo dello straordinario, reperibilità notturne forzate per coprire i turni nei presidi ospedalieri".

 

"Le situazioni più gravi – sottolinea – di vera insostenibilità, le registriamo negli ospedali di Figline-Incisa Valdarno, NSGDD, Annunziata. Il rischio paralisi per carenze di personale tecnico, sono dovute a scelte gestionali sbagliate, che denotano, incompetenza e irresponsabilità".

 

"La paralisi – ricorda Calò- rischia di rimettere in discussione il piano relativo alle liste di attesa e l’efficacia dei servizi diagnostici e la risposta qualitativa per i pazienti. Le due direzioni sono le vere responsabili di produrre una organizzazione fondata solo sulle percentuali e sui risparmi. La gestione guarda solo ai numeri da dover esibire all’opinione pubblica e alla stampa che non né può più di un servizio sanitario inefficace e pieno di falle. Troppa vetrina e  scarsa qualità e sicurezza per pazienti e lavoratori".

 

"Secondo noi – dice ancora Calò- oltre alle pessime strategie organizzative dei direttori le carenze di tecnici sanitari sono riscontrabili anche sulla base dei normali rapporti tra personale medico radiologo e tecnici, i medici paradossalmente sono in sovrannumero e questo crea un ulteriore di sovraccarico di lavoro dei tecnici che non riescono a produrre gli esami diagnostici richiesti".

 

"Nel merito – prosegue snocciolando i numeri – all’ospedale Serristori dei 9 tecnici sanitari assegnati solo 5 unità possono fare turni di reperibilità e festivi, tanto è vero che attualmente dall’OSMA sono state trasferite due unità tecniche per sopperire al carico di lavoro e ai turni. Anche qui tantissimi esami di PS, TAC interni ed esterni, radigrafie, mammografie, sale operatorie".

 

"All’OSMA -dice ancora – sono 32 i tecnici sanitari assegnati, una decina dei quali hanno prescrizioni mediche dovute all’invecchiamento e blocco delle assunzioni. Il restante personale tecnico è impegnato in una turnistica pesante, stressante per sopperire alle richieste dell’ospedale e delle sale. Ogni giorno ci sono 14 tecnici a disposizione degli interventi di sale e PS compreso TAC, gli altri fanno le liste interne ed esterne oncologiche, ortopediche".

 

"A Torregalli – conclude Calò – sono 33 i tecnici sanitari assegnati, tutti assorbiti dalla consistente attività delle sale operatorie e delle sale di emodinamica interventistica superiore alle risorse disponibili. Abbiamo inviato alla direzione generale la nota di protesta sulle gravi carenze di personale e disfunzioni gestionali,  in preparazione una assemblea dei tecnici di radiologia e l’avvio di mobilitazioni di lotta".

di Redazione

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