CHIANTI FIORENTINO – San Casciano e Bagno a Ripoli: sono i due comuni del Chianti fiorentino nei quali Telecom sta pianificando l'inizio delle concrete attività per la fibra ottica.
E dove finalmente, soprattutto in alcune zone, si permetterà di uscire da quella sorta di Medioevo digitale in cui si è confinati.
A spiegarci tutti i dettagli è Filippo Cubattoli, tavarnellino, vero e proprio esperto in materia.
"Il termine banda larga – esordisce – è ormai abusato e dal punto di vista tecnico privo di significato. Si tratta più di un artificio commerciale usato dai gestori telefonici per descrivere una generica connessione “spacciata” come veloce ma che nulla specifica a proposito della tecnologia utilizzata, e quindi delle sue reali potenzialità".
"Di purtroppo chiaro – ci ricorda – c’è che l’Italia è al 92esimo posto nel mondo per velocità di connessione ad Internet (clicca qui per le statistiche). Le reti di accesso di nuova generazione (NGAN) non possono prescindere dalla presenza della fibra ottica, grande assente in Italia a causa di scelte politiche rivelatesi errate (prima fra tutti il modo in cui il gestore telefonico pubblico Telecom Italia è stato privatizzato)".
"In realtà – dice ancora Cubattoli – la rete in fibra ottica in Italia esiste eccome, ma si ferma alla centrale telefonica degli abitati urbani o dei quartieri. Il famoso ultimo miglio, cioè il collegamento fra la centrale e l’utente, è stato mantenuto con il rame preesistente dal dopoguerra, cercando di spremerlo il più possibile con le tecnologie Adsl che fanno da tramite fra la fibra ottica che si ferma in centrale e il collegamento verso l’utente in rame, risparmiando gli investimenti per la stesura della fibra nelle strade degli abitati".
Ci spiega quindi che "il grosso svantaggio dell’Adsl è che è asimmetrica, ovvero è pensata per l’utente “consumatore” che scarica dati da internet fino a 20 Megabit per secondo, ma che non può “inviarli” su internet (e quindi diventare un generatore di informazioni) perché la velocità di invio dei dati con le linee Adsl è sensibilmente minore (al massimo 1 Megabit)".
"Di fatto – è l'esempio che portaCubattoli – il colloquio utente/utente fra due abbonati ADSL avviene a 1 Megabit, la stessa velocità utilizzata nelle reti di calcolatori degli anni '80. Ecco perché un video su Youtube scorre liscio, ma una chiamata video con Skype ad un amico, ad esempio, è sempre problematica. Si capisce che, volendo generalizzare, è quasi un problema di “democratizzazione” della rete".
"Premesso questo quindi – continua – è evidente come il rame sia ormai obsoleto e superato. Nell’ottica di ricablare completamente in fibra il tratto centrale-utente (tecnologia FTTH – FiberToTheHome), che sarebbe l’ideale in quanto consentirebbe velocità simmetriche nell’ordine del gigabit (1.000 Megabit), Telecom Italia e gli altri gestori hanno deciso di dividere questa attività in due fasi".
"Hanno appurato – continua – che diminuendo la distanza coperta dal rame, ossia ipotizzando una distanza media di circa 1 Km fra centrale e utente, portando la fibra fino a 600 metri dall’utente e lasciando il rame nei restanti 400 metri successivi, si può raddoppiare o persino triplicare la velocità rispetto a una normale Adsl. SI parla quindi di FTTC (FiberToTheCabinet), ossia portare la fibra dalla centrale fino all’armadio di distribuzione (quei parallelepipedi grigi che si vedono negli angoli delle strade) e da lì ripartire in rame verso l’abitazione dell’utente".
"Telecom Italia – argomenta Cubattoli – pubblica periodicamente dei documenti in cui dichiara quando intende iniziare i lavori nei comuni. Di fatto il lavoro è a più fasi: Predisposizione della centrale del paese o quartiere per la rete di nuova generazione NGAN; predisposizione degli armadi per la tecnologia FTTC stendendo la fibra fra centrale e armadio; attivazione degli utenti in FTTC (di fatto sostituendo il loro modem ADSL con uno VDSL); stesa della fibra fra armadio e abitazione; attivazione degli utenti in FTTH (ovvero portando la fibra nelle case con rifacimento dell’impianto in abitazione)".
"Quello che è successo – sottolinea ancora – è che Telecom Italia ha pianificato l’inizio della fase in alcuni comuni fuori dalla cintura delle città di Firenze e Siena che già sono attive, fra cui appunto Bagno a Ripoli e San Casciano, ipotizzando un inizio dei lavori per ottobre 2015".
"Questo non significa -dice subito Cubattoli – che a ottobre i residenti in quei comuni triplicheranno la velocità della loro connessione a Internet, ma che in quei posti inizieranno i lavori di posa della fibra per le strade (ipotizzo con tecniche poco invasive quali le microtrincee)".
"Pertanto – conclude – è lecito aspettarsi la disponibilità commerciale del collegamento VDSL trascorsi 6/8 mesi dalla data di pianificazione, salvo ritardi e retromarce. Per la fibra in casa (FTTH) il percorso è ancora lungo, e non se ne parlerà prima di un paio di anni".
di Redazione
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