CHIANTI FIORENTINO – L’Associazione Macellai Firenze e provincia si è ritrovata mercoledì 17 settembre nel palazzo medievale dell’arte de’ Beccai, in via Orsanmichele a Firenze, per celebrare i suoi 140 anni di storia (l’associazione è nata nel 1874 come società di mutuo soccorso).
In questa occasione è stato ricordato il 420° anniversario della cacciata dei Beccai dal Ponte Vecchio: le antiche botteghe dei Beccai vi trovarono i loro spazi fin dal XV secolo. Era un luogo assai comodo per sversare in Arno gli scarti della macellazione.
Naturalmente gli “odori” e lo “sgocciolio” delle frattaglie non erano molto sopportabili da parte dei nobili e così, per ordinanza del Granduca Ferdinando, nel 1594 si cacciavano i Beccai dal Ponte Vecchio per una nuova sistemazione al Mercato Vecchio, attuale piazza della Repubblica.
In questa ricorrenza sono stati insigniti 31 nuovi Cadetti Macellai (tra questi due signore che hanno ricevuto la fascia e il Codice dell’Arte dei Beccai), così come sono stati insigniti in collaborazione con l’Associazione Cuochi Fiorentini nove cuochi.
Tra i premiati tre macellai del Chianti fiorentino: Mario Ceccatelli di Greve in Chianti, Enrico Casini di San Casciano, Tommaso Giannelli di Impruneta. C'erano anche Morando Morandi (Tavarnelle), Gino Nencioni (San Casciano).
Ma il Chianti era ben rappresentato dal sancascianese Stefano Secci (presidente dell’Associazione Macellai USEM), che ha presieduto alla cerimonia assieme al Gran Beccaio Vasco Tacconi (grassinese), Luigi Zangheri (presidente dell’Accademia delle arti del disegno), Angelo Mazzei (presidente Associazione Cuochi) e altri membri.
Ospiti illustri che hanno ripercorso momenti di storia sono stati Luciano Artusi, Eugenio Giani, Mirella Loda. Presente anche l’assessore all’associazionismo di San Casciano Roberto Ciappi, che ha rappresentato la provincia.
"Il nostro lavoro è un lavoro dell’arte – ha detto Stefano Secci – fatto con passione e artigianalità. Solo nelle macellerie c’è la cultura della carne, e noi ci accolliamo questo diritto, questa nostra arte che portiamo dentro di noi. Le nuove generazioni sono il nostro futuro, il nostro vanto".
"In questa situazione problematica del lavoro dove tutti si parla di crisi – ha proseguito – di licenziamenti noi vogliamo, con la nomina di questi nuovi giovani macellai, dare un segnale di fiducia di futuro. Noi crediamo in questo valore, ci stiamo impegnando, trasformando, siamo impegnati nella tradizione e impegnati verso il futuro".
Tra i nuovi cadetti ci ha colpito una giovane e bella ragazza, Camilla di Pontassieve, che pur avendo intrapreso con successo un percorso nel mondo dello spettacolo come ballerina televisiva con Paolo Bonolis, "Il Bagaglino" e altri programmi, oltre ad essere stata campionessa di ballo 2004, alla morte prematura del padre che aveva un attività di macellaio, ha deciso di lasciare il mondo dello spettacolo prendendone il posto.
Il Consiglio dell’Accademia ha voluto conferire a Enrico Rossi (presidente della Regione Toscana) il titolo onorifico di Ambasciatore della Fiorentina nel Mondo per aver favorito la ricerca e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari toscane e promosso la conservazione e lo sviluppo delle razze bovine autoctone: chianina, maremmana e calvana.
Rossi che per impegni inderogabili non ha potuto presiedere alla cerimonia: per lui ha ritirato il riconoscimento, l’assessore regionale allo sviluppo economico all’agricoltura Gianni Salvadori.
Al termine della cerimonia i macellai hanno depositato una corona alla statua del loro protettore, San Pietro a Orsammichele, dopodiché hanno sfilato con in testa i figuranti del calcio storico fiorentino per le vie del centro fino a raggiungere la sede dell’Associazione macellai in via Ginori.
La cerimonia ha avuto termine al ristorante "Da Lino", dove il cuoco Lino Amantini ha preparato un buffet di prodotti tipici fiorentini.
Un’ultima curiosità, i macellai hanno anche tra di loro un Beato, Tommaso Bellacci, che convertito divenne provveditore della Compagnia di San Niccolò in Ceppo.
di Antonio Taddei
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