CHIANTI FIORENTINO – Nessun allarme, chiariamolo subito. Anche perché stiamo parlando di piccole scosse per la quasi loro totalità neanche percepite dalle persone ma solo dalla strumentazione.
E, soprattutto, dalle App e dai telefonini dei chiantigiani, inevitabilmente sintonizzati sulle applicazioni che danno la situazione sismica in tempo reale
Ma la cronaca ci dice che dopo due-tre giorni in cui lo sciame sismico iniziato giovedì 18 dicembre nel Chianti fiorentino sembrava essersi (quasi) del tutto fermato, le giornata di martedì 30 e di mercoledì 31 hanno visto la ripresa di una sequenza abbastanza consistente di piccole scosse.
Tutte sotto magnitudo 2.0 (tranne quattro, due di 2.1, una di 2.4 e una di 2.5), sono state 50 le scosse registrate a partire dalla mezzanotte di martedì 30 dicembre.
Epicentri divisi su tre zone: una parte nel comune di San Casciano, fra Campoli e San Fabiano; una parte nel comune di Greve in Chianti, attorno alla frazione di Greti; una parte attorno alla frazione tavarnellina di Badia a Passignano.
Nessun allarme, lo ribadiamo. Ma una vigile attenzione che ormai vige dal 18 dicembre scorso. Sia da parte dei cittadini (che, è innegabile, non sono indifferenti a questo tipo di attività sismica) che delle amministrazioni comunali e dei gruppi di Protezione Civile.
di Redazione
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