Sul tavolo il contestatissimo Piano Paesaggistico: “Le nostre non sono valutazioni ideologiche”

TOSCANA – Saranno in molti, anche dal Chianti, coloro che vorranno partecipare. Con in testa il Consorzio Vino Chianti Classico, che per bocca del suo presidente Sergio Zingarelli in questi giorni si è espresso con toni durissimi in merito al PIT, il Piano Paesaggistico, regionale (clicca qui per leggere l'articolo).

 

Si terrà infatti a breve un incontro tra la giunta regionale e i rappresentanti del mondo agricolo sul Piano Paesaggistico. La decisione, presa dalla giunta nella sua ultima seduta, è annunciata dal contestatissimo assessore all'urbanistica Anna Marson.

 

"Nonostante i toni accesi che stanno caratterizzando il dibattito sul piano – afferma l'assessore – la giunta intende proseguire un confronto di merito su tutte le questioni sollevate e invitare tutti gli interessati a contribuire in modo concreto alla messa a punto di questo atto. Non vorrei che imputare al Piano "valutazioni ideologiche" diventi un modo per sottrarsi ad un lavoro di approfondimento e di affinamento che è componente essenziale della procedura di piano. Io stessa ho proposto alla giunta una revisione di alcuni testi del piano al fine di sgombrare il campo da possibili equivoci e strumentalizzazioni".
 

"Sono pienamente d'accordo – prosegue l'assessore Marson – nel considerare l'attività agricola come fondamentale per il territorio e per il paesaggio, per la loro tutela e manutenzione. Gli agricoltori sono i custodi del paesaggio rurale se, nel fare impresa, contribuiscono ad assicurare la salvaguardia idrogeologica e la biodiversità del territorio, e di conseguenza anche la sua bellezza. Come tutte le attività umane, anche l'agricoltura può' altrimenti produrre effetti negativi".

 

"Effetti ben noti agli stessi agricoltori – precisa – come testimoniano gli studi sull'erosione promossi dai comuni del Chianti, quelli sull'inquinamento delle acque effettuati dall'Arpat e quelli più generali sul rischio idrogeologico e sui rischi per la biodiversità".
 

"Il Piano paesaggistico – prosegue Marson – mette in luce alcune criticità, per altro territorialmente ben delimitate, che fanno riferimento ai rischi della banalizzazione e dell'impoverimento del paesaggio e della biodiversità, già ben descritti in atti regionali quali il Programma di sviluppo rurale e il Piano ambientale ed energetico regionale".

 

"Nel Programma di sviluppo rurale 2014-20 – ricorda – si legge ad esempio che "l'abbandono delle attività agricole…i processi di urbanizzazione e l'eccessiva intensificazione dell'attività agricola, verificatasi nelle aree a maggiore vocazione (elevato impiego di fertilizzanti, pesticidi, erbicidi e di risorse idriche) rappresentano una minaccia per la biodiversità in genere e quella agraria in particolare , con notevoli riflessi negativi anche sul paesaggio agrario tipico della Toscana" che il Psr si propone di tutelare".

 

"Per non parlare – dice ancora – dei numerosi richiami all'alto valore culturale del paesaggio agrario tradizionale contenuti nei Piani territoriali di coordinamento delle province di Firenze e di Siena".

 

"A dimostrazione che il PIT paesaggio – conclude l'assessore Marson – ha fatto tesoro delle esperienze di pianificazione locale e degli altri fondamentali atti di programmazione della Regione".

di Redazione

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