FIRENZE E PROVINCIA – Associazione a delinquere finalizzata al furto in abitazione e alla ricettazione: una clamorosa operazione quella portata a termine dalla Sezione Antirapina della Squadra Mobile di Firenze e dai carabinieri della Compagnia di Scandicci, che ha visto sgominare una intera "filiera" composta tutta da cittadini albanesi.
Una "filiera" completa dicevamo, che oltre al gruppo operativo era composta da basisti, ricettatori per monetizzare con la refurtiva, persone che davano ricovero ed asilo (anche tre donne coinvolte), fornivano nascondigli, posti per dormire e mangiare.
Quattro mesi di pedinamenti e inseguimenti risoltisi anche con incidenti e speronamenti dei ladri ai danni delle forze dell'ordine, costrette a inseguire una banda a bordo di auto (rubate) di sempre di grandissima cilindrata.
Ventotto le persone coinvolte: nove gli arrestati con misure cautelari (tre in carcere, tre ai domiciliari, due obblighi di dimora, uno di firma), gli altri denunciati.
Un'indagine faticosissima, che ha visto Squadra Mobile e carabinieri di Scandicci partire da operazioni singole, poi confluite in una costruttiva collaborazione.
I furti che si possono contestare a questa banda sono decine e decine, commessi tutti nella periferia di Firenze e nei comuni della "cintura": da Fiesole a Signa, da Scandicci a Lastra a Signa. Tentativi anche a Greve in Chianti.
Una banda molto pericolosa come detto, che quando è stata intercettata dalle forze dell'ordine ha sempre utilizzato le auto come "arma", con speronamenti anche ai 130 km/h.
Per quanto riguarda la Compagnia dei carabinieri di Scandicci tutto è partito con controlli preventivi del territorio in zone che, in passato, erano state sottoposte a ritenuti furti in abitazione.
Sul "versante" della Squadra Mobile invece, tutto è partito da un furto di cinque auto di grossa cilindrata da parcheggio all'aeroporto di Firenze, quando si è subito capito che sarebbero state utilizzate per questa attività.
Il nucleo operativo della banda, quello "sul campo", girava nei nostri paesi, in particolare nelle zone residenziali, poi entrava in azione. Cercando sempre di evitare case con dentro persone, tanto che talvolta anche una luce lasciata accesa ha rappresentato un deterrente.
Veri e propri blitz, anche sette-otto in sequenza: si arrampicavano, forzavano porte e infissi, entravano e dopo pochi minuti erano fuori. Portando via oro, contanti, orologi di marca. In alcuni casi apparecchi elettronici
Alcuni degli albanesi coinvolti erano anche lavoratori (operai, muratori…), anche se si trattava di figure marginali nel gruppo. Gli "operativi" a tempo pieno, quelli che entravano nella casa, avevano tutti fra i 20 e i 25 anni.
Sono circa quaranta i furti contestati, sui quali sono state trovate le prove, per una operazione davvero eccezionale nel suo genere. Che ha sgominato un sodalizio criminale organizzato e temibile.
di Matteo Pucci
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